Tolentino: domenica le celebrazioni dei partigiani di Montalto

20/03/2017 - “La storia dei partigiani di Montalto ci è stata raccontata dai nostri nonni, fin da quando eravamo bambini.

Questo “raccontare”, questo comunicare i ricordi, presente in ogni società, fin dalle più antiche, come ci insegnano a scuola, ha il compito di fondare una coscienza comune, di farci riconoscere in un’unica umanità. Le vicende di questi ragazzi, che avevano poco più della nostra età, incontrano non solo la storia tragica di quegli anni, ma anche quella inquieta del presente e quella possibile del futuro. Forse non erano tutti eroi, forse non volevano esserlo, ma quello che hanno fatto non deve essere perduto. Raccontiamo ancora il loro coraggio per capire quale avrebbe potuto essere il nostro presente, per accorgerci che, se ce ne stiamo inerti a guardare la storia fatta dagli altri, potremo trovarci a vivere un futuro che non ci auguriamo. …..

Vorrei sottolineare un’ultima cosa, l’Articolo 3 della nostra Costituzione: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”. Forse senza questi ragazzi non ci sarebbe stato un articolo così, un articolo che ancora oggi è insidiato dalla paura dell’altro, del diverso: bianco, nero, musulmano, ebreo. Per questo abbiamo il compito di ricordare e di raccontare, anche noi che non c’eravamo: perché nel nostro presente ci accompagni il giudizio di chi è morto, appena si affacciava alla vita, e, con la sua morte, ha voluto affermare che Libertà, Giustizia, Uguaglianza, Pace, non sono più parole da pronunciare di nascosto, ma il normale modo di vivere di quelli, come noi, nati molto dopo il 1945”. Sono queste la parte iniziale e quella finale del discorso pronunciato da Alessandro Potenza e Michele Gaggioli dell’Istituto d’Istruzione Superiore “F. Filelfo” nel corso della cerimonia ufficiale di commemorazione per il 73° anniversario dei Martiri di Montalto.

La mattinata è stata aperta, come tutti gli anni, con la formazione del corteo che, accompagnato dal Corpo Bandistico “N. Simonetti” dell’Associazione musicale “N. Gabrielli – Città di Tolentino”, si è diretto al Famedio dove sono stati sepolti tutti i ragazzi caduti a Montalto. Dopo l’alzabandiera la Santa Messa celebrata da Don Andrea Leonosesi che nel corso dell’omelia ha sottolineato l’importanza di superare divisioni e ideologie per ritrovarsi tutti uniti nel nome di Cristo. Dopo l’apposizione di una corona, il corteo ha fatto ritorno in piazza della Libertà accompagnato dalle note di “Bella Ciao” eseguita dalla banda. Dopo aver suonato il “Silenzio” e dopo l’apposizione di una corona di alloro è stato eseguito l’Inno di Mameli e subito dopo si sono susseguiti gli interventi del Sindaco Giuseppe Pezzanesi, del Presidente della locale sezione Anpi Lanfranco Minnozzi, del Vicesindaco del Consiglio comunale dei Ragazzi Emanuele Mucci, degli studenti del Filelfo e dell’oratore ufficiale On. Claudio Maderloni. Come tutti gli anni la manifestazione è poi proseguita a Montalto di Cessapalombo, luogo dell’Eccidio e a Caldarola con le onoranze al cippo della medaglia d’Argento Aldo Buscalferri.







Questo è un comunicato stampa pubblicato il 20-03-2017 alle 18:56 sul giornale del 21 marzo 2017 - 256 letture

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