Fano: Il Teatro Romano torna al Comune: sarà il nuovo polo culturale della città

2' di lettura 10/12/2019 - Un nuovo polo culturale. Un museo moderno e dinamico. Una nuova “scusa” per venire a Fano. Il Teatro Romano rappresenterà presto tutto questo e molto altro ancora. La notizia è che lo si può finalmente di nuovo considerare una proprietà del Comune, per quanto il rogito non sia ancora avvenuto. Ma l’iter è pressoché completo. E con l’acquisto dell’area dell’ex Filanda – in cui si trovano i resti del teatro – si chiude un capitolo lungo almeno diciotto anni.

“È stato un percorso complesso”, ha raccontato il dirigente Pietro Celani, che si è occupato della questione sin dai primi anni 2000. “Dopo uno stop ci siamo rimessi in carreggiata durante il primo mandato del sindaco Seri – ha detto -, e si è trattato di un’operazione intricata tra ipoteche e gestione dei rapporti con il privato. Nel mezzo, ricordiamolo, c’è anche stata l’estinzione di un’asta giudiziaria”. Il Comune ci ha lavorato tanto, ma ha anche dovuto sostenere una spesa di tutto rispetto. È di 651mila euro, infatti, il costo complessivo dell’operazione, come ricordato anche dalla dottoressa Katia Vegliò.

A quando l’effettiva parola “fine”? Entro fine anno, notaio permettendo. Concluso il rogito, i circa 1500 metri quadrati dell’ex Filanda saranno di nuovo proprietà dell’ente pubblico. Grande la soddisfazione del sindaco Massimo Seri, che ha subito ricordato il ruolo cruciale dell’ex assessore alla cultura Stefano Marchegiani. “Si tratta di un’operazione immobiliare, ma soprattutto di valorizzazione storica e culturale della città”, ha commentato, sottolineando con orgoglio di aver ricevuto una lettera di plauso da parte della sovrintendenza. “Abbiamo messo un’altra bandiera importante”, ha concluso.

Soddisfatta anche l’assessora al patrimonio Sara Cucchiarini, che ha ricordato come tutto questo sia stato possibile anche grazie alla puntualità del Comune nella consegna dei bilanci, circostanza che ha consentito l’acquisto di nuovi immobili. “Si tratta di uno dei pochi teatri romani situati all’interno di un centro storico”, ha spiegato invece l’assessora alla cultura Caterina Del Bianco, che ha raccolto il testimone di Marchegiani. “Ora si apre una partita interessante anche sotto il profilo archeologico. Non a caso stiamo già lavorando a un progetto scientifico per valorizzare l’area. Prima ci occuperemo della messa in sicurezza – ha concluso -, poi forse faremo un grande evento per la città nel corso del 2020”. Tutto questo in attesa degli scenari che potrebbe aprire l’eventuale ritorno del Lisippo.








Questo è un articolo pubblicato il 10-12-2019 alle 23:31 sul giornale del 11 dicembre 2019 - 2 letture

In questo articolo si parla di attualità, fano, teatro romano, articolo, Simone Celli

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