Nessuna proroga delle scadenze fiscali, la protesta dei commercialisti di Macerata e Camerino: "Scelta miope"

3' di lettura 20/07/2020 - Oggi, 20 luglio, scade il pagamento senza maggiorazioni dei saldi 2019 e degli acconti 2020 delle imposte sui redditi dei titolari di partita iva.

Abbiamo inutilmente atteso fino all’ultimo giorno prima di pubblicare questo comunicato sperando in una delle solite proroghe last minute a cui siamo abituati e che invece, questa volta, non è arrivata. A nulla sono serviti gli appelli dei Consiglio Nazionale che in queste settimane hanno chiesto ripetutamente agli organi competenti di prorogare le scadenze delle imposte ma il governo non è stato disponibile a recepire alcun tipo di rinvio.

“Siamo rammaricati – afferma Rosaria Garbuglia, presidente unione regionale ordini commercialisti - che le autorità non abbiano tenuto in considerazione la difficoltà con cui gli studi dei nostri iscritti si sono trovati ad operare sia per le conseguenze operative del lockdown, con tutte le difficoltà operative che questo a comportato nello svolgimento degli ordinari adempimenti, sia per il groviglio di dpcm, decreti e circolari che siamo stati costretti a studiare per aiutare al meglio i nostri clienti a trovare la rotta in questo labirinto di adempimenti (basti citare le oltre 30 circolari Inps per accedere alla cassa integrazione di cui, oggi, molti lavoratori non hanno visto traccia), per non dimenticare tutte le misure di aiuto concesse alle imprese che hanno però avuto dietro iter e procedure a volte estremamente farraginose, per non dimenticare i problemi informatici dei portali: quello dell’Inps per le pratiche dei 600 su tutti”.

In questi mesi difficili, caratterizzati prima dal lockdown e poi dalla complessa fase di riapertura delle attività economiche, gli studi dei Commercialisti sono stati impegnati più che mai ad assistere imprese, lavoratori e famiglie da un lato nelle valutazioni economiche e finanziarie relative alle scelte necessarie per affrontare le conseguenze del lockdown e dall’altro lato per assicurare loro l’accesso alle diverse misure di sostegno messe in campo dal Governo per l’emergenza, svolgendo in tal modo un ruolo fondamentale per la tenuta del tessuto economico-imprenditoriale del Paese Tutti questi adempimenti straordinari hanno inevitabilmente sottratto il tempo necessario per la predisposizione delle dichiarazioni e per determinare gli importi dei versamenti. Inoltre, è anche assolutamente discutibile che gli organi di governo non abbiamo anche tenuto conto della grave crisi di liquidità che ha colpito il tessuto economico non solo del nostro territorio ma di tutta la nazione, e che rischia di generare una grave emergenza sociale. Tutto questo si va ad aggiungere, soprattutto per le aree interne, alla grave crisi legata al sisma 2016 dalla quale il tessuto economico e sociale è ben lontano dal vederne la fine. La giustificazione legata alle esigenze di bilancio diventa paradossale se confrontata con le manovre di oltre 80 miliardi messe in campo in pochi mesi per fronteggiare l’emergenza: non è credibile che non sia possibile trovare una soluzione ad una esigenza di cassa di poco più di due mesi.

“Non possiamo pertanto non manifestare – conclude il presidente Rosaria Garbuglia - il totale disappunto dell’intera categoria di fronte a questa miope scelta di non prorogare le scadenze fiscali e, come ordini territoriali, ci troviamo costretti ad annunciare che aderiremo a tutte le azioni di protesta che il Consiglio Nazionale vorrà decidere a tutela degli interessi della categoria e dell’economia tutta”.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 20-07-2020 alle 13:04 sul giornale del 21 luglio 2020 - 231 letture

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