Scuola: la Pars a sostegno dei bambini e ragazzi con disabilità a Corridonia

3' di lettura 07/10/2020 - A poche settimane dal suono della prima campanella, le assistenti all'autonomia e alla comunicazione Pars fanno un bilancio iniziale su questa ripartenza in sicurezza che ha garantito un rientro sereno e fiducioso agli studenti più fragili residenti nel comune di Corridonia.

Le assistenti Pars si occupano del servizio “educativa scolastica” del Comune di Corridonia che Pars Onlus gestisce in appalto e lavorano fianco a fianco agli insegnanti di sostegno per supportare agli alunni diversamente abili con un’attività personalizzata nell’integrazione con il gruppo classe nell’autonomia e nel raggiungimento degli obiettivi di inclusione. “Tutti gli assistenti Pars a tempo indeterminato sono stati riconfermate e sono state fornite a tutti i dispostivi di sicurezza necessari, come le mascherine chirurgiche, la visiera, il camice monouso, il gel disinfettante, i guanti lattice - spiega la referente Pars Laura Marconi - I nostri assistenti si occupano di bambini e ragazzi, dall’infanzia fino alla secondaria di secondo grado e sono tutti residenti a Corridonia, quest’anno sono 32 studenti”.

Una ripartenza con qualche preoccupazione e con l’attenzione scrupolosa alle norme antiCovid, ai parametri di distanziamento e alla tenuta delle mascherine e degli altri dispositivi, ma anche con il desiderio di essere presenti e accoglienti, testimoniano le assistenti in prima persona, loro che sono sul campo da tanti anni con professionalità e passione. “La mascherina e i dispostivi di sicurezza sono barriere che chi è fragile sente maggiormente, perché si avvia una relazione diversa, una socializzazione dove bisogna rimettersi in gioco, ma i bambini si sono fin da subito adattati - afferma Alessandra Santarelli, da 13 anni assistente all’autonomia e comunicazione - Il nostro è un profilo professionale che si prende cura del bambino, va ad affiancare un lavoro dell’équipe sanitaria e scolastica, fino al sistema casa e ai tessuti sociali extra-scolastici. Tra le varie mansioni, l’assistente offre degli strumenti compensativi all’utente affinché riesca a tirar fuori le proprie strategie, le proprie abilità, per raggiungere funzionalmente i suoi obiettivi. Questi strumenti andranno a migliorare la sua autonomia sia nella vita quotidiana sia nell’interazione con gli altri e con il suo tessuto sociale. E’ un progetto di vita. Un buon educatore è quello che riesce a instaurare una relazione autentica”.

“Stare in mezzo agli altri, non perdere le abitudini, sono punti fermi necessari per i nostri ragazzi.- continua l’assistente Pars Silvia Mariani -. Gli istituti scolastici sono ben organizzati, questo ci permette di lavorare in sicurezza e in modo sereno. Sono da 15 anni in questo campo, adesso assistito una ragazza che ha 16 anni, la seguo da quando era al quarto anno della primaria. Si instaurano legami importanti. Noi siamo dei ponti comunicativi, attraverso la conoscenza del bambino mediamo tra le loro esigenze con il contesto in cui si trova, nel loro percorso scolastico e sociale. Siamo figure continuative. Le soddisfazioni ci sono giorno dopo giorno, soprattuto quando vedo la serenità negli occhi di questi ragazzi quando sono integrati al contesto, quando sono veramente alla pari”.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 07-10-2020 alle 13:29 sul giornale del 08 ottobre 2020 - 284 letture

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