L’Azione Cattolica lancia il concorso fotografico provinciale “Ascolta. Scatta l’accoglienza”

Azione Cattolica 19/03/2019 - Il termine ‘accoglienza’ deriva dal latino ad-colligere, che significa ‘mettere insieme da più parti’ ed è il frutto di un insieme di valori e di modelli di comportamento che favoriscono una buona predisposizione da parte dei membri di un sistema sociale nei confronti di attori provenienti dall’esterno del sistema stesso.

Partendo da questa definizione l’Azione Cattolica diocesana di Macerata-Tolentino-Recanati-Cingoli-Treia, in collaborazione con l’associazione ‘FormAC’ e il patrocinio del Comune di Macerata, lancia un concorso fotografico (regolamento e modulistica scaricabile dal sito www.azionecattolicamacerata.blogspot.com) dal titolo “Ascolta. Scatta l’accoglienza”, aperto a tutti, e che sarà presentato domenica 24 marzo alle ore 17.30 presso l’hotel ‘Claudiani’ a Macerata con gli interventi del fotoreporter Claudio Colotti, che ha partecipato alla preparazione dell’iniziativa, e Giancarlo Cartechini, collaboratore della testata giornalistica ‘Emmaus’.

Il tema propone al partecipante attenzione al territorio in cui vive, in quanto il termine significa anche apertura ‘cognitiva’. L’idea del concorso è nata nel percorso intrapreso in questo anno sociale sul tema del ‘generare’, riprendendo un pensiero di Vittorio Bachelet durante un intervento del 1964, in cui affermava che la generatività si sviluppa nella prospettiva educativa dell’incontro: “Questa educazione è necessaria anche perché se a tali principi non si fa riferimento, cessando il giudizio basato sulle tradizioni e sul costume, che cambiano, non rimarrebbe altrimenti alcun criterio di giudizio. Ma questa prospettiva è anche più libera e può essere perciò più feconda; non consente di tramandare tradizionalmente da padre in figlio un tesoro sicuro e sempre in tutto identico di valori per la convivenza, ma impone, alle nuove generazioni, nuove scoperte dell’esperienza della società che si trasforma, e nuove responsabili scelte per la costruzione di una società migliore, cioè di un bene comune più compiutamente realizzato nella nuova situazione storica”.

Da questa idea generativa, l’Azione Cattolica della diocesi di Macerata, nel solco del patrono san Giuliano l’ospitaliere, intende attivare nel territorio provinciale ‘relazioni’ in grado di consentire nuove ‘visioni’ di socialità per conservare ‘memoria’ attraverso l’opera artistica della fotografia, che rappresenta uno strumento unico per fare ‘memoria visiva’ ed è indispensabile per documentare le realtà sociali: infatti, essa costituisce un vero e proprio mezzo di comunicazione. In questo senso il fotogiornalista Robert Capa ha espresso un perfetto giudizio sul modo di rendere efficace la fotografia: “Se la foto non è buona, vuol dire che non eri abbastanza vicino… Il senso è il volto di altri e ogni riferimento alla parola si situa già all’interno del faccia a faccia originario del linguaggio… Il fatto originario della fraternità è costituito dalla mia responsabilità di fronte a un volto che mi guarda come estraneo”.

Per tali ragioni l’Azione Cattolica diocesana vuole proporre la fotografia come mezzo per guardare e per ascoltare la generatività nei luoghi in cui si vive quotidianamente; utilizzare lo scatto fotografico per fermare un momento delle forme di accoglienza, come dimensione primaria del vivere, secondo un proverbio marchigiano, che recita: ‘Quanno a lu conventu vusseno vocche affamate, lu priore ordina: vrodo lungu e seguitate’(Quando al convento bussano bocche affamate, il priore ordina: brodo lungo e seguitate).






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 19-03-2019 alle 10:42 sul giornale del 20 marzo 2019 - 247 letture

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