A Macerata il Covid non ferma il presepe, che si mette in mostra presso le Antiche Gallerie dello Sferisterio. L’intervista ad Andrea Pistolesi

4' di lettura 02/12/2020 - "L’albero di Natale è bello solo quando è finito e quando si possono accendere le luci; il presepe invece no: il presepe è bello quando lo fai o addirittura quando lo pensi".

Così scriveva Luciano De Crescenzo; così è senz'altro per Andrea Pistolesi, baritono per professione, maestro presepista per passione. L'arte al centro di una vita, insomma; l'arte che abbraccia la musica, ma cede anche alle lusinghe di una tradizione antica e preziosa: la rappresentazione della natività. Vi ricordate quando da bambini qualche giorno prima dell'8 dicembre correvamo nei boschi e nei campi per raccogliere ghiaia, muschio, pezzi di legno e sassi per costruire il presepe a casa? Ecco, è proprio così che Andrea ha cominciato, da piccolo autodidatta.

A otto anni, dopo una visita a Tolentino, è rimasto così colpito dal presepio della Basilica di San Nicola da correre subito a casa per metter le mani sul presepe di cartone che aveva allestito il suo papà. Fu proprio quest’ultimo, vista la passione dimostrata in quei giorni dal figlio, a regalargli le prime statuine. Di lì, il grande amore, che quest’anno si riverserà anche nella Galleria delle Antiche Botteghe dello Sferisterio di Macerata. La sua collezione sarà infatti protagonista, insieme a quella di Domenico Cassese, della mostra di presepi storico-artistici che si terrà in Arena dal 5 dicembre al 28 febbraio e sarà visitabile, con un tour virtuale, sul sito del Comune.

La pandemia non frena il presepe, quindi, né argina la passione di Andrea, che ha scelto di rispondere a qualche nostra domanda e di svelarci qualcosa in più di sé e dell’esposizione che a breve avremo modo di visitare.

Una mostra di presepi artistici nel luogo simbolo di Macerata, lo Sferisterio: come nasce quest'idea?
"Come spesso accade, l’idea della mostra nasce da un incontro, quello con Moreno Paolucci, candidato nella lista civica a sostegno del Sindaco di Macerata, Sandro Parcaroli. Avevo in mente già da un po’ questo progetto, gliene ho parlato e lui se ne è fatto portavoce con l’attuale amministrazione, che ha gradito la mia proposta".

Saranno due le collezioni protagoniste dell’iniziativa: la tua e quella di Domenico Cassese. Quali sono le sostanziali differenze tra le due raccolte?
"Quella di Cassese è una collezione storica, che contempla pezzi databili dall’800 in poi; i miei, invece, sono tutti presepi in teca, con cui ho voluto in qualche maniera dar risalto anche all’androne dello Sferisterio ed alle nicchie che accompagnano in platea. Due di queste sono visibili anche dall’esterno; accolgono un “Laboratorio di San Giuseppe” e statue degli anni ’70. A completare il tutto, cinque diorami di Simone Tamburrini, artista di Mogliano, tra i più affermati presepisti italiani. Insomma, il pubblico avrà modo di approcciare da un lato all’aspetto più storico della rappresentazione della natività, dall’altro a quello più scenografico".

Da dove prende piede questa tua passione? Come hai cominciato ad interessarti ad un'arte tanto antica e spesso lasciata cadere nel dimenticatoio?
"Ero piccolissimo e con l’aiuto di mio cugino, Gilberto Pistolesi, ho cominciato a costruire presepi con materiali di recupero. A 16 anni, poi, ho fattivamente inaugurato la mia collezione con l’acquisto delle prime statuine di valore; in poco tempo ho accumulato più di duemila pezzi, ho iniziato a realizzare presepi più grandi, ad allestirli anche in qualche chiesa, fino al momento in cui è arrivata la telefonata da parte di Dario Magnamassa, ex preside delle scuole di Monte San Giusto, che mi ha chiesto di dar vita ad un progetto con i suoi piccoli studenti. Risultato? In un anno i bambini hanno realizzato ben 11 presepi, scatenando anche un bellissimo “effetto collaterale”: il risveglio della passione per quest’antica arte nell’intera cittadina. Dopo qualche tempo a contattarmi è stato l’ex sindaco del borgo, Mario Lattanzi. La notizia aveva dell’incredibile: voleva dedicare degli spazi ad una mostra permanente di presepi della mia collezione!"

Giustappunto. Hai già curato la mostra di presepi artistici ospitata a Monte San Giusto da Palazzo Bonafede, che l'anno scorso ha festeggiato il suo decennale. Cosa porti di quell'esperienza allo Sferisterio di Macerata?
"In primis l’amore, la passione e la spiritualità. Di esperienze ne ho avute molte, ho esposto persino nell’ambito di “100 presepi in Vaticano”, ma ogni singola mostra a cui ho partecipato, seppur con le sue peculiarità, ha sempre contemplato questi tre ingredienti, per me imprescindibili".

La tua è un'attività che, lo abbiamo detto, prosegue davvero da molti anni. Cos'hai imparato in questo lasso di tempo sul rapporto tra i marchigiani e il presepe?
"Mio malgrado, ho imparato che sta morendo una tradizione che negli anni ’50 accompagnava le festività di ogni famiglia, anche delle più povere. Perché? Non lo so con esattezza. Forse perché andiamo troppo di fretta".


di Sara Schiarizza
redazione@viveremacerata.it







Questo è un articolo pubblicato il 02-12-2020 alle 19:31 sul giornale del 03 dicembre 2020 - 741 letture

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