Riccardo Orsolini: un marchigiano a caccia degli Europei

6' di lettura 13/01/2020 - 20 presenze tra campionato e Coppa Italia con 6 gol e 4 assist in soli sei mesi. Anche se spesso i numeri non dicono tutta la verità sull'importanza di un calciatore, in questo caso fanno eccezione e danno l'idea della splendida stagione di Riccardo Orsolini, 23enne esterno d'attacco marchigiano che sembra aver finalmente raggiunto la definitiva maturazione con la maglia del Bologna.

Agli ordini di Sinisa Mihajlovic, il ragazzo è esploso dopo una stagione tra alti e bassi, attirando le attenzioni delle big del calcio italiano ed europeo e la stima del ct azzurro Roberto Mancini, pronto a inserirlo nel gruppo dei 23 che si giocheranno il titolo continentale il prossimo giugno.

Per capire l'impatto di Riccardo Orsolini su questa Serie A 2019/2020 bastano soltanto otto decimi di secondo. Ovvero il tempo passato tra il momento in cui il suo piede sinistro ha colpito il pallone su punizione da posizione impossibile e l'ingresso dello stesso nella porta della Fiorentina durante il recupero della 18esima giornata di campionato. Una prodezza individuale a oltre 90 km/h che ha regalato un prezioso punto al Bologna e che è già candidato a entrare nella top ten dei gol della stagione.

Ma soprattutto un'invenzione che rende bene l'idea delle potenzialità tecniche, fisiche e mentali di un ragazzo destinato a far parlare molto di sé nei prossimi anni. Eppure qualcosa sembrava essersi rotto nell'ascesa di Orsolini ai vertici del calcio italiano. Completata la trafila delle giovanili con la maglia dell'Ascoli, squadra della sua città natale, Riccardo esordisce appena 18enne in bianconero nella gara di Lega Pro contro la Pro Piacenza del 2015. Conquistata la promozione in Serie B ed entrato in pianta stabile in prima squadra, il marchigiano mette insieme anche i primi minuti da titolare nella serie cadetta agli ordini di Devis Mangia, il primo tecnico ad aver creduto fortemente in lui. A fine anno le presenze saranno nove.

Andrà molto meglio nella stagione 2016/2017, anno in cui Orsolini si prende la maglia da titolare nella prima stagionale contro la Pro Vercelli per non lasciarla più. Alla fine di quel campionato, in cui arriveranno anche la prima rete tra i professionisti (nella sconfitta contro il Verona) e la prima doppietta (col Carpi) le presenze in campo saranno ben 42 con la bellezza di otto marcature. Ma soprattutto arriva la chiamata, a gennaio, della Juventus, che decide di acquistarlo a titolo definitivo e di lasciarlo all'Ascoli per altri sei mesi per completare il processo di maturazione.

L'appuntamento con la maglia della Vecchia Signora, però, è rimandato. Nell'estate del 2017 la società piemontese lo cede in prestito biennale all'Atalanta, club esemplare nel far crescere i giovani talenti. Seguiranno i sei mesi più difficili della carriera. Orsolini non riesce a ingranare e fatica a entrare in sintonia con il tecnico Gasperini. Dopo sole nove gare giocate nel girone d'andata il suo cartellino viene girato, ancora in prestito, al Bologna. Anche la seconda parte della stagione prosegue sulla falsariga della prima: il marchigiano esordisce il 4 febbraio contro la Fiorentina ma riesce a mettere insieme soltanto 8 presenze e finisce subito indietro nelle gerarchie dei felsinei.

La svolta, però, è dietro l'angolo e coincide con l'arrivo sulla panchina rossoblu di Sinisa Mihajlovic, reduce dalle esperienze con Milan, Torino e Sporting Lisbona. L'intesa tra Orsolini e il tecnico serbo è immediata. Promosso subito titolare, l'attaccante risponderà con 10 gol e 8 assist in 37 presenze. Numeri, se possibile, migliorati in questa prima metà di 2019/2020: al momento di scrivere il tabellino personale parla di 4 assist e 6 gol (contro Brescia, Sassuolo, Lecce, doppietta, e Fiorentina) in appena 20 gare disputate. E sembra finalmente tornato in campo quell'esterno tutto tecnica e fisico che nel 2016 aveva trascinato l'Italia Under-20 di Evani al terzo posto mondiale laureandosi capocannoniere della manifestazione con 5 reti in 7 partite.

Prestazioni, quelle del marchigiano, che hanno attirato i radar delle big del nostro calcio, in primis della stessa Juventus che l'aveva lasciato partire, anche quest'anno favorita di Oddschecker per la conquista dello Scudetto. I bianconeri lo avevano acquistato due stagioni fa prima di girarlo al Bologna, mantenendo comunque una sorta di opzione per acquistarlo nuovamente in futuro. Un momento che sembra finalmente arrivato con la dirigenza bianconera che segue da vicino la sua evoluzione e starebbe pensando seriamente di riportarlo all'ombra della Mole. Difficile, però, che l'affare si chiuda in questa sessione invernale. Molto più facile impostare la trattativa per l'estate, anche se il prezzo si aggira già intorno ai 20 milioni di Euro e potrebbe salire ulteriormente in caso di aumento del numero delle pretendenti.

Nel frattempo Orsolini, oltre a concentrarsi per raggiungere la salvezza col suo Bologna, ha un altro importante obiettivo: quello di conquistare la convocazione per i prossimi Campionati Europei. La stima del Ct Roberto Mancini non è mai stata in discussione e Riccardo ha risposto presente alla prima chiamata, impreziosendo il suo esordio con un gol e 2 assist nello storico 9 a 1 rifilato all’Armenia nella gara del girone di qualificazione. La concorrenza, però, è estremamente agguerrita e il ragazzo dovrà superare nelle gerarchie del tecnico suo conterraneo campioni come Federico Chiesa, Lorenzo Insigne, Federico Bernardeschi, Niccolò Zaniolo, Matteo Politano, Stephan El Shaarawy e Domenico Berardi. Nulla però è ancora deciso e la difficile annata che stanno attraversando alcuni concorrenti diretti (Insigne è in piena crisi con il suo Napoli mentre Bernardeschi e Politano dopo un inizio incoraggiante hanno perso posizioni e partono quasi sempre dalla panchina) potrebbe ribaltare i rapporti di forza e le idee dell'allenatore. Orsolini resta infatti l'esterno d'attacco azzurro più in forma del campionato e se dovesse mantenere questo standard prestazionale sarebbe quasi impossibile tenerlo fuori dai 23. Mancano ancora un girone di ritorno e due amichevoli (contro l'Inghilterra il 27 marzo 2020 e contro la Germania il 31 marzo) per convincere Mancini. Ma sotto la guida e la pressione positiva di un mentore come Mihajlovic, capace di spremere il massimo dai suoi giocatori e quasi un secondo padre per il ragazzo, nulla è impossibile.






Questo è un articolo pubblicato il 13-01-2020 alle 12:55 sul giornale del 13 gennaio 2020 - 140 letture

In questo articolo si parla di redazione

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.biz/beXD





logoEV