Tolentino: decisa l'intitolazione di nuove vie

tolentino 14/03/2017 - Tra i compiti primari del Comune rientra anche quello di provvedere alla viabilità pubblica e, di conseguenza, alla toponomastica stradale.

Nell'attività dell'assessorato alla partecipazione sono state rilevate delle esigenze manifestate dai gruppi consiliari, quartieri e contrade in merito ad interventi sulle zone di loro pertinenza e alcune delle richieste rilevate sono relative a denominazioni di aree di circolazione che attualmente non hanno un proprio nome, soprattutto a fini di sicurezza (tali zone, non avendo nomi propri, sono difficilmente individuabili da parte delle forze di polizia o dei pubblici soccorsi) e di reperibilità di chi vi abita o di chi ha sede per una serie di altri servizi.

Pertanto anche seguito di indicazioni scaturite nel corso di sedute di Consiglio la Giunta municipale ha deliberato di rideterminare la zona di cnmtrada Rancia, al confine con il Comune di Pollenza isituendo le seguenti nuove vie: Via Frate Mario gentili, via Monsignor Tarcisio Carboni, Via Piero Zuccheretti, via Rolando Rivi.

Queste le motivazioni per l'intitolazione delle nuove aree di circolazione site in Contrada Rancia alle sotto riportate personalità:
Monsignor Tarcisio Carboni (1923 - 1995). Tarcisio Carboni è nato ad Ortezzano il 9 settembre 1923 penultimo di nove fratelli. Ordinato sacerdote nel 1947 viene subito dopo nominato parroco di Porto Sant'Elpidio. Successivamente, diviene direttore spirituale del seminario arcivescovile di Fermo poi arcivescovo metropolita della stessa diocesi. Dal 1970 al 1974 come presbitero si è recato in missione in Brasile, nella diocesi di Mongi das cruzes, tra i lebbrosi di Gopouva dove fonda il Pensionato di San Francesco.

L'11 febbraio 1976 è stato nominato vescovo da papa Palo VI vescovo della diocesi di Macerata dove si è impegnato a far riscoprire alla città la figura di padre Matteo Ricci, missionario gesuita in Cina e nel 1984, ne avvia il processo di beatificazione. In ricordo di padre Matteo Ricci ha fondato a Macerata il seminario “Redemptoris Mater”, il secondo in Italia dopo quello di Roma, che si occupa principalmente dell'evangelizzazione della Cina e dell'Asia. La prima pietra del suddetto seminario viene benedetta il 19 giugno 1993 da papa Giovanni Paolo II durante la sua visita in diocesi. Muore in un incidente stradale il 20 novembre 1995.

Frate Mario Gentili È stato definito giustamente “il volto sorridente del santuario di San Nicola; quale profondo conoscitore della Basilica e della sua storia ne è stato “il Cicerone”, “il Cultore”, “il Custode”. Amato e conosciuto sia dai tolentinati, sia da fedeli e pellegrini provenienti dall’Italia e dall’estero che ha intrattenuto amorevolmente per cinquant’anni, la sua figura umile, cordiale, socievole lo faceva percepire non solo come religioso, ma anche come uno del popolo.

Rolando Rivi (1931 - 1945). Nato a San Valentino, frazione di Catellarano, secondo dei tre figli di Roberto Rivi e Albertina Canovi, Entra nel seminario di Marola nel 1942 ma dopo due anni, in seguito all'occupazione tedesca del paese, è costretto a ritornare a casa. Non smette però di sentirsi seminarista né di indossare l'abito talare, nonostante il parere contrario dei genitori preoccupati Il 10 aprile 1945 durante le ultime fasi della guerra di liberazione viene rapito da un gruppo di partigiani comunisti e portato nel bosco. Ai genitori fu lasciato un bigliettino con scritto "Non cercatelo. Viene un attimo con noi partigiani".

Accusato di fare la spia per i fascisti, dopo tre giorni di percosse, umiliazioni e sevizie, viene ucciso a colpi di pistola in un bosco di Piane di Monchio, frazione di Palagano. Seguendo le indicazioni di alcuni partigiani, la sera del 14 aprile Roberto Rivi e don Alberto Camellini, curato di San Valentino, ritrovano il corpo che presentava il volto coperto di lividi, il corpo martoriato e le due ferite mortali, una alla tempia sinistra e l'altra all'altezza del cuore. Viene trasportato a Monchio. Dopo la Liberazione, il 29 maggio 1945 la salma viene traslata e tumulata nel cimitero di San Valentino, con l'omaggio di tutti i parrocchiani. Essendo divenuta la sua tomba meta di pellegrinaggi, il 26 giugno1997, con una solenne cerimonia, gli viene data nuova sepoltura all'interno della chiesa di San Valentino, nel sacrario dei parroci della pieve.

Nel 1951 la Corte di Assise di Lucca condanna i responsabili dell'uccisione, Giuseppe Corghi, che aveva sparato, e Delciso Rioli, comandante della 27ª Brigata Garibaldi "Dolo", a 23 anni di reclusione. La condanna viene confermata nel 1952 dalla Corte di Assise di Appello di Firenze e diventa definitiva in Cassazione. ll 7 gennaio 2006, su iniziativa del Comitato Amici di Rolando Rivi, nella chiesa di S. Agostino, a Modena, si apre il processo diocesano per la beatificazione e dichiarazione del martirio del servo di Dio Rolando Rivi. Il processo diocesano viene chiuso in modo solenne dall’Arcivescovo Abate di Modena Nonantola, S.E. Mons. Benito Cocchi, il 24 giugno 2006, con l’affermazione che il martirio del giovane seminarista “ci pare avvenuto realmente in odium fidei”. Il 23 giugno 2010 la positio del servo di Dio Rolando Rivi viene iscritta nel protocollo dei martiri presso la Congregazione per le cause dei Santi a Roma. Il 27 marzo 2013 il Santo Padre Francesco autorizza la Congregazione per le Cause dei Santi a promulgare, tra gli altri, anche il decreto riguardante il martirio del servo di Dio Rolando Rivi.

Piero Zuccheretti (1931 - 1944). Piero Zuccheretti è stata una delle vittime civili dell'attentato di via Rastella del 23 marzo 1944. Piero Zuccheretti, ancora bambino, viene investito in pieno dall'esplosione del carretto minato innescato da Rosario Bentivegna in Via Rasella, rimanendo ucciso sul colpo. La meccanica delle circostanze della sua morte a lungo è stata controversa: il ragazzo si recava al lavoro presso una ditta di ottica che si trovava in via degli Avignonesi, strada parallela a via Rasella. La sua sorte è stata oggetto di aspre controversie, nel 1950 con un processo civile e nel 1996 con un processo penale a carico dei gappisti responsabili dell'attacco partigiano. Sulla sua tomba al cimitero del Verano una lapide recita: “Piero. L'odio degli uomini ti uccise vittima innocente di un odioso conflitto. Perdesti la tua giovane vita nell'eccidio”. La morte del ragazzo ha ispirato un'opera dell'artista statunitense Cy Twombly.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 14-03-2017 alle 12:14 sul giornale del 15 marzo 2017 - 247 letture

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