Matelica: selezionati i finalisti del premio Bigiaretti

libri 6' di lettura 07/08/2008 - Selezionati i tre libri finalisti alla sesta edizione del premio letterario “Libero Bigiaretti”

Il concorso letterario è intitolato alla memoria dello scrittore matelicese Libero Bigiaretti (1905-1993). Nel 1998 l’Amministrazione Comunale, in concerto con la Regione Marche e la signora Matilde Bigiaretti, volle dedicare alla memoria di uno dei suoi più illustri concittadini un “Premio” che ne valorizzasse il ricordo attraverso un premio dedicato a opere edite di narrativa.

All’autore dell’opera che risulterà vincitrice verrà assegnato un premio di 4.600,00 euro. Agli autori delle opere classificate al secondo e al terzo posto verrà assegnato un premio di 1.000,00 euro.

Una giuria composta da 10 studenti iscritti all’Università degli Studi di Camerino assegnerà un premio speciale “Università di Camerino” di 1000,00 euro fra le tre opere finaliste. Il premio sarà assegnato su valutazione insindacabile della giuria che motiverà la scelta nel corso della cerimonia di premiazione.

La cerimonia di premiazione avverrà presso il Teatro Comunale Piermarini di Matelica il prossimo 18 ottobre, dove una giuria popolare composta da cento giurati proclamerà il vincitore fra la terna ammessa alla fase finale del premio e scelta da una giuria tecnica presieduta dal prof. Alfredo Luzi dell’Università di Macerata.

la terna
In occasione della sesta edizione, la giuria tecnica annuncia i tre romanzi selezionati e ammessi al voto della giuria popolare – presentanti non per quantità di preferenze ricevute bensì in ordine alfabetico:



Gaetano Cappelli, Storia controversa dell’inarrestabile
fortuna del vino Aglianico nel mondo, Marsilio


Guido Conti, La palla contro il muro, Guanda


Lucrezia Lerro, Il rimedio perfetto, Bompiani
Schede dei volumi:

Gaetano Cappelli, Storia controversa dell’inarrestabile fortuna del vino Aglianico nel mondo

Strana davvero la vita! Il brillante Riccardo Fusco sembrava destinato a grandi cose e ora trascina la sua esistenza schiacciato dal successo della moglie regista che lo ha ridotto al ruolo umiliante di baby-sitter delle quattro figlie, tradendolo inoltre col primo attore di passaggio. Graziantonio Dell’Arco, una vecchia conoscenza del liceo su cui nessuno avrebbe scommesso una lira, è invece divenuto uno degli uomini più ricchi e famosi d’Italia. Ma anche lui ha i suoi guai, insolentito com’è dall’inimitabile dandy Yarno Cantini che lo ha additato alla nazione intera come il principe dei neo-cafoni. L’incontro fortuito tra i due amici di un tempo sembrerà dare a Riccardo una via di fuga dalla sua piatta esistenza catapultandolo nel mondo dorato del jet set, e a Graziantonio l’occasione di vendicarsi di Yarno, attraverso una storia piena di colpi di scena, dove in un esilarante gioco d’incastro tra presente e passato s’incontrano personaggi indimenticabili come Chatryn Wally Triny, la sofisticata critica newyorkese cui spetta di stabilire qual è il vino migliore del mondo, e la ributtante strega Lia la Bavosa detentrice dei segreti della magia lucana; l’avido latifondista Michelantonio Dell’Arco che da improbabile re del gas metano si trasformerà in re della gassosa, e il subdolo giocatore di biliardo Carmine Addario suo complice; l’artista Mikail Nikolaevic Trepulov, costretto a dipingere ritratti di Stalin ma innamorato di Capri e delle canzoni napoletane, e lo sfortunato pittore italiano Ernesto Dell’Arco, esempio del triste destino dei comunisti italiani in Russia; lo scapestrato conte Giovanni Cantini, eroe ambiguo del Risorgimento e l’altrettanto ambiguo, sanguinario brigante Taccola. Il tutto raccontato in un romanzo ironico, dissacrante, che irride quelle che sembrano le verità acquisite della Storia per affidarsi a una memoria più sottile la cui voce si ascolta a volte nel soffio del vento.

