Festival ''700Macerata'': tutto esaurito alla Filarmonica per Nebbia e Albinoni

20/03/2016 - È stata davvero memorabile la serata del “Convivio Settecentesco” di sabato 19 marzo al Teatro della Filarmonica, prodotta dalla Fondazione “Alessandro Lanari” in collaborazione con l’associazione “Il Glomere”: evento unico nel suo genere nel proporre un raro e raffinato abbinamento tra cena a tema di alto livello e spettacolo d’opera di rarissima esecuzione, entrambi all’insegna dell’altissima qualità di esecuzione, artistica e gastronomica.

Memorabile per Macerata e non solo, visto che gli oltre 200 presenti che hanno esaurito in ogni ordine di posti la bella sala grande di Palazzo Bourbon Del Monte erano maceratesi ma anche “forestieri” provenienti dalla provincia di Ancona e dal fermano, non pochi intervenuti addirittura in costume d’epoca.

Alla ricca cena ispirata al ricettario settecentesco del celebre cuoco maceratese Antonio Nebbia, perfettamente proposta dal Ristorante Due Cigni alla guida della chef Rosaria Morganti, ha fatto seguito l’esecuzione scenica di “Vespetta e Pimpinone”, intermezzo buffo di Tomaso Albinoni posto prodotto in collaborazione con il Festival dell’Opera da Camera delle Marche, che ha portato in prima assoluta sulla scena maceratese l’eleganza e la raffinatezza assoluta di un titolo emblematico, che oltre a rappresentare i caratteri più significativi della scuola musicale veneziana costituisce anche un importante stimolo culturale per i suoi contenuti narrativi, improntati alla descrizione dell’affrancamento della donna nella società con un senso della consapevolezza di sé e una coscienza civica che ha del prodigioso per i tempi, risalendo l’opera al 1708 e quindi 25 anni prima della “Serva padrona” di Pergolesi considerata un punto di svolta storico in tal senso.

Ottima e apprezzata la resa scenica degli interpreti –la mezzosoprano Camilla Antonini nel ruolo di “Vespetta” e il basso Alessandro Colombo in quello di “Pimpinone”- e quella musicale dell’Orchestra “Accademia del Leone”, ensemble specialista del genere che suonava su strumenti antichi e secondo prassi esecutiva del’epoca; raffinata e di grande efficacia espressiva la curatissima regia di Gianni Gualdoni, impreziosita dai bei costumi appositamente realizzati da Giuliana Gualdoni.

Applausi scroscianti e convinti da un pubblico attentissimo, coinvolto e conquistato dalle qualità del raro spettacolo, hanno decretato un successo pieno della serata che per la sua natura composita non aveva precedenti a Macerata e neanche nelle Marche: anche per questo la serata resterà fissata agli annali culturali della città, oltre che scolpita nel ricordo personale di chi c’era e ha potuto viverne direttamente le particolari emozioni d’arte e socialità.







Questo è un comunicato stampa pubblicato il 20-03-2016 alle 18:37 sul giornale del 21 marzo 2016 - 628 letture

In questo articolo si parla di spettacoli, festival 700macerata

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.biz/au3Y