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“La giunta PD di Macerata, di cui il candidato sindaco Ricotta è stato assessore ai servizi sociali, coglie l’occasione del Covid per dissimulare ancora una volta le sue intenzioni sull’accoglienza migranti: continuare in una gestione fallimentare. Rinnova la convenzione di centinaia di migliaia di euro al GUS dribblando anche i provvedimenti della Corte dei Conti che ha certificato come persino il bilancio comunale è stato piegato alle necessità di privati con il monopolio dell’accoglienza: illegittimamente, al GUS è stata anticipata liquidità accollandone i costi alla collettività. La Lega ribadisce che non è questa la strada. Tuteleremo la sicurezza dei maceratesi che non può dipendere esclusivamente da contrasto e repressione, ma deve essere frutto soprattutto della prevenzione per cui la gestione oculata dell’accoglienza è un elemento essenziale”.


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"La sinistra è imbattibile nel distruggere, noi vogliamo costruire e per farlo serve tempo. La Lega è al lavoro per rilanciare Macerata, dopo che la sinistra ha demolito il ruolo di riferimento e centralità che la città rivestiva per tutto il territorio. Solo attraverso un costante e fattivo confronto tra le anime del centrodestra, riusciremo insieme a gestire la preoccupante eredità lasciata da decenni di spregiudicate amministrazioni di sinistra. Ricotta abbia almeno il buonsenso di non presentarsi come ‘unto dai maceratesi’, perché non è che il candidato del pensiero unico di un centrosinistra che coraggiosamente, dopo dieci anni di assessorato, non arrossisce nel definirlo ‘espressione di discontinuità di metodi e contenuti’."




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“Da maceratese, figlio di medico anestesista ho cercato di fare qualcosa per rendere un po’ più sicuro il lavoro dei medici di base, per quello che è possibile da singolo cittadino, donando protezioni individuali come visiere e camici di cui sono carenti. Stanno rischiando di essere il soldato Ryan nella lotta alla pandemia: esposti in massa alla potenza di fuoco del Covid-19 senza nemmeno la parvenza di adeguati giubbotti anti-proiettili”.


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Una zona franca, un asse ospedaliero strategico che unisce le città di Cingoli e di Matelica. E’ quanto immaginato dai consiglieri regionali della Lega, Sandro Zaffiri, Mirco Carloni, Marzia Malaigia e Luigi Zura Puntaroni, nell’ottica di organizzare al meglio la grande sfida al coronavirus.