Ludopatia: tra la classifica delle dipendenze e la percezione dei media

24/10/2017 - La ludopatia è considerata una delle patologie moderne. Il gioco patologico, che viene definito con maggiore precisione purché si presentino determinati sintomi, è tra le prime dipendenze dell’Italia, anche se c’è una differenza sostanziale tra il problema reale e quello percepito dai media.

Nella classifica delle dipendenze che riguardano l’Italia, infatti, la ludopatia occupa l’ottavo posto, ma sale al primo quanto ad attenzione riservata al problema da stampa e media in generale.

I primi tre posti della classifica delle dipendenze “tricolori” ci sono nell’ordine il fumo, l’alcol e l’abuso dei social network. Al quarto posto, secondo gli ultimi dati disponibili, ci sono le droghe, seguite dagli smartphone e dalla cosiddetta nomofobia, ossia l’ansia e il disagio che si avverte quando si rimane senza dispositivi mobili. In sesta posizione, invece, troviamo appaiate due dipendenze che affliggono qualcosa come 4 milioni di persone in Italia. Stiamo parlando nello specifico della dipendenza dagli acquisti, il cosiddetto shopping compulsivo che si manifesta in un impulso a comprare senza freni, arrivando anche ad indebitarsi e a mandare letteralmente all’aria il bilancio familiare, e della dipendenza dal sesso.

Quella che all’estero definiscono solitamente come sex addiction è definita nel Manuale dei disturbi mentali, il DSM-5, come un disturbo che porta gli individui all’ipersessualità, tanto da non riuscire a controllare volontariamente i pensieri e a condurre una vita tutt’altro che regolare. Questo, come altre dipendenze, influisce negativamente sulle relazioni sociali, ma anche sulle attività lavorative di chi ne soffre. Lo stesso si può dire sostanzialmente per la ludopatia, la dipendenza dal gioco che occupa l’ottava posizione nella classifica delle dipendenze, con quasi un milione di persone che ne soffrono in Italia.

In merito alla graduatoria, si possono e si devono comunque fare delle puntualizzazioni: innanzitutto, lo stesso individuo può rientrare in più categorie, poiché spesso che dipende da alcol o droghe, è anche ludopatico e viceversa. Inoltre, le percentuali di mortalità relative alle ultime tre dipendenze in classifica, per fortuna, sono praticamente azzerate o comunque infime. Shopping compulsivo, sesso e gioco d’azzardo, fanno ammalare ma molto difficilmente possono uccidere, se non in casi estremi. La percentuale però sale nel caso dell’abuso di social network e smartphone, anche se rimaniamo comunque su dati bassi. Sono invece fumo, alcol e droga le dipendenze che causano in un anno anche migliaia di decessi.

In questo quadro statistico, si innesta però la percezione e l’interpretazione di giornali, tradizionali e online, ma di tutti i media ingenerale, sulle dipendenze e nello specifico sulla ludopatia. Secondo i dati Agimeg, infatti, tra il luglio del 2016 e il mese di giugno del 2017, vi sono stati numerosissimi servizi che si sono occupati al gioco d’azzardo, come una delle forme di dipendenza più pericolose. In tutto, sono stati contati 500 servizi giornalistici tra articoli di giornali, TV, radio etc. sull’argomento, quasi che la dipendenza dal gioco fosse la più pericolosa, mentre la classifica di cui sopra dice esattamente il contrario. È anche per questo che le associazioni di categoria chiedono equilibrio nei giudizi, perché se è vero che la ludopatia sia un problema da non sottovalutare, non è forse il caso, senza citare dati specifici, di urlare all’allarme sociale.





Questo è un articolo pubblicato il 24-10-2017 alle 13:40 sul giornale del 24 ottobre 2017 - 1160 letture

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