Treia: i nuovi sentieri di sviluppo al festival della soft economy

3' di lettura 04/07/2019 - Il Festival della Soft economy di Treia che fa da preludio al Seminario estivo di Symbola, ha visto protagonista il Consiglio regionale delle Marche. Nel corso della giornata conclusiva (giovedì 4 luglio) è stata presentata la ricerca sul progetto “Nuovi sentieri di sviluppo per l’Appennino marchigiano dopo il sisma del 2016”, ideato proprio dal Consiglio regionale, realizzato in collaborazione con le quattro Università marchigiane.

Un progetto ambizioso, una delle tante azioni avviate dal Consiglio regionale all’indomani del terremoto, per delineare nuove strategie di ripresa economica e sociale e riconsengnare una speranza ai territori e alle comunità dell’Appennino. La concretizzazione dell’iniziativa è avvenuta in stretta sinergia con i quattro Atenei marchigiani, attraverso attività multidisciplinari, e gli studi e le risultanze del progetto sono successivamente confluite all’interno del più articolato Patto per la ricostruzione e lo sviluppo della Regione Marche, ed oggi in un volume di 600 pagine che contiene, oltre alla ricerca, altri contributi esterni da parte di esperti e le esperienze di buone pratiche del passato in fatto di ricostruzione e sviluppo. Ad intervenire, il Presidente del Consiglio regionale, Antonio Mastrovincenzo, e il Vicepresidente, Piero Celani.

“Accanto al tema della ricostruzione, che resta prioritario - ha rilevato il Presidente Mastrovincenzo – è altrettanto importante offrire prospettive di sviluppo sostenibile capaci di trasmettere alle comunità un’idea di futuro possibile. Sul tema della ricostruzione – ha aggiunto - la Regione ha già più volte avanzato proposte al Governo, ancora ampiamente inascoltate, finalizzate alla semplificazione delle procedure, al potenziamento di infrastrutture e personale e al decentramento delle scelte. L’Appennino può tornare a rilanciarsi puntando sulla costruzione di relazioni, mobilità, capacità imprenditoriali, infrastrutture, potenziamento culturale e coesione sociale. Il nostro progetto – ha concluso Mastrovincenzo – a cui hanno contribuito in modo determinante le quattro Università marchigiane è un tracciato da continuare a percorrere. Le Istituzioni, ai vari livelli, dovranno proseguire ad arricchire la ricerca con attori, iniziative e progettualità per il rilancio di una delle aree più belle d’Europa”.

Da parte sua, il Vicepresidente Celani ha ricordato come sul tema della ricostruzione e dello sviluppo il Consiglio regionale abbia puntato da subito in modo deciso e convinto. “Un impegno – ha rilevato Celani – assunto come importante compito per indicare una strada, sempre in collaborazione con i territori e senza prevaricare il ruolo delle comunità locali”. Il Vicepresidente Celani ha voluto poi richiamare quella che ha definito “la chiave di volta” dell’intero progetto, cioè il concetto del “Qui si vive meglio”.

“La migliore sintesi per sottolineare il valore aggiunto di questi luoghi, da sempre contraddistinti da un grande fascino e attrattività – ha affermato Celani – Parlare di ricostruzione senza tener ferma la stella polare di un recuperato sviluppo e di una rinnovata attrattività sarebbe come costruire una cattedrale nel deserto”. Presenti all’iniziativa anche i consiglieri regionali Elena Leonardi e Piergiorgio Fabbri, l’assessore regionale Angelo Sciapichetti, i Rettori delle Università, esperti, studiosi e amministratori locali.








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 04-07-2019 alle 17:20 sul giornale del 05 luglio 2019 - 240 letture

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