Tolentino: il perché del "No" all'inceneritore nel territorio

3' di lettura 03/02/2020 - Come già fatto in diverse occasioni, sia istituzionali, che pubbliche, che sui media, abbiamo sottolineato più volte la nostra assoluta contrarietà all’autorizzazione a costruire un nuovo impianto per il trattamento dei fanghi biologici per la successiva termovalorizzazione.

Per quanto di nostra competenza, in tutte le sedi, abbiamo espresso il nostro parere negativo motivandolo con tutti gli argomenti, sia di legge che di natura ambientale alla realizzazione sul nostro territorio comunale di un inceneritore.
Tra i motivi che abbiamo addotto anche la vicinanza con le scuole e con altri luoghi con un’alta densità abitativa e sensibili come l’ospedale, oltre anche ai nuovi insediamenti sportivi, come ad esempio il nuovo circolo tennis, senza dimenticare la presenza con i propri impianti del Cosmari. Abbiamo chiaramente voluto in Consiglio comunale, nel regolamento relativo sulle nuove attività produttive il diniego all’istallazione di nuove industrie insalubri nel territorio del Comune di Tolentino.

Per essere ancora più precisi abbiamo evidenziato che la nuova azienda verrebbe a sorgere e a operare a meno di 30 metri dalla delimitazione del centro abitato, a meno di 350 metri dal centro commerciale La Rancia dove hanno sede varie attività commerciali, industriali, artigianali e di servizio, oltre al l’Istituto d’istruzione superiore Filelfo, a meno di 200 metri di vari opifici, in alcuni dei quali è anche stata realizzata l’abitazione del custode, a meno di 100 metri da nuovi insediamenti produttivi che prevedono anche un’”Accademy” per la formazione professionale e a una distanza inferiore ai 2 km della zona oggetto di variante urbanistica parziale approvata definitivamente dal Consiglio comunale, classificata, in virtù della citata variante nel vigente PRG, zona di ristrutturazione urbanistica periferica che prevede una destinazione prettamente residenziale e in particolare per l’edilizia residenziale pubblica. A tal proposito si ricorda la realizzazione, in corso, degli alloggi, in zona Rancia, in sostituzione delle Sae, il cui progetto, essendo un polo sociale, prevede anche asili e spazi ricreativi.
Attualmente sono circa 3.200 le persone che risiedono abitualmente a ridosso della zona individuata per la costruzione dell’inceneritore, circa 282 famiglie, a cui si aggiungono 239 aziende per un totale di 2.103 dipendenti.
Sempre a meno di 2 km si trovano il Tolentino retail park con la multisala Giometti, le scuole primarie Don Bosco, ameno di 1 km insiste il villaggio container. Da non trascurare, infine, il peso ambientale di tutte le altre aziende, la cui presenza è pluridecennale, che operano nella zona e classificate industrie insalubri. Quindi, i nostri uffici, hanno dichiarato il proprio parere sfavorevole, richiamando anche la delibera della Provincia dove è espressa la totale contrarietà alla realizzazione e all’attivazione di qualsiasi impianto di inceneritore nella provincia di Macerata.

Quindi, continueremo ad opporci con tutte le nostre forze e validissime motivazioni, insieme alle Istituzioni deputate al rilascio dell’autorizzazione richiesta, tutte le strade possibili per evitare che questa nuova industria apra la propria attività a Tolentino.
Per questi motivi siamo certi di rappresentare con il giusto “peso e forza” tutta la Comunità tolentinate. Ringraziamo per l’attenzione il Comitato e i suoi rappresentanti ma crediamo che sia giusto continuare a lavorare in maniera istituzionale, insieme ai colleghi di Giunta, di Maggioranza e di Minoranza, favorendo un confronto tra enti e tecnici, tenendo presenti i vari aspetti di questa vicenda che siamo certi varrà chiusa, da chi di dovere, prima possibile, senza l’autorizzazione a procedere.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 03-02-2020 alle 19:31 sul giornale del 04 febbraio 2020 - 255 letture

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