Giorgia Meloni a Pesaro per sostenere Acquaroli: “Infrastrutture, sanità e coraggio, così ricostruiremo le Marche”

Giorgia Meloni 5' di lettura 06/09/2020 - Un vero e proprio blitz nel pesarese con vista sulla splendida Palla di Pomodoro: l’Onorevole Giorgia Meloni fa tappa nelle Marche nelle prime ore del pomeriggio odierno per un meeting con i giornalisti, ribadendo ancora una volta il proprio appoggio al candidato alla Presidenza della Regione Francesco Acquaroli.

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Tanti i temi toccati dalla Presidente e fondatrice di Fratelli D'Italia, a partire dalle imminenti elezioni regionali: "Il nostro obiettivo è vincere in tutte le regioni nelle quali ci siamo candidati. Non lo considero un obiettivo distante o fuori portata: ci sono due governatori la cui riconferma viene data per certa e si tratta di presidenti di regione di centrodestra, le restanti quattro regioni in ballo sono attualmente governate dal centrosinistra. La posizione più salda pare quella di De Luca in Campania, il quale passa la propria giornata insultando il PD. Riscontriamo dunque da una parte un consenso diffuso verso il centrodestra, dall'altra un dissenso verso un centrosinistra che non è stato in grado di fornire risposte, nè a livello regionale nè nazionale".

Il focus si sposta in seguito sui fondi europei: "Io non sono favorevole all'utilizzo dei soldi del MES perché ritengo ci siano strumenti e modi differenti di ottenere le stesse risorse senza mettersi in casa la Troika. Discorso differente per quanto concerne il Recovery Fund: i fondi rischiano di arrivare molto tardi, di non essere risolutivi come speravamo, in quanto potrebbero arrivare quando le aziende che dovevano salvarsi grazie a questo strumento saranno già morte, dopo di che credo siano risorse che vadano spese in favore delle grandi infrastrutture strategiche, sui grandi investimenti. La più grande colpa dell'attuale Governo è aver pensato di poter dilapidare oltre 100 miliardi di euro - con i quali abbiamo indebitato i nostri figli - in bonus inutili che non producono assolutamente nulla. Nelle Marche ci troviamo d'innanzi ad una grande sfida infrastrutturale: la Regione è collocata al centro di questa nazione, eppure risulta scollegata, penso al tema dell'infrastruttura portuale o del garantire una connessione ad Internet rapida, favorendo lo smart-working e la didattica a distanza. La sfida è questa, ma il Governo attuale ha dimostrato la propria inadeguatezza in quanto manca una visione e non potrebbe averla, poiché le forze che lo compongono sono tenute insieme unicamente dall'interesse".

L'Onorevole nega inoltre una possibile sfida interna per la leadership del Centrodestra: "E' una tematica che appassiona voi e non appassiona me. Queste elezioni regionali rappresentano una sfida tra noi ed i nostri avversari. La differenza tra la nostra e la loro coalizione è che noi siamo uniti per scelta. Siamo insieme perché la nostra visione è comune, perché governiamo bene insieme, perché dove governiamo i cittadini tendono a riconfermare le nostre amministrazioni e perché quelle stesse amministrazioni hanno una visione. Sull'altro versante troviamo individui che, fondamentalmente, si detestano, che non condividono niente ed è tenuta insieme unicamente dal collante della poltrona. Credo si debba lavorare per migliorare, tutti, all'interno del Centrodestra, perché sia a livello regionale sia nazionale si possano avere i numeri sufficienti a governare cinque anni e dare riposte coraggiose e serie".

Immancabile un commento legato alla situazione Covid-19: "Io sono preoccupata perché continuiamo ad avere una lettura altalenante dei verbali del Cts, dei numeri del Covid e dall'utilizzo che il Governo ha fatto di questi dati, a mio avviso spesso usufruendone a proprio piacimento. E' compatibile decidere di prorogare lo stato di emergenza e discutere, in questi giorni in Parlamento, della modifica della legge elettorale? Di come salvaguardare i partiti della maggioranza, i quali, consci che perderanno le elezioni anche con la legge che hanno stabilito loro su misura, consenta loro di continuare a governare? A me pare tutto un pò folle, normale che, in seguito, i cittadini si pongano interrogativi. Chiedo responsabilità da parte del Governo e dati certi sui tamponi fatti, sul numero dei positivi in rapporto ai tamponi, degli ospedalizzati in rapporto ai positivi e sul numero delle morti in rapporto agli ospedalizzati. Non disponendo di questi dati diventa difficile effettuare una corretta valutazione della situazione. Per il momento ci rimettiamo alle indicazioni degli esperti".

Sulla regione Marche Meloni aggiunge: "Mi sono fatta un'idea sui disastri che sono stati creati in questi anni su alcune materie fondamentali per i cittadini di questo territorio. La sfida infrastrutturale è la nostra priorità assoluta, vogliamo consentire - in una Regione così operosa - di poter competere ad armi pari. Ciò risulta possibile solo disponendo di infrastrutture adeguate. La sanità è al pari di quest'ultime: abbiamo potuto vedere con i nostri occhi, nel tempo del Covid, quanto sia importante avere una sanità diffusa sul territorio. Le scelte operate qui dalla sinistra sono andate in direzione diametralmente opposta, a partire dagli ospedali unici provinciali: vi sono territori situati a decine di minuti dal primo pronto soccorso utile, per cui si creano cittadini di serie A e di serie B. Chi si ammala di notte rischia di non arrivare in tempo all'ospedale. Noi vogliamo riscrivere un piano sanitario con gli operatori della sanità, con i sindaci che sono stati completamente esclusi da Ceriscioli e dalla sua giunta e ricreare una sanità diffusa sul territorio. E' un impegno che vogliamo assolutamente prenderci".

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Questo è uno spazio elettorale autogestito pubblicato il 06-09-2020 alle 15:50 sul giornale del 08 settembre 2020 - 350 letture

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