Stop di Macerata Accoglie, Cicarè va contro Parcaroli: "Il fenomeno migratorio avrà meno strumenti per essere gestito"

Alberto Cicarè 3' di lettura 22/10/2020 - Il sindaco Parcaroli nel salire e scendere dai 20 autobus che ha preso oggi per controllare il pericolo di assembramenti deve aver visto situazioni molto preoccupanti, strade invase da immigrati irregolari che mettono a repentaglio la sicurezza pubblica, una città lacerata nella sua pacifica convivenza.

Ce le spieghiamo così le sue parole, quelle con le quali lui e la sua giunta decidono di chiudere un progetto decennale come il SIPROIMI "Macerata Accoglie" (leggi), dimostrando non solo di non conoscere il sistema di protezione internazionale, nel momento in cui afferma falsamente che i progetti di accoglienza si occupano di immigrati irregolari (quando in realtà si occupa di titolari di protezione interazionale e di minori stranieri non accompagnati, che irregolari assolutamente non lo sono) ma ne dà perfino annuncio a mezzo stampa, senza curarsi dei lavoratori comunali e in capo all'ente Gestore, che in questo anni hanno messo a disposizione competenze e capacità per gestire un progetto complesso, numeroso e che è stato più volte preso a riferimento dal Servizio Centrale e dalla Regione per le buone prassi messe in campo.

Cosa si poteva fare in alternativa? Emanare un nuovo bando per lo svolgimento di un servizio ordinato e utile per tutti, compresi quelli che oggi riversano la loro rabbia contro gli “irregolari”, con la possibilità di attingere ai finanziamenti ministeriali, conservando professionalità preziose e posti di lavoro. Inoltre, non si preoccupa nemmeno della reazione dei beneficiari accolti attualmente e che senza previsione alcuna e senza un passaggio doveroso, in quanto soggetti in carico all'ente titolare cioè il Comune di Macerata, necessitavano come tutti di essere preparati, sostenuti e seguiti in questo passaggio.

Questo accade quando un operatore dell'accoglienza o un cittadino migrante accolto smette di essere una persona e diventa solo capro espiatorio su cui costruire e alimentare il consenso politico e la paura. Senza considerare il danno economico alla città (affitti di immobili in primis) sul quale ci impegniamo ad avere informazioni precise, al fine di rendere consapevoli i cittadini di che cosa è accaduto davvero oggi al di là dei proclami fuorvianti e irrispettosi del Sindaco.

Ci chiediamo come sia possibile che una giunta seria pensi davvero che cancellando con un tratto di penna la vita e il futuro di qualche decina di migranti, a tutti gli effetti titolari di quelle misure di protezione di cui il sindaco dimostra di non sapere nulla, si pensi davvero di aver eliminato il problema dell'immigrazione sul territorio. È un inganno. La città di Macerata in realtà oggi ha perso in competenza, ha perso professionisti multilingue, operatori legali, assistenti sociali, mediatori, che oltre ad occuparsi del SIPROIMI hanno risposto quotidianamente alle emergenze anche durante questa pandemia per tutti i cittadini di Macerata lavorando in penombra.

Da oggi in poi il fenomeno migratorio avrà meno strumenti per essere gestito. Senza strumenti adeguati per gestire fenomeni complessi non si ha sicurezza sociale ma il contrario, e di questo dovranno rispondere alla cittadinanza tutta.


da Alberto Cicarè
Consigliere comunale





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 22-10-2020 alle 11:33 sul giornale del 23 ottobre 2020 - 381 letture

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