Montelupone: sfruttava extracomunitari e richiedenti asilo, la Finanza inchioda un imprenditore agricolo

2' di lettura 11/02/2020 - Impiegava numerosi lavoratori extracomunitari per lavorare anche 12 ore al giorno nei suoi campi a cavallo tra i territori di Recanati e Montelupone.

Ma dopo mesi di indagine, la Guardia di Finanza di Ancona ha sequestrato beni per oltre 700 mila euro e fatto finire sotto indagine Muhammad Malik, imprenditore di origini pakistane di 45 anni che ora è accusato di caporalato.

Le indagini si sono svolte sull’asse Macerata-Ancona nell’ambito dell’operazione denominata “Girasole” e ha visto coinvolti, oltre alla Guardia di Finanza di Ancona, anche i carabinieri e il Tribunale di Macerata. A finire sotto sequestro sono stati due immobili: un casale con annesso magazzino per una superficie totale di oltre 500 metri quadrati e un secondo composto da tre appartamenti per circa 175 metri quadrati, oltre a due terreni agricoli della superficie complessiva di circa tre ettari, tutti, come detto, ricadenti tra i comuni di Recanati e Montelupone. Qui il pakistano dava lavoro in maniera illecita a decine e decine di persone, senza dar loro una adeguata retribuzione e senza osservare le normative sul riposo settimanale e sulla sicurezza sul lavoro. Tutti i lavoratori erano stranieri, molti dei quali richiedenti asilo politico e in possessoe del permesso di soggiorno provvisorio, impiegati come braccianti agricoli anche per dodici ore al giorno.

La Procura di Macerata ha richiesto e ottenuto la misura del controllo giudiziario dell’azienda agricola riconducibile alla persona indagata, nominando un amministratore giudiziario ed evitando in tal mondo ripercussioni negative sui livelli occupazionali della stessa. Le indagini sulla situazione patrimoniale del pakistano hanno fatto intendere come il cospicuo patrimonio immobiliare accumulato, in parte intestato al coniuge convivente, fosse sproporzionato rispetto alla posizione reddituale ufficialmente dichiarata. Da questa valutazione è scattato il provvedimento di sequestro dei beni. “Tale misura – scrive il comando provinciale della Guardia di Finanza di Ancona – testimonia l’importanza dell’aggressione ai patrimoni illeciti affidata alla Guardia di Finanza, che mira da un lato a disarticolare le capacità operative dei soggetti responsabili di talune tipologie di reato e dall’altro ad assicurare, attraverso il successivo utilizzo per fini pubblici dei beni confiscati, un parziale risarcimento dei danni prodotti alla collettività dalle azioni criminali”.








Questo è un articolo pubblicato il 11-02-2020 alle 09:21 sul giornale del 12 febbraio 2020 - 219 letture

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