Gioco d’azzardo e giovani

12/12/2017 - Sebbene il gioco d’azzardo in Italia sia vietato ai minori di 18 anni, almeno 1 milione e 240 mila giovani compresi tra i 14 e i 19 anni hanno tentato la fortuna con il gratta e vinci, le scommesse sportive e le slot machine nel corso del 2016.

A rivelarlo una ricerca dell’osservatorio di Nomisma, Young Millennials Monitor, sostenuta da Unipol e realizzata in collaborazione con l’Università di Bologna.

La rilevazione, condotta su un campione di circa 11 mila studenti delle scuole secondarie di secondo grado, concentra le attenzioni sul gioco fisico, tralasciando in parte il settore dell’online che probabilmente rende più arduo per i minori l’accesso alle piattaforme di gioco presenti su internet poiché, per usufruire dei codici bonus starcasino e cominciare a giocare con soldi veri, richiede l’invio della copia del documento d’identità per verificare il rispetto della normativa italiana sull’età dei giocatori.

Per quanto riguarda il gioco fisico, quello che si pratica nelle sale giochi o nel bar sotto casa, l’indagine rileva che circa il 49% degli studenti compresi nella fascia d’età 14 – 19 anni ha giocato almeno una volta nel corso dell’anno, dato questo in calo rispetto all’anno precedente. Maschio, del sud e che frequenta istituti tecnici e professionali: è questo l’identikit del giovane giocatore italiano. I giochi preferiti sono il gratta e vinci (provato dal 35% dei giovani), le scommesse sportive (23%) e Totocalcio, Totip e Totogol (12%) mentre sono generalmente in calo i giochi tradizionali come lotto e superenalotto. Mentre la maggior parte dei giovani ha giocato solo ad 1 o 2 tipologie di gioco nel corso dell’anno, una fascia consistente di giocatori, circa il 22%, ne ha praticati da 3 a 5 diversi, dato che conferma una certa ricorsività che desta non poche preoccupazioni. Inoltre, circa il 17% degli intervistati ha dichiarato di giocare anche una volta a settimana se non più spesso.

L’insorgenza di comportamenti problematici o patologici verso il gioco d’azzardo è un altro elemento messo in evidenza dalla ricerca. Secondo i dati raccolti il 5% dei giovani tra i 14 e i 19 anni sarebbero giocatori problematici mentre un ulteriore 9% è considerato a rischio. L’incidenza dei giocatori problematici è maggiore nelle regioni del sud e delle isole e sono in prevalenza uomini, per il 14%, contro il 6% fatto registrare dalle donne. Inoltre il rischio di sviluppare comportamenti patologici verso il gioco sarebbe più presente negli studenti degli istituti tecnici e professionali ed è generalmente associato a bassi rendimenti scolastici. Anche la tipologia dei giochi ha un’influenza sulla propensione al gioco problematico: pare infatti che chi pratica giochi di fortuna sia più a rischio problematicità o dipendenza rispetto ai giochi di abilità.

Come se non bastasse, un altro elemento di preoccupazione emerge dalla ricerca Nomisma ed è quello della correlazione tra comportamenti problematici verso il gioco e il consumo di sostanze come tabacco, alcool, energy drink e stupefacenti. Gli studenti giocatori che abusano di tali sostanze hanno una propensione maggiore a sviluppare pratiche di gioco problematiche o patologiche rispetto a chi le consuma in maniera saltuaria: uno su quattro nel primo caso e uno su venti nel secondo.





Questo è un articolo pubblicato il 12-12-2017 alle 08:56 sul giornale del 13 dicembre 2017 - 58 letture

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