Giovanni Allevi incanta lo Sferisterio

2' di lettura 27/08/2008 -

Tutto esaurito ieri sera all\'arena Sferisterio per il concerto di Giovanni Allevi ed i Virtuosi Italiani



Il cielo trapunto di stelle come copertura, un pubblