Tolentino: pronto il referendum per la fusione con Camporotondo di Fiastrone

06/03/2016 - Nella giornata di sabato 5 marzo i Sindaci dei Comuni di Camporotondo di Fiastrone Emanuele Tondi e Tolentino Giuseppe Pezzanesi hanno indetto una conferenza stampa per illustrare i motivi e le modalità che hanno portato a convocare una seduta del Consiglio comunale per indire il referendum che contempli la fusione per incorporazione nel Comune di Tolentino del Comune di Camporotondo di Fiastrone con modifica delle circoscrizioni comunali.

Le misure legislative statali si pongono da tempo l’obiettivo di razionalizzazione e riordino territoriale. Tale obiettivo è avvalorato dalla percezione che la eccessiva frammentazione dei comuni determina inefficienze del sistema amministrativo locale in ragione della inidoneità delle strutture preposte all'esercizio dei compiti conferiti ad ogni singolo ente comunale. Inoltre, il legislatore statale è convinto che la riduzione di tale frammentazione determini una consistente riduzione delle spese di funzionamento degli enti e dei costi della politica, mediante la creazione di ambiti territoriali ottimali omogenei al fine di conseguire consistenti economie di scala nei costi di erogazione dei servizi, ed il miglioramento dei livelli di qualità e di efficienza nell’erogazione dei servizi.

Fin dalla l.n. 142/1990 sono state incentivate la fusione dei piccoli comuni prevedendo l'erogazione, da parte dello Stato, per i dieci anni successivi alla fusione, di “appositi contributi straordinari commisurati ad una quota dei trasferimenti spettanti ai singoli comuni che si fondono”. Nel contempo, ai Comuni sono stati regolarmente effettuati pesanti tagli dei trasferimenti statali, che, in particolare per i piccoli comuni, determinano l’impossibilità di svolgere in maniera efficiente le proprie funzioni.

Recentemente, considerando che il processo di fusione dei Comuni non ha raggiunto livelli soddisfacenti a livello nazionale, il legislatore statale, da un lato ha incentivato ulteriormente le forme associative e i processi di fusione, dall’altro sta discutendo il disegno di legge Lodolo del Novembre 2015, che obbligherà i Comuni a fondersi tra loro entro 2 anni dall’approvazione della legge, raggiungendo una popolazione minima di 5.000 abitanti. Chi non si unirà spontaneamente entro 2 anni sarà accorpato d’autorità dalle Regioni senza i benefici previsti di cui sopra. Se le Regioni nei successivi 2 anni non disciplineranno con legge regionale gli accorpamenti forzosi scatterà il taglio dei trasferimenti alle Regioni da parte dello Stato (riduzione del 50% dei trasferimenti esclusa la sanità e il trasporto pubblico).

Sulla base di quanto detto, le Amministrazioni di Camporotondo di Fiastrone e Tolentino, intendono porre al vaglio dei Cittadini, mediante il previsto referendum, la possibilità di fusione per incorporazione nel Comune di Tolentino del Comune di Camporotondo di Fiastrone, con modifica delle circoscrizioni comunali.

Il nuovo assetto istituzionale derivante dal nuovo Comune presuppone una tutela della partecipazione del territorio a favore della collettività del Comune di Camporotondo di Fiastrone al fine di mantenere un equilibrio della rappresentatività della popolazione. In tal senso, le azioni permanenti previste a livello istituzionale riguardano:

6. l’istituzione nel territorio del Comune di Camporotondo di Fiastrone di un Municipio, con propri organi elettivi;

7. Il Municipio esprimerà altresì parere preventivo e vincolante su ogni proposta di iniziativa sul proprio territorio;

8. Al Municipio di Camporotondo di Fiastrone dovrà altresì essere garantita un’adeguata rappresentatività all’interno degli organismi partecipati dal Comune di Tolentino ed all’interno dell’organo esecutivo;

9. Al fine di garantire un adeguato decentramento dei servizi, tutti gli uffici attualmente presenti, continueranno ad erogare i propri servizi;

