Apiro: paesaggi e storia delle Marche, successo del convegno organizzato dal Gruppo per la Cultura

3' di lettura 06/09/2019 - Si è svolto ad Apiro, nel Teatro Giovanni Mestica, un convegno dal titolo "Leggendo i paesaggi e la storia delle Marche" organizzato dal Gruppo per la Cultura (presidente Pacifico Ramazzotti).

Il convegno è nato da una riflessione su affermazioni come “Senza memoria l’uomo non saprebbe nulla e non saprebbe far nulla” (Giacomo Leopardi , Zib. 1976), “Chi non legge, a 70 anni avrà vissuto una sola vita: la propria. Chi legge avrà vissuto 5000 anni: c’era quando Caino uccise Abele, quando Renzo sposò Lucia, quando Leopardi ammirava l’infinito … perché la lettura è un’immortalità all’indietro” (Umberto Eco) e “Una nazione che non legge è una nazione senza idee” (Italo Calvino) con l’intenzione di spingere soprattutto i giovani alla lettura.

Nei saluti l’assessore per la cultura del comune, Monia Ciciliani, ha insistito sull’importanza della memoria e sul compito di noi tutti di operare per la conservazione del passato, ringraziando gli scrittori e gli intervistatori, il moderatore (Enrico Cristofanelli) e tutti coloro che si sono dati da fare per preparare l’occorrente, come pure il numeroso pubblico presente.

La prima scrittrice, Giorgia Coppari, è stata introdotta da Sara Lorenzetti dell’Università di Macerata, che si è soffermata, tra l’altro, sulle componenti paesaggistiche presenti nel romanzo La promessa dal quale l’autrice ha letto alcuni brani.

È poi intervenuta Lucia Tancredi, introdotta dalla professoressa Ulla Schrøder dell’Università di Nimega, che ha analizzato la triplice stratificazione (Lotto, Berenson e Lucia Tancredi) del romanzo L’otto, in cui l’elemento coagulante è la produzione pittorica di Lorenzo Lotto nelle Marche, mentre l’autrice ha incantato gli spettatori con un’analisi della modernità del pittore veneziano proiettando soprattutto quadri presenti nel nostro territorio da Monte San Giusto, a Recanati, Ancona, Jesi, Cingoli.

Poi Giovanni Filosa ha optato, dopo una breve presentazione del romanzo L’uomo di Elcito, per dialogare con Maximiliano Cimatti ponendo tre domande: la prima sulla parte dedicata alla costruzione della ferrovia nella Gola della Rossa, la seconda sull’epidemia del colera ad Ancona negli anni seguenti l’unità d’Italia, in cui si svolge il romanzo, e la terza sulla parte finale focalizzata su Elcito e sul fenomeno del brigantaggio, chiedendo all’autore di spiegarne il funzionamento all’interno delle strategie testuali e di leggerne alcuni brani.

Franco Musarra ha infine introdotto il volume Né acqua, né luce né strada … raccolta di racconti e canzoni della cultura orale del nostro territorio di Marino Carotti, risultato da documenti da lui raccolti negli anni novanta del secolo scorso. Ne ha sottolineato il merito di far capire la necessità di non dimenticare il passato per programmare il futuro, ossia del fatto che conoscere il passato è di fondamentale importanza sia per il presente sia per il futuro.

Marino Carotti ha poi affascinato il pubblico cantando alcuni dei testi del volume, altri ancora inediti ed infine una canzone da lui composta e musicata dedicata ad Apiro, il che ha entusiasmato i presenti che hanno richiesto e ottenuto il bis. E’ previsto, per la primavera del prossimo anno un incontro sulla poesia che coinvolga, oltre a poeti di fama nazionale, anche i bambini della scuola elementare e media, secondo l’adagio “chi ben comincia è alla metà dell’opera”.








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 06-09-2019 alle 16:06 sul giornale del 07 settembre 2019 - 50 letture

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