Polo tecnologico di Ubi Banca a Piediripa, approvata la mozione per evitare la chiusura e il trasferimento

18/07/2018 - «Chiudere una struttura specializzata che impiega così tanti addetti significa dare un ulteriore schiaffo a un territorio già fortemente colpito dal sisma». Così il consigliere regionale Luca Marconi valuta l'ipotesi di chiusura del polo tecnologico e dell'help-desk del Gruppo UBI Banca a Piediripa di Macerata.

La questione è arrivata in Consiglio regionale grazie a una mozione di cui il capogruppo di Popolari Marche – Udc è primo firmatario, insieme all'assessore Angelo Sciapichetti e al consigliere Boris Rapa. L'atto di indirizzo, approvato all'unanimità dall'Aula, ha l'obiettivo di mobilitare l’intero Consiglio Regionale e, in particolare, il Presidente della Giunta, Luca Ceriscioli, per attivarsi con la proprietà e le forze sindacali e sociali, affinché sia scongiurato il pericolo dell’eventuale chiusura e del trasferimento del polo.

«E’ in fase di valutazione – annuncia Marconi – , da parte della proprietà, la chiusura di questo centro dove è presente l'area tecnologica-informatica e dove ad oggi lavorano oltre un centinaio di persone. La conseguenza sarebbe il trasferimento delle attività e del personale a Jesi». «Se questo fosse vero - commenta Marconi - rappresenterebbe un’ulteriore penalizzazione, da un punto di vista sociale e lavorativo, per un territorio come quello di Macerata già fortemente provato dal terremoto. E’ come se si trasferisse o chiudesse un’azienda di medie dimensioni.

Occorre salvaguardare i posti di lavoro, dobbiamo proteggere un territorio già duramente colpito dal terremoto». Marconi richiama quanto stabilito nell’accordo sindacati-gruppo UBI del 26 ottobre 2017 in cui la proprietà s’impegnava al mantenimento, e addirittura al potenziamento, dei tre poli di Pesaro, Jesi e Macerata, quest’ultimo quale polo tecnologico e di help-desk. «Nella fase di integrazione il Polo di Macerata-Piediripa – conclude Marconi - è stato in prima linea per effettuare tutte le attività di migrazione delle procedure da Banca Marche ad Ubi e il personale ha lavorato con abnegazione, passando anche mesi interi fuori regione, al fine di effettuare tutte le fasi propedeutiche al buon esito della migrazione con chiaro riconoscimento della professionalità dei lavoratori a tutti i livelli. Oggi, quindi, questa scelta della proprietà, se sarà confermata, appare inopportuna e, per lo meno, rinviabile».





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 18-07-2018 alle 11:10 sul giornale del 19 luglio 2018 - 280 letture

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