10. Gli attuali dipendenti del Comune conserveranno le proprie funzioni ed il proprio ruolo all’interno del Municipio.

VANTAGGI ECONOMICI

La fusione dei due Comuni porta sostanziali economie riconducibili prima di tutto ad economie di scala seguenti alla razionalizzazione dei servizi attualmente gestiti dai due enti. In particolare i servizi a carattere “interno” con la fusione degli enti troveranno una unica allocazione organizzativa permettendo, contestualmente alla riduzione della spesa, anche una maggiore e migliore funzionalità. In maniera esemplificativa fanno capo all’ambito dei “servizi interni” tutte le attività riconducibili agli organi istituzionali, alla gestione del personale, dei servizi finanziari, patrimonio, tributi, nonché la gestione dei rapporti con le società partecipate e/o erogatrici dei servizi pubblici locali.

Va inoltre ricordato che la gestione unificata derivata dalla fusione dei Comuni favorisce

- Una specializzazione e valorizzazione del personale che deve essere in grado di trovare soluzioni organiche per problematiche simili afferenti ad un territorio più vasto di quello comunale;

- la garanzia di uniformità di servizi tra enti vicini, evitando così inutili disparità di trattamento;

- la possibilità di progettare interventi di sviluppo su più ampia scala, anche attraverso l’ottenimento di risorse pubbliche statali od europee.

Il principale vantaggio economico derivato dalla fusione rimane quello contemplato dalla normativa statale. Al fine di promuovere la fusione tra comuni il legislatore statale ha infatti previsto misure finanziarie ed istituti premiali particolarmente incentivanti, espressione di quanto previsto dall’art. 15 comma 3 del D.Lgs 267/2000, e quantificati per il 2016 in:

- 40% del contributo dei trasferimenti erariali attribuiti a ciascuno dei due comuni nell’anno 2010 nel limite degli stanziamenti finanziari previsti ed in misura non superiore a 2 milioni di euro.

Inoltre ai sensi dell’art. 1, comma 498 della L. 190/2014 (legge di stabilità per l’anno 2015) ai comuni istituiti a seguito di fusione, si applicano le regole del patto di stabilità interno (ora bilancio armonizzato) a decorrere dal quinto anno successivo alla loro istituzione. Tale condizione consente una consistente capacità di spesa diversamente inibita dai vincoli del patto di stabilità Va inoltre aggiunto che l’art.1 comma 131 della legge 56/2014 consente alle Regioni, nella definizione del patto di stabilità verticale, di individuare idonee misure volte a incentivare le unioni e le fusioni di comuni, fermo restando l'obiettivo di finanza pubblica attribuito alla medesima Regione. Per i Comuni istituiti a seguito di fusione vi è lo sblocco totale delle facoltà assunzionali rispetto al turn-over.

A tutela dell’Ente incorporato, al fine di creare effettivi vantaggi rispetto alla situazione esistente e sulla base degli incentivi statali che verranno erogati, sono previste specifiche azioni di vantaggio economico a favore del Comune di Camporotondo di Fiastrone:

- investimenti nei primi cinque anni pari a 2.000.000,00 di euro, secondo le priorità e le necessità indicate dal Municipio di Camporotondo di Fiastrone;

- 1/5 del contributo straordinario (non rapportato all’importo della quota del 40% dei trasferimenti erariali spettanti a ciascun Comune in riferimento all’ anno 2010 ma esclusivamente all’importo totale del contributo straordinario attribuito ), per 10 anni, sarà destinata a beneficio dei servizi, del sociale e per nuovi investimenti, del Municipio di Camporotondo di Fiastrone, al pari della quota parte ( 1/5) dei trasferimenti regionali;

- Possibilità di mantenere tributi e tariffe differenziate per il Municipio di Camporotondo di Fiastrone se inferiori rispetto a quelle del Comune di Tolentino, per 5 anni dalla data di fusione.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 06-03-2016 alle 17:58 sul giornale del 07 marzo 2016 - 628 letture

In questo articolo si parla di referendum, politica, tolentino, Comune di Tolentino, camporotondo di fiastrone, fusione per incorporazione

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.biz/auv6