Villa Giulia Mattei: da Papa Gregorio XVI a club privé

3' di lettura 07/08/2008 -

Capitò che uno storico per caso rinvenisse misteriosamente la foto di un ex voto dipinto su tela e firmato da Amadio Inchini (1829 - 1907), da cui ricavò una parte della storia di Villa Giulia Mattei a S. Egidio di Montecassiano.



Una nobile dimora con cappella annessa, come si evince dal campanile a vela, dove nacque la madre di Giacomo Leopardi (Adelaide Antici-Mattei) e dove nel 1837 venne ospitato con grandi onori il Pontefice Gregorio XVI. La villa, che prende il nome da Giulia, la mamma di Marco Mattei, conte di Pergola nonché segretario di Stato di Pio IX, l\'11 maggio 1866 fu teatro di un incidente equestre descritto nell\'ex voto dal conte Mattei: \"Questa Tela ricorda grazia speciale che il sottoscritto ha ricevuta dalla Vergine SS. del Buon Cuore venerata in questa insigne Collegiata.


Era la mattina del giorno indicato quando il sottoscritto in compagnia del fratello minore Giovanni si recava al Casino di Campagna per prendere alcuni oggetti a decorare la ricorrenza Quinquennale dell\'Incoronazione della predetta Vergine SS. e l\'accesso nella propria Casa di Monsignor Francesco Mazzuoli Vescovo Settempedano il quale avrebbe Pontificato la messa nella solennità del giorno tredici, stabilito dalla Deputazione, della quale il sottoscritto stesso faceva parte. E fu in tal contingenza che avea lasciata al legno attaccata la cavalla cui si eran tolte le redini ed il morso e si era posta la cavezza, perciocché il trattenimento dovea esser breve.


La cavalla tuttoché mansueta e di corporatura non mediocre molestata da fastidiosissimo volatile nelle narici, ad un tratto quasi furibonda si da alla fuga ed accorso il sottoscritto in aiuto del fratello per liberar Lui da imminente ed evidente pericolo riceve un urto, stramazza in Terra, e nel momento che invoca il Venerando nome di Maria si trova fra i piedi della Bestia, che quasi intelligentemente a non volerlo offendere allarga le Zampe davanti e passando oltre, quasi sapendo di doverlo schiacciare coi piè gravissimi di dietro ne tiene per un poco sospeso quello che saria stato ferale, senza il Patrocinio dell\'invocata Madre del Buon Cuore, il quale non produce che una ferita nel labbro inferiore ed una contusione lungo la destra guancia, senza però che il Paziente perdesse la speranza di restar quasi incolume; e ad oltre tutto ciò si vede a passar sopra anche il legno, e senza perder la presenza di spirito, si alza ben tosto e torna in aiuto del fratello e poter riprendere la Bestia che furibonda si aggirava fra le pianure adiacenti alla Villa Giulia.


Dopo di che poté adempiere lo scopo della sua andata e se fu doloroso il farsi vedere, nel ritorno alla propria abitazione, cosparso di sangue e ferito alla Madre e Sorella ed a tutti della Famiglia, fu commovente il pensiero per la Maria SS. fosse preservato da un pericolo tanto funesto, e le lacrime che si sparsero anziché di dolore furon di riconoscenza. Siano grazie, benedizioni, e lodi perenni alla Preziosissima Madre del Buon Cuore, e i Presenti e gli Avvenire, imparino ancora una volta che mai è invocato invano il nome di Colei che ad un tempo è Madre di Dio e Madre degli Uomini…\".


Nonostante gli eventi anche Villa Mattei diventò un importante \"luogo dell\'amore\", seppur per una brevissima stagione. Infatti quando gli eredi Lucilli, allora proprietari, nel 1995 affittarono la villa, non potevano certo immaginare che i nuovi inquilini vi aprissero un club privé legato al tempo libero e soprattutto al piacere: \"l\'orchidea\", un locale a luci rosse dove si praticava lo scambio di coppia. Al locale vennero apposti i sigilli la notte dell\'8 dicembre 1996.








Questo è un articolo pubblicato il 07-08-2008 alle 01:01 sul giornale del 08 agosto 2008 - 5368 letture

In questo articolo si parla di macerata, gabor bonifazi, architetto





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