Emergenza immigrati: una diversa politica di solidarietà

immigrazione 4' di lettura 01/08/2008 - La recrudescenza dei crimini compiuti da una minoranza di immigrati, richiama alla nostra mente quella multitudine di disperati che, alcuni decenni fa, a bordo di una nave proveniente dall\'Albania , cercò riparo sulle nostre coste al fine di trovare sollievo alla fame ed al desiderio di sopravvivenza e di costruire una nuova vita. Pur nella sorpresa generale non era che l\'inizio di una emergenza annunciata.

Mentre da un lato l\'abbattimento del muro di Berlino e con esso la caduta di una ideologia e di un sistema economico , hanno segnato la fine di alcuni equilibri economici e sociali per una quantità smisurata di genti, pur nella loro consapevolezza di quanto potessero essere essi equilibri inaffidabili e precari , dall\'altro, attraverso i nuovi mezzi di comunicazione di massa anche i bisognosi e gli oppressi del terzo mondo hanno preso coscienza che un\'altra vita era possibile. Gli sbarchi e gli ingressi di clandestini sono diventati via via più frequenti ed inarrestabili .


Diverse leggi si sono succedute nel corso degli anni al fine di regolamentare il fenomeno, ma quando ci si è accorti che esso era ingovernabile si è cercato di contrastarlo sempre più pesantemente . Nel contempo ci si rendeva conto che per non tradire la nostra cultura ed i nostri valori era necessario che non vi fosse altro approccio con il problema che attraverso la pratica dell\'accoglienza e dell\'ausilio alla integrazione . Associazioni umanitarie di vario genere ed estrazione, Stato, Regioni ed Enti locali tutti riuniti coralmente in una gara di solidarietà attorno alla nuova emergenza. Tutto ciò originava o da una spontaneistica attenzione ai bisogni dei nuovi arrivati o da un malcelato utilitarismo di carattere economico, tenendo presente gli emergenti bisogni della nostra struttura imprenditoriale, o di carattere sociale, avendo il crescente bisogno di organizzare, diversamente rispetto al passato, i nostri servizi di assistenza domiciliare agli anziani .


Certamente è mancata sino ad ora una visione del problema immigrazione sotto l\'aspetto politico e di gestione del fenomeno, non risultando, sia in Italia come nel resto dei paesi Europei, un progetto che avesse alla base uno studio ed un obbiettivo da raggiungere. L\'allargamento anche alla Romania delle regole della Comunità Europea, senza un progetto immigrazione, non ha fatto altro che aggravare una situazione che già era altamente precaria e pericolosa per la stessa stabilità sociale di ogni singola nazione che già faceva parte della detta Comunità. Appare evidente che governare l\'immigrazione solamente utilizzando il principio della integrazione e della accoglienza non basti e sia errato perché, se dovessimo portare all\'assurdo tale politica per soddisfare i bisogni primari di due terzi dell\'umanità , finiremmo di esistere come entità nazionali Europee entro un breve lasso di tempo.


E\' invece più razionale se a tali principi potessimo anteporre il principio della solidarietà, intendendo però questo principio nell\'ambito di un progetto molto ampio che vedesse tanti Enti Locali , Organizzazioni umanitarie e Stati Nazionali , impegnati in tanti accordi programmatici di cooperazione e di sviluppo economico con esponenti di comunità locali e di Stati del terzo mondo, secondo un ordine omogeneo e non dispersivo. Anziché gli attuali gemellaggi che costano inutilmente e tendono solamente a gratificare le ambizioni di qualche amministratore, apparirebbe più nobile (e più utile nel contempo) che quelle strette di mano avvenissero, portando aiuto e sostegno a quelle comunità che non sono in grado di superare la loro emergenza.


Appare altresì evidente che la stessa solidarietà dovrebbe essere favorita tra coloro che hanno avuto la fortuna di acquisire una nuova esperienza lavorativa e coloro che ancora attendono nel proprio paese una tale possibilità. Sarebbe più opportuno che attraverso un turn over di lavoratori si cercasse di ricompattare i nuclei familiari presso le loro terre di origine, abbandonando il sistema attuale dei ricongiungimenti familiari . E\' indispensabile che una nuova filosofia governi un nuovo genere di approccio con la solidarietà. Quella appena annunciata costituisce la base per una nuova sfida per il futuro al fine di superare quella che oggi è non potrà che restare a lungo una emergenza per tutti se permarrà la stessa politica seguita sino ad oggi sul tema immigrazione.






Questo è un articolo pubblicato il 01-08-2008 alle 01:01 sul giornale del 01 agosto 2008 - 798 letture

In questo articolo si parla di attualità, macerata, giuseppe pigliapoco





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