Cingoli: il sindaco interviene sulla questione dell'ospedale

ospedale generico 25/07/2016 - Il 31 luglio è previsto il trasferimento di un medico la dssa Martella dall’Ospedale di Cingoli a Jesi senza la certezza della sua sostituzione. Senza i 7 medici previsti in organico (ma solo con 6), il castello rivendicativo faticosamente costruito per continuare ad avere un Ospedale “codice 60” nel gergo amministrativo, seppur in continuità con l’Ospedale di Jesi, è messo in forte discussione.

In aggiunta, dal 1° luglio, il direttore Asur Area Vasta 2, Ing. Bevilacqua, per essere più realista del Re, per compiacere l’indirizzo politico, ha SENZA ALCUNA GRADUALITA’ , come invece prevede la direttiva regionale, trasformato i 10 posti per “acuti “ o di “medicina” in “cure intermedie”.

Con il rifiuto dei medici di famiglia le predette cure intermedie continuare ad essere “appannaggio” dei sanitari ospedalieri ma che, con il predetto trasferimento, vedrebbero addirittura diminuita la loro consistenza organica.

Il risultato di tutto questo è che tutti i malati che si presentano al Pronto soccorso a Cingoli sono trasferiti a Jesi o Macerata, con l’inevitabile ingolfamento dei 2 Ospedali e dei relativi pronto-soccorso.

Una situazione al limite, una fallimento o una sperpero delle poche risorse disponibili che non può rimanere senza conseguenze. Il depauperamento dell’Ospedale di Cingoli, potrà portare così a sostenere la tesi dell’inefficienza del nostro nosocomio e della necessità di amputarne quel che ne rimane.

Lunedì scorso (18 luglio) il direttore Bevilacqua non ha potuto partecipare ad un incontro con l’Amministrazione comunale di Cingoli, facendosi sostituire dal dott. Grilli e dalla d.Ssa Fedele dell’Area Vasta 2, ma ai 2 dirigenti è stata chiesta la sospensione del trasferimento fintanto che non sia stata certa l’assunzione di un nuovo medico.

E’ da sottolineare lo sperpero di risorse umane, strumentali e finanziarie perché la trasformazione dei 10 posti per acuti in cure intermedie finisce solo per aggravare una pesante inefficienza della sanità marchigiana.

Se non vi saranno garanzie ricomincia la forte mobilitazione che ci portò a far riaprire il reparto di lungo degenza solo 2 anni fa, perché all’orizzonte si profilano le nubi della soppressione del Punto di primo intervento PPI previsto per gennaio 2017 e la minaccia di non far funzionare nei fatti la nostra struttura.

Dobbiamo essere consapevoli del fatto –ha concluso Saltamartini- che insieme potremo superare anche questa che, in una crisi totale del sistema Italia, non è l’ultima ma non sarà neppure la prima.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 25-07-2016 alle 18:58 sul giornale del 26 luglio 2016 - 283 letture

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