Il Trovatore torna sul palco dello Sferisterio dopo il successo del 2013 di Muri e divisioni

12/08/2016 - Un allestimento austero ma niente affatto ermetico, il regista Francesco Negrin "gioca col fuoco" e ci regala un Trovatore assai coinvolgente, in cui il rigore di una scenografia lineare e un po' buia è rotto da vere e proprie fiammate e lampi di luce.

Il fuoco divampa e incendia ripetutamente una pira stilizzata posta in alto sul palco, è il rogo sul quale trovano la morte la zingara madre di Azucena e il figlio di quest'ultima bruciato per errore; un modo per richiamare alla memoria dello spettatore le vicende antecedenti la storia raccontata dal libretto.

La scelta di usare il fuoco come elemento vivo conferisce a tutta l'opera la particolare suggestione di un'ambientazione gitana (tali sono le origini della protagonista Azucena) in cui le fiamme acquisiscono un significato culturale e folcloristico -oltre che simbolo di morte- e rimandano ad immagini di accampamenti, falò, rituali zingareschi.

Il vasto palco dello Sferisterio chiede sempre di essere riempito con luci ed installazioni per scongiurare l'effetto "nudo", Francesco Negrin sceglie in quest'ottica di utilizzare due lunghi tavoli che enfatizzanoe la dimensione maggiore della scena, esaltandola anzichè cercare di mascherarne l'ampiezza.

Intorno e sopra i grandi banchi, che a tratti sembrano un palco sul palco, si svolgono i fatti di Trovatore; gli attori e il coro ne sfruttano l'estensione per dare ordine alle azioni ed un sapiente gioco di illuminazione consente di concentrare l'attenzione passo passo sulla storia che va avanti.

Di grande effetto è anche la scelta cromatica di scenografia e costumi, il nero e il pumbleo dello sfondo sono ripetutamente illuminati da bagliori rossi e violacei, gli stessi colori che si ritrovano nei costumi degli attori e del coro.

Il successo del Trovatore di Negrin è quindi riconducibile alla forza evocativa della scelte registiche ma è il cast stellare di voci ad aver definitivamente conquistato il consenso del pubblico: Anna Pirozzi conosce bene il personaggio di Leonora e ne interpreta il ruolo in maniera superba, Piero Pretti è appassionante nel ruolo di Manrico, Marco Carie è Il Conte di Luna e Enkelejda Shkosa interpreta la zingara Azucena. A dirigere l'Orchestra Filarmonica Marchigiana il Maestro Francesco Ivan Ciampa, che ha sostituito nella prima replica il Maestro Daniel Oren.

Il coro è il Lirico Marchigiano V. Bellini, sapientemente condotto dal maestro Crescenzi.

L'ultima replica di Trovatore sarà in scena Sabato 12 Agosto.







Questo è un articolo pubblicato il 12-08-2016 alle 16:57 sul giornale del 13 agosto 2016 - 727 letture

In questo articolo si parla di spettacoli, Elena Sagrati, articolo

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