Gaetano Cappelli è nato a Potenza nel 1954. Ha pubblicato: Floppy disk (Marsilio 1988), Febbre (Mondadori 1989), Mestieri sentimentali (Frassinelli 1991), I due fratelli (De Agostini 1994), Volare basso (Frassinelli 1994), Errori (Mondadori 1996), Parenti lontani (Mondadori 2000), giudicato da Bookcrossing uno dei migliori cinque romanzi usciti dal 2000, e Il primo (Marsilio, 2005).


Guido Conti, La palla contro il muro

Che cosa fa sgretolare un matrimonio e manda in rovina una famiglia? Tanti piccoli particolari affiorano da questo romanzo, dove dietro la facciata di una famiglia come tante, una famiglia «normale», si nasconde un rapporto fatto di reciproche incomprensioni e logorato dalle piccinerie e dalla banalità della vita di tutti i giorni. La crisi, che a poco a poco diventa una guerra senza esclusione di colpi, viene raccontata da Luca, l’unico figlio della coppia: un bambino che osserva, e subisce, i litigi, le ripicche, i silenzi carichi di tensione, i gesti sconsiderati e le violenze non solo verbali dei genitori con la reattività forte, la purezza di sguardo, la sofferenza ma anche la capacità di ridere dell’infanzia. Ad alleviare la solitudine di Luca c’è una nonna stravagante, soprannominata Vaniglia, che crede negli oroscopi, commenta le lettere d’amore sui settimanali e si commuove di fronte alle storie strappalacrime delle telenovelas sudamericane: un affetto che lo salverà nel suo difficile passaggio dall’infanzia all’adolescenza. Una storia ambientata nella periferia di Parma dove l’esistenza dei singoli individui naufraga nel disperato tentativo di raggiungere un frammento di felicità.

Guido Conti è nato nel 1965 a Parma, dove vive e lavora. Dopo i primi racconti apparsi sulla rivista «ClanDestino» è stato scoperto da Pier Vittorio Tondelli, che lo ha pubblicato in Papergang (Transeuropa, 1990), cui sono seguiti romanzi e raccolte di racconti, tutti pubblicati da Guanda, fra i quali: Il coccodrillo sull’altare (1998: Premio Chiara; Premio Stresa, Premio Montà D’Alba; Premio selezione Comisso); Cieli di vetro (1999: vincitore del Premio Selezione Campiello); Il taglio della lingua (2000); nel 2002 ha curato Dite la vostra, raccolta di scritti giovanili di Cesare Zavattini.


Lucrezia Lerro, Il rimedio perfetto

Alice, una giovane vita trascorsa in un piccolo centro dell’Italia meridionale, trattiene la magia dell’incanto in un paese di macerie. Dopo il terremoto degli anni ottanta, in Campania, le sue disavventure sono il segno rivelatore di un destino: il padre è un buono attraversato dal vento di una tranquilla follia; la madre è una donna debole che si concede in cambio di pochi spiccioli e di piccoli favori a numerosi amanti, per soddisfare un impossibile sogno di libertà; la nonna, la \"Strega\", è la voce di una violenza autoritaria; la maestra è una umiliatrice di professione, e le sorelle non fanno altro che applicare, con cattiveria forse inconsapevole, le più antiche strategie di esclusione famigliare e sociale. Novella Cenerentola, solo i dolci la consolano, e procurarseli rubacchiando e ingannando i commercianti diventa l’unico modo per costruirsi un mondo tutto suo. Ma bisognerà pur fuggire, un giorno, per cercar fortuna e riscatto. Lucrezia Lerro si rivela in questo nuovo romanzo una voce letteraria unica, in grado di raccontare in tono asciutto e stilisticamente impeccabile il mondo del disagio infantile e della povertà del Meridione, ma con il fresco respiro di una immaginazione bambina.

Lucrezia Lerro è nata a Omignano, in provincia di Salerno, nel 1977. Ha studiato Scienze dell’educazione all’Università di Firenze. Sue poesie sono apparse su «Nuovi Argomenti», nell’«Almanacco dello Specchio» (Mondadori) e nell’antologia Nuovissima poesia italiana (Oscar Mondadori). Nel 2005 ha pubblicato per i tipi di peQuod Certi giorni sono felice (Selezione Premio Strega 2006), riproposto nel 2008 nei Tascabili Bompiani, editore presso il quale ha pubblicato anche La più bella del mondo (2008).





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 07-08-2008 alle 01:01 sul giornale del 08 agosto 2008 - 814 letture

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