Panorama d’Italia lancia le reti di città creando un ponte Macerata-Perugia

24/04/2016 - Con un’Italia che sta riorganizzandosi attorno al nuovo, e ancora inesplorato, soggetto amministrativo che sono le città metropolitane, i centri di medie dimensioni e poco distanti l’uno dall’altro possono e forse devono “fare sistema” inaugurando nuove forme di collaborazione.

E' l’idea, per ora solo abbozzata ma molto densa di potenzialità, emersa oggi a Macerata, a chiusura e della “quattro giorni” di Panorama d’Italia nella città marchigiana, quando sul palco del Lauro Rossi, subito prima dell’inizio del penultimo appuntamento, “A spasso nello spazio”, per la serie “I grandi eventi di Focus”, il direttore del settimanale Giorgio Mulè ha chiamato sul palco il sindaco Romano Carancini e il vicesindaco di Perugia Urbano Barelli, perché è appunto a Perugia che dall’11 al 14 maggio prossimi, si svolgerà la prossima tappa.

Poteva essere una piccola cerimonia solo formale, e invece i due amministratori – forse anche grazie al fatto che Barelli è di origini marchigiani - hanno condiviso l’opportunità di valutare iniziative congiunte tra le loro città, per esempio per promuovere insieme il turismo culturale nel Centro Italia o lavorare in tandem per potenziare i collegamenti, visto la prossima estate aprirà la superstrada della Val di Chienti che abbrevierà nettamente la percorrenza tra i due centri. Non un gemellaggio, ma poco ci manca, in vista di un’Italia molto sbilanciata tra poche grandi città metropolitane e un’ottantina di capoluoghi di provincia molto meno centrali nelle priorità del sistema.

Conclusa la breve cerimonia, è stata la volta del viaggio nello spazio col direttore di Focus, Jacopo Loredan, l’astronauta Umberto Guidoni – che ha partecipato a due missioni della Nasa a bordo dello Shuttle e che, nel 2001, è stato il primo astronauta europeo a visitare la Stazione Spaziale Internazionale – e Giuseppina Pulcrano, esperta di comunicazione scientifica dell'Agenzia Spaziale Italiana (Asi). Nella platea, gremita, tutti gli spettatori avevano in mano la “Cardboard” offerta dal magazine, una sorta di occhiale tridimensionale che, utilizzato con una App di Focus scaricabile sia da App Store che da Google Play, permette di visitare la stazione orbitante con la sensazione di starvi entrando davvero.

Bravissima la Pulcrano a descrivere i piani dell’esplorazione umana dello spazio nei prossimi anni, vivacissimo Guidoni nel raccontare le sue straordinarie esperienze di bordo: "Quindici anni fa, assieme agli astronauti di altri quattordici Paesi, io ho vissuto in quel condominio spaziale dagli spazi angusti che mi ha regalato punti di vista della Terra in tutte le sue sfumature che non potrò mai dimenticare", ricorda quasi commosso Guidoni. Ma che succede lì dentro, nella vita quotidiana? ""Sono rimasto lì per 15 giorni - rammenta Guidoni - ed è stata un'esperienza incredibile.

Ogni astronauta ha una cabina dalle dimensioni simili a quelle di una vecchia cabina telefonica e oltre a lavorare, mangia, beve rincorrendo l'acqua che in assenza di gravità galleggia in forma di sfere, e fa attività fisica per contrastare le modificazioni all'organismo dovute alle particolari condizioni ambientali". A quando tutti davvero “a spasso nello spazio”? Ci sono sperimentazioni per i viaggi turistico-commerciali (quella di Virgin su tutte) che hanno avuto come antenato più celebre, nel 2001, il caso di Dennis Tito, il miliardario americano che, per 20 milioni di dollari acquistò un viaggio diretto alla stessa Stazione Spaziale che ospitava Guidoni nell'ambito della missione russa Sojuz. Ma soprattutto c'è Orion, la navicella della Nasa che ci riporterà sulla Luna e su Marte.

Dallo spazio al cuore umano con Alfonso Signorini e Giorgio Mulè che – ultimo evento del cartellone – hanno incontrato sul palco del Teatro Don Bosco Maria Paola Rosini e Simone Riccioni, i protagonisti del film, tutto marchigiano, "Come saltano i pesci" diretto da Alessandro Valori. Maria Paola è una bella ragazza con la sindrome di Down che ha conquistato immediatamente la platea con la sua simpatia e la sua vivacità: “Io sono di Pollenza – ha esordito con un sorriso grande così - il cinema mi piace, è molto divertente. Io ho fatto 4 anni di scuola di teatro, ma quest’anno non è partito il corso, c’erano pochi iscritti”.

La pellicola racconta la storia di un ragazzo, Matteo, che improvvisamente, a seguito di un segreto rivelato, vede sgretolarsi il suo mondo e deve ripartire alla ricerca di se stesso. Vicino a lui la sorellina, Giulia, con la sindrome di Down: “Grazie a lei”, ha raccontato Simone, “sto imparando a saper vivere. Ha una carica incredibile, con la sua gioia mi ha insegnato molto. Abbiamo girato tante scende insieme. Una, in particolare, sulla collina alle 5 del mattino. Eravamo tutti un po’ assonnati, lei no, cantava, era contenta”. E infatti, aggiunge Maria Paola, “l’ultimo giorno sul set ero triste, pensavo che sarebbe finito tutto, ero dispiaciuta”. Ma adesso, rivela, “mi piacerebbe fare Ballando con le stelle”. Di sicuro non vuole andare a lavorare nell’agriturismo dei genitori “assolutamente no, preferirei aprire un bar a Pollenza nel mio paese”.

Infine, un momento di riflessione profonda: “Io sono credente”, ha detto Simone, “Ma sono anche convinto che il perdono è di tutti. Ti fa creare cose belle, mentre il rancore distrugge. I miei genitori hanno una grandissima fede, sono partiti in missione per l’Africa. Tutti noi, chi crede e chi noi, siamo accumunati da un senso di gioia. Se trovi un posto che ti rende libero e felice è quello giusto. E se questo film ti fa sorridere ha toccato le corde giuste”. E Maria Paola: “A me Dio dice di avere più fiducia in me stessa, di essere più brava a scuola e di prendere questo diploma”.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 24-04-2016 alle 19:23 sul giornale del 26 aprile 2016 - 589 letture

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