Treia: Papa Francesco al sindaco Capponi, "Conosco bene la vostra città"

09/01/2017 - “L’incontro con Papa Francesco cade in un momento di grande difficoltà per la nostra Regione e la nostra Città ed era quindi importante essere presenti”. Queste le parole del Sindaco Franco Capponi che ha partecipato nell’Aula Paolo VI (Aula Nervi) in Vaticano all’udienza che il giorno 5 gennaio Papa Francesco ha concesso alle popolazioni di Umbria, Marche, Abruzzo e Lazio colpite dal terremoto.

Una trasferta coordinata dall’Anci Marche, cui hanno preso parte anche il Presidente della Regione Luca Ceriscioli, il Presidente dell’Anci regionale Maurizio Mangialardi, i Vigili del fuoco, la Protezione Civile, il Commissario della ricostruzione Errani, tutti i Vescovi della Regione, tanti sindaci e numerosi cittadini marchigiani che hanno sofferto in questi mesi le scosse e le loro conseguenze. “Una parola di conforto e di speranza per tutti da parte del Pontefice che ci ha fatto emozionare per la semplicità ma per la profondità e la solidità della sua vicinanza”. "Ricostruire, ricominciare, ricominciare da capo, non con l’ottimismo ma con la lungimiranza della speranza, senza perdere la capacità di sognare, sognare, avere il coraggio di sognare una volta di più". "Occorre credere nella speranza e non nell'ottimismo” ci ha detto ed ancora Papa Francesco “dobbiamo ri-costruire, ri cominciare con le nostre mani e con il cuore. E poi ancora: Ri cominciare insieme é meglio che ri cominciare da soli.”

Quello che ha detto il Papa è stato disarmante: “Le parole e i pensieri di stamattina li ho attinti dal vostro cuore – ci ha detto – non posso farVi nessun sermone solo le vostre parole". Papa Francesco si e’ quindi detto orgoglioso dei suoi parroci "che non hanno lasciato la terra e i loro fedeli; è buono avere pastori che se vedono il lupo non corrono". Ricordando di aver già ringraziato sia autorità che vigili del fuoco che volontari, il Pontefice ha, infine, rivolto un grazie anche “tutti quelli che si sono immischiati in questo dolore vostro perché quando uno fa la lista sempre si vede chi non ha detto “no”: oggi Voglio ringraziare tutti”. Il messaggio del Papa, l'accoglienza che ha riservato a Noi Sindaci, salutando e scambiando parole con ognuno di noi, ma soprattutto la vicinanza alle popolazioni, alle istituzioni dei territori colpiti dal terremoto, è un atto di grandissima umanità e solidarietà, che ci aiuta a tenere alto lo spirito e il cuore con cui affrontare quello che ci aspetta. Il fatto di rappresentare Treia e di avere un gemellaggio con una Cittadina Argentina mi ha permesso di scambiare qualche parola in più con papa Francesco. Mi ha chiesto dov’era Treia e gli ho risposto che anche la nostra terra e’ stata terra di emigrazione, soprattutto verso l’Argentina, come avvenuto alla sua famiglia. Ho detto dell’esistenza del Gemellaggio con la Cittadina di Monte Buey e rispondendomi mi ha detto che Vi era stato più volte a Monte Buey e a Cordoba.

Ha detto “E’ una cittadina dove tutti parlano italiano ma non capivo nessuno perchè ognuno aveva un idioma, un dialetto italiano diverso, portato dalla propria Regione Italiana d’origine “ “Mi ha detto di portare il proprio abbraccio a tutti i miei concittadini e posso dire che dopo tanti giorni estenuanti questo e’ stato un giorno speciale per ognuno di noi sindaci, per i frati e i parroci che ci hanno accompagnato, per noi stessi ma soprattutto per la nostra gente di cui volevamo rappresentare la speranza”.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 09-01-2017 alle 14:40 sul giornale del 10 gennaio 2017 - 278 letture

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