Overtime Festival, 16 le pellicole selezionate per la finale

27/09/2016 - Giunto alla sesta edizione, l’Overtime Festival, che si terrà a Macerata dal 5 al 9 ottobre prossimi, propone anche nel 2016 una rassegna di cortometraggi e documentari sociali sul tema del racconto e dell’etica dello sport. Un viaggio itinerante nelle storie più belle e più nascoste, e nei personaggi che hanno messo lo sport al centro della loro vita.

Un concorso che lo scorso anno ha valorizzato numerosi aspetti del racconto sportivo, esaltando la creatività narrativa e spaziando tra gli sport (ciclismo, atletica, rugby) e tra i generi: dalla regia di Ricky Tognazzi in “Pietro Mennea, la freccia del sud”, alla celebrazione di atleti e realtà sportive come Jarno Calcagni, Entella Calcio e Torres, fino a pellicole che hanno messo i riflettori su temi come i diritti nelle terre di Palestina e la disabilità.

Grandi Sfide, si disse lo scorso anno, puntando l’attenzione sul connubio tra agonismo, talento e fair-play. Per l’edizione 2016, si punta sulla passione e sulle emozioni che lo sport sa regalare. Momenti di gloria, sudore, fatica, passione, attraverso il racconto di “Sconfitti & Vincenti”.

Tantissime le produzioni che hanno iscritto film e documentari, tra cui diverse anche dall’estero (Spagna, Francia, Russia, Olanda, Inghilterra, Etiopia e Sudafrica).

Il programma è molto fitto e si articola in “cortometraggi” e “documentari sociali”.

Per la sezione cortometraggi sono in gara “Diversamente invincibile”, un viaggio “sociale” di Donatella Cervi attraverso lo sport paralimpico; “Shoes”, un’animazione per ragazzi che presenta la corsa come occasione di fuga dai territori martoriati dalla guerra; il visionario “Per un pugno di note” di Maurizio Iezzi e Andrea Terrinoni; e la produzione straniera “Sprint to the past” del russo Selkin Fedor, una storia di canottaggio rivista attraverso gli occhi di un anziano.

Molto spazio è dato anche a tematiche importanti: lo sport come diritto e strumento di legalità. Per esempio, con “Memorial Quarto Savona”, di Gabriele D’Agostino, si parla di evento sportivo come forma di ricordo di quanti hanno perso la vita stroncati dalle mafie, mentre Roberto Bof racconta Bekosi, paese natale di tanti campioni olimpici della corsa, in “Africa & Sport per l’Etiopia”.

Molto ricco anche il programma dei film e documentari sociali. In concorso tanti racconti che partono da vecchie storie da riprendere e raccontare come “Ninì”, che ci porta in alta quota, ripercorrendo le vicende di Gabriele Boccalatte e Ninì Pietrasanta alle prese tra Monte Bianco ed una storia d’amore travolgente, o “Fuori gioco. In principio era lo sport”, un racconto dello sport popolare ed in particolar modo del calcio femminile a San Lorenzo, quartiere di Roma.

In un’edizione dedicata al connubio tra “Sconfitti & Vincenti”, non potevano mancare le storie che cercano di vincere il razzismo e il pregiudizio come “Il piccolo calciatore” di Roberto Urbani e “Noi siamo Ercolini”, la storia della prima squadra composta interamente da Rom.

Uno dei momenti più toccanti del programma sarà un omaggio a Annarita Sidoti, la marciatrice italiana scomparsa nel 2015, che viene ricordata con la produzione “Una storia semplice”. La pellicola di Giuseppe Garau, rivive la generosità e la tenacia incredibile dello “scricciolo d’oro”, come la definì Candido Cannavò. Un viaggio composto ed il racconto della marcia all’interno della sua vita: tra trofei, sorrisi, soddisfazioni professionali e personali.

Sport e integrazione sono invece il focus di “Loro di Napoli” di Pierfrancesco Li Donni: Napoli e il calcio come avamposto di integrazione. Laddove le difficoltà sono molteplici e la legge non ha una valenza protettiva per nessuno, lo straniero viene misurato per ciò che rappresenta nella realtà e non per l’immagine che di lui viene proposta. “Kayabike” è ambientato invece in Sudafrica, tra l’attesa di un evento sportivo e lo scorrere di BMX in un ghetto.

E ancora ciclismo, con il documentario francese di Laurent Crestan. L’attraversata delle Alpi in sella ad una mountain bike, tra ruscelli, panorami mozzafiato e qualche discesa pericolosa. E poi le vicende dei protagonisti di “Amori elementari”, pellicola di Sergio Basso con Cristiana Capotondi: tutti tra i 10 e gli 11 anni provengono da parti del mondo differenti e frequentano la stessa polisportiva, sono campioni in erba di hockey su ghiaccio e pattinaggio artistico. La polisportiva nella quale si ritrovano diventa così il luogo privilegiato dove conoscersi e approfondire le loro relazioni.

Ma Overtime ha nel suo DNA il racconto di vicende di sport “dal basso”, quelle di chi lo sport lo pratica e lo segue non solo nelle grandi piazze. Come nello spagnolo “Landskating”, un documentario sulla difficoltà di praticare lo skating in una città come Barcellona. Luoghi, volti, racconti, emozioni di chi ha partecipato alla costruzione di una nuova area dedicata a questo sport.

I vincitori della rassegna saranno resi noti sabato 10 ottobre 2016, alla presenza di ospiti, sportivi e giornalisti di settore.

Le pellicole finaliste ad Overtime Film Festival 2016:
Sezione Cortometraggi
DIVERSAMENTE INVINCIBILE di DONATELLA CERVI; PER UN PUGNO DI NOTE di MAURIZIO IEZZI e ANDREA TERRINONI; SHOES di DOMINGO BOMBINI e LEONARDO GREGORIO; MEMORIAL QUARTO SAVONA di GABRIELE D’AGOSTINO; AFRICA & SPORT PER L’ETIOPIA di ROBERTO BOF; SPRINTTO THE PAST di SELKIN FEDOR.
Sezione Film e documentari sociali
LORO DI NAPOLI di PIERFRANCESCO LI DONNI; IL PICCOLO CALCIATORE di ROBERTO URBANI; FUORI GIOCO – IN PRINCIPIO ERA LO SPORT di SILVIA MELA D’ORAZI e CHIARA ALIBERTI; UNA STORIA SEMPLICE di GIUSEPPE GARAU e GOFFREDO D’ONOFRIO; ROLLING IN THE ALPS di LAURENT CRESTAN e VALERIE PLANCHENAULT; NINI’ di GIGI GIUSTINIANI e RAFFAELE REZZONICO; KAYABIKE di MATTIA TRABUCCHI; NOI SIAMO ERCOLINI di GIACOMO DEL BUONO; AMORI ELEMENTARI di SEGIO BASSO; LANDSKATING di IVAN FERNANDEZ DE CORDOBA.







Questo è un comunicato stampa pubblicato il 27-09-2016 alle 19:57 sul giornale del 28 settembre 2016 - 292 letture

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