Pollenza: incontro con lo studioso Medardo Arduino

02/06/2016 - Ritorna a Pollenza Medardo Arduino, lo studioso che con le sue ricerche sta revisionando completamente le nostre conoscenze sulla storia locale. “Le Marche, le terre dei Piceni e dei Salii” sono definite dall’autore nel sottotitolo del suo ultimo libro “un patrimonio da rivalutare”.

Il volume, che verrà presentato sabato 4 giugno alle 17,30 presso la Sala Convegni comunale, è un viaggio vertiginoso attraverso trenta secoli di storia. Ci porta alla riscoperta, ma più spesso alla scoperta assoluta dei nostri antenati, dagli Etruschi, ai Pupuni, ai Celti Salui. Popoli che sappiamo essere esistiti, ma che la storiografia ufficiale archivia in fretta, volando veloce sopra le loro caratteristiche, le usanze, spesso trascurando le tracce che hanno lasciato su altri uomini e sul nostro territorio. Ciò che sappiamo della storia antica dell’Italia centrale ruota intorno all’espansione coloniale romana. I reperti archeologici di alcuni musei locali mostrano presenze preistoriche pre-romane connotate e ricche di cultura propria. Seppure gli Etruschi siano una presenza ancora misteriosa ed i Pupuni una civiltà quasi sconosciuta, i reperti museali ci parlano di queste civiltà.

L’ipotesi avanzata da Arduino in questo ultimo studio vuole che alcune antiche popolazioni non siano affatto arrivate nelle Marche attraverso migrazioni dall’oriente levantino o dall’occidente centroeuropeo, ma che il loro legame col territorio sia di uno spessore ben maggiore. Il metodo di ricerca seguito da Medardo Arduino è quello dell’analisi minuta dei reperti, parte dalle fonti materiali, osserva innanzitutto iconografia e testimonianze architettoniche, pur tenendo conto della letteratura. Lo sforzo che va fatto per avvicinarsi a questi studi è quello di guardare ai dati senza i condizionamenti che le nostre conoscenze pregresse ci imporrebbero.

Distinguere il mito e la leggenda da ciò che i nostri musei ci raccontano; ripartire da ciò che è stato rinvenuto sotto i nostri piedi può essere la chiave di volta per integrare le conoscenze della storia ufficiale. Al termine di un viaggio così impegnativo, se gli studiosi vorranno ù intraprenderlo, c’è certamente una enorme rivalutazione del patrimonio culturale prodotto nelle Marche dalla prima Età dei Metalli all’Alto Medioevo.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 02-06-2016 alle 00:27 sul giornale del 03 giugno 2016 - 578 letture

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