Overtime FIlm Festival 2019: i vincitori

5' di lettura 09/10/2019 - Si parla di passioni e imprese ad Overtime, si incontrano campioni e giornalisti, testimoni piccoli e grandi della bellezza dello sport, ma negli ultimi anni, il Festival del racconto e dell’etica sportiva di Macerata è stato anche una importantissima vetrina per film, documentari e cortometraggi d’autore in ambito sportivo. Un concorso che ha premiato negli ultimi anni lavori importanti sui miti e le leggende sportive, e riflessioni sul doping, sugli sport paralimpici, sul legame tra riscatto sociale e attività sportiva.

Novità del 2019 la collaborazione con Endorfine rosa shocking, rassegna cinematografica ideata e curata da Laura Aimone che si svolge da due anni a questa parte a Treviso. Protagonista assoluto dei film proposti l'universo femminile, in un intrigante giro del mondo attraverso discipline sportive disparate. Fugaci incursioni in realtà molto lontane eppure rese così vicine grazie al linguaggio universale dello sport. Al centro di ogni storia le donne, non necessariamente atlete affermate, quanto più spesso persone che, attraverso discipline sportive diverse più o meno note, trovano la forza di sfidare le convenzioni, di mettere in discussione la propria esistenza e di guardarsi dentro per riuscire a guardare oltre.

Confermata anche quest’anno la grandissima varietà di documentari sociali e cortometraggi in tema sportivo, provenienti da tutto il mondo. Dalla Russia alla Francia, dalla Spagna alla Romania, ma anche dal Sud America (Colombia, Messico, Brasile, Argentina), dagli Stati Uniti, dal Sudafrica, dalla Turchia, dalla Thailandia, dal Nepal. Tutti lavori premiati in una apposita categoria di film stranieri.

Il premio per il miglior documentario è andato a “Sport for nature” di Stefano Tirelli, girato alle Isole Svalbard e in Islanda: progetto votato ai più giovani al fine di sensibilizzare al rispetto delle tematiche ambientali e alle problematiche del Global Warming.

Miglior film d’animazione è “Blu” di Paolo Geremei. Un colpo di vento, uno schizzo d’acqua e uno sguardo complice basteranno a cambiare la vita di un bambino speciale in un corto dedicato ai non udenti. Il cartoon è protagonista anche nel thailandese Repaisse-moi, che si aggiudica il premio Miglior film d’animazione straniero.

Il premio Pindaro 2019 è stato assegnato a “Gigi – Il documentario”, dedicato a Gigi Marulla, indimenticata bandiera del Cosenza Calcio. Ex compagni di squadra, famigliari, amici e tifosi raccontano, attraverso ricordi personali e aneddoti, il grande campione rossoblu. Aneddoti presenti anche in “Como corre Elisa”, dedicato a Elisa Sampietro de Forti, icona senza età della corsa argentina (Premio Overtime Festival).

Il premio per il miglior format miglior trailer è andato invece a “The game of life Kriss Akabusi” dello statunitense Ryan Murdock, mentre miglior cortometraggio è “Krampon” di Abdullah Sahin, regista turco che ha raccontato la storia di tre adolescenti rifugiati con il sogno di diventare calciatori, ma anche di poter avere un paio di scarpini nuovi.

Donne protagoniste invece dei due premi alla miglior sceneggiatura italiana e straniera, andati rispettivamente a Piergiorgio Martena per “11”, lavoro che descrive la violenza sulle donne tra le mura di uno spogliatoio di calcio e alla messicana Romina Quiroz Reyna per “Upper”, in cui la boxe è occasione di rivincita sociale.

Giordano Viozzi, invece, ha vinto il Premio “Opera Prima Sportiva” con “L’ultima partita di Pasolini”, documentario che parte dall’ultima partita giocata da Pasolini, il 14 settembre 1975 a San Benedetto del Tronto, per poi raccontare la sua passione per il calcio ma anche le profonde trasformazioni dell’Italia degli anni ‘70.

La storia con la maiuscola è il cuore del lavoro di Rojo Rosenvinge, premiato come miglior documentario straniero. Il regista ha raccontato l’incredibile storia vera dell’AEM Lleida, formazione di calcio femminile che si è aggiudicata un campionato giocato interamente da coetanei maschi.

Premio Paralimpico a “Maneras de vivir” dello spagnolo Alberto Rosello Frias, Premio Miglior Fotografia a “Hourya”, del francese Laurent Roudneff, Premio alla regia per “Fino alla fine” di Giovanni Dota, Premio miglior attore a Cristina Donadio, la Scianel di Gomorra, protagonista del film “Storia triste di un pugile scemo”. Il premio Inclusione Sociale va invece in Romania per “Invicti”, storia di reduci di guerra che provano a ripartire dal mondo dello sport.

Il sociale è protagonista in “The refugees Cup” (Miglior regia straniera), pellicola brasiliana che affronta il tema dei rifugiati politici attraverso una competizione calcistica: storie di vita che si uniscono in nome dello sport e della voglia di stare insieme. Molto interessante anche il racconto e lo spaccato sociale di “Alamar skate”, film colombiano che ripercorre attraverso testimonianze dirette la difficoltà di esprimere la “cultura skate” in un paese come Cuba.

Miglior documentario è “Briganti” di Fabrizio e Bruno Urso. L’abbandono, spesso colpevole da parte delle istituzioni e il degrado che accoglie e ospita delinquenza e criminalità, hanno fatto di Librino un quartiere satellite popoloso ma completamente scollegato dal centro cittadino. Un non-luogo con caratteristiche simili alle periferie di molte città europee, un buco nero che rischia di risucchiare i suoi abitanti. L’associazione sportiva Briganti Rugby Librino è una di queste realtà. “Inclusione sociale grazie alla palla ovale”.

Riconoscimenti anche per due film particolarmente degni di nota dell'edizione 2019 di Endorfine rosa shocking: l’animazione sudafricana “Belly Flop”, in cui la perseveranza e il coraggio danno i loro frutti anche di fronte al talento innato, e “Sunakali”, storia di calcio femminile nepalese.

In questo link la lista dei film premiati: https://overtimefestival.it/overtime-film-festival/








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 09-10-2019 alle 15:41 sul giornale del 10 ottobre 2019 - 196 letture

In questo articolo si parla di macerata, spettacoli

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