Comunali, Gianfelici: "Macerata ha consumato i suoi talenti senza evolvere"

5' di lettura 07/07/2020 - Prosegue la corsa dell'amministrazione uscente ai grandi investimenti, dal mattone all'illuminazione: pronta quella artistica per Piazza della Libertà.

Carancini individua in questo ciò che già mesi fa chiamava “l’asse di crescita generale.... a favore del cittadino che deve poter abitare tutti gli spazi con servizi, comodità, bellezza e sicurezza”. Nonostante questo la cecità in ambiti fondamentali - sostegno familiare, welfare socio/economico dunque benessere, legalità e sicurezza, economia, anche di prossimità, commercio e turismo - a Macerata persiste. La città ha consumato i suoi talenti senza evolvere, ma sopravvivere, sfruttando competenze, energie e risorse non per obiettivi comuni per l'intera città, ma per fini individuati dal Pd e forze alleate (non sempre di partito), disperse in favoritismi, elaborati in comunione con soggetti “terzi”, esterni alla governance di Palazzo, anche di quello regionale, non a favore dei fatti, ma delle ideologie o delle simpatie umane.

Decisioni e risultati cascano dall'alto sulla città, a pioggia, spesso da Marte, con risultati che hanno prodotto un tonfo tale da rompere un grande vaso di Pandora, la nostra vergogna davanti a tutto il mondo. Il Pd maceratese e i suoi alleati hanno a cuore solo progetti e bandi per occupare spazi, invece dei luoghi che i cittadini oggi dovrebbero ri-vivere con regole nuove. Il Sindaco uscente abdica da un regno, in cui i cittadini sono trattati come sudditi. La successione è prossima e data per “scontata”.

Da tempo non è primo cittadino inter pares e non amministra con la responsabilità di essere modello per innescare un movimento di restituzione di stima sociale, di prestigio al comportamento onesto e altruistico, che diventi anche di mentalità e di costumi, di vita nuova e reale che parta dal basso. E' sotto gli occhi di tutti la crisi della nostra città e della democrazia dei partiti! Le evidenze sono crollate perfino nel buon senso dell'opposizione, imbavagliata in una grave forma pachidermica, nel limbo dell'impossibile, dentro un compromesso tra potere e lucro che regna sulla buona alleanza, anziché sbarrare tutti i mali ben annidati di una città in cui sembra non si possa sfuggire alla concezione perversa del 'favore', alla generale convinzione che una mano lava l’altra, con il risultato che poi tutte rimangono sporche.

L’impegno ad ascoltare i cittadini è declamato dalle varie liste del Centro Sinistra ma risulta vuoto, perché esce senza convinzione né passione persino dalla bocca di chi lo pronuncia: mentono sapendo di mentire La politica al servizio dei reali bisogni trasformati in diritti non ce la fa ad emergere, sotto la crosta sartriana del potere. Ricorrere a strumenti come mutui e altre forme di accesso al credito, al project-financing e ai fondi nazionali ed europei per cementificare ancora, trascurando poi la situazione del Convitto, ad esempio, imporre una macchina amministrativa che non ricerca benessere cittadino, ma si genera dall'ambizione e dai sogni non farà rialzare Macerata.

I rischi prossimi sono giganti. Nascono da il tema sicurezza e lavoro: la criminalità tenterà di conquistare maggiore terreno mettendo sotto una pressione più forte i nostri figli; le parole “servizi, sicurezza e legalità” di un Pd goliardico, senza umiltà, e un centro-destra che si appresta a mettere in campo un altro candidato, uomo di tutto rispetto, ma che nei fatti il Pd maceratese ha favorito nel suo vero mestiere, ossia fare impresa.

Perfino la Sovrintendenza delle Belle Arti è stata favorevole alla trasformazione della Villa Storica di fine '800 ad altro uso. Pertanto Carancini e Monteverde non potevano che essere Vip Testimonial per l'inaugurazione dei locali promossi. Ecco che anche la Bellezza nonostante le nuove e potenti luci diventa solo esteriore finzione; non porterà mai buoni frutti per sua stessa natura e la somma tra addendi, nella corsa del fare per il fare non valorizzerà il principio della “cosa pubblica per il bene comune”, ma il catastrofico motto della “cosa nostra per il bene nostro e di coloro che riteniamo amici”.

Giova ricordare anche che nei fatti la città sembra diventata un circolo privato, che il danno rimane verso le priorità e la difesa della stessa democrazia. Il comizio di Ricotta nel primo sabato del mese, giorno dedicato a Maria padrona della città, ha citato finalmente anche gli attori invisibili, ma protagonisti, facendo riferimento “all'Ufficio Europa, Fondi Nazionali ed Europei” da potenziare. Eh sì! E' con l'aiuto dei privati che mirano agli utili per sé e la propria azienda, non per il Bene Comune, che si può stare tranquilli di non abbandonare la vecchia strada per la nuova, definita incerta dal proverbio, ma magari quella che ci vorrebbe!

Ormai neppure la marginalissima fiducia dei cittadini fa più riflettere: un'affluenza ferma al 39,26%, alle scorse amministrative. Da candidata del PdF chiamo ogni maceratese a divenire cittadino integrale e aperto, con un risveglio nel raggiungere il massimo sviluppo umano che gli è possibile dentro le situazioni che vive alzando la voce e la testa per il cambiamento necessario in città. Invito a non dimenticare le bruttezze da sanare, indifferenti al Pd e ad altre forze sociali: si è già troppo atteso, non si vede all'orizzonte l'umiltà di riconoscerlo e attuarlo.


da Lauretta Gianfelici
Candidato sindaco "Il popolo della famiglia"





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 07-07-2020 alle 15:44 sul giornale del 08 luglio 2020 - 217 letture

In questo articolo si parla di politica, macerata, comunicato stampa

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