La Cgil provinciale di Macerata interviene in merito al referendum costituzionale

Bandiera Cgil 30/05/2016 - Le affermazioni del Senatore PD Mario Morgoni, che apprendo dalla stampa, sulla posizione della CGIL in merito al referendum costituzionale, invece di entrare nel merito e nel metodo della discussione tendono ad etichettare superficialmente un dibattito che dovrebbe invece essere trattato col massimo rispetto e considerazione.

Riprendendo l'uscita del ministro per le Riforme Maria Elena Boschi “siete insieme a Casapound al referendum", il Senatore replica stancamente un ritornello che sfugge ad un vero confronto sul tema costituzionale e rischia di creare invece una spaccatura priva di contenuti tra i cittadini che dovranno esprimersi ad ottobre su una riforma inaudita nella nostra storia democratica, proponendo una sterile contrapposizione tra innovatori e conservatori, fiduciosi e disfattisti, che nulla ha a che vedere con l'intento di aggiornare l'architettura istituzionale della Repubblica.

La CGIL provinciale di Macerata, in linea con il Comitato Direttivo Nazionale, esprime un giudizio fortemente critico sulla proposta di modifica costituzionale. Critico sia rispetto al metodo che al merito della proposta. In particolare, nel metodo, la discussione parlamentare è stata a tratti compulsiva con eccessi di condizionamenti del governo che ha portato ad una impropria polarizzazione del dibattito in aula, con la dichiarata volontà di fare del referendum confermativo un banco di prova per l'operato complessivo del governo.

Per quanto riguarda invece il merito della proposta di riforma, pur apprezzando l'intento di superare il bicameralismo perfetto, questo si è trasformato in un'eccessiva centralizzazione dei poteri allo Stato: il nuovo Senato, per composizione e funzioni, non potrà svolgere il necessario ruolo di luogo istituzionale di coordinamento fra Regioni e Stato. Siamo inoltre di fronte ad un irragionevole moltiplicazione dei procedimenti legislativi del Parlamento, con il Governo che si vede attribuita la facoltà di dettare l'agenda parlamentare, potendo porre in votazione a data certa i provvedimenti ritenuti essenziali senza vincoli quantitativi né di oggettività.

Il giudizio, quindi, nel metodo e nel merito, non può che essere negativo per quanto disposto da tale proposta di modifica anche perché introduce nella nostra Carta norme incongrue ed inefficaci. Ritengo sia utile ed auspicabile che si eviti di ridurre il dibattito ad uno scontro di tifoserie, evitando di mancare di rispetto all'autonomia ed all'indipendenza della nostra Organizzazione che si sta impegnando a promuovere un'informazione di massa e momenti di confronto per favorire una scelta partecipata e consapevole dei cittadini.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 30-05-2016 alle 12:03 sul giornale del 31 maggio 2016 - 380 letture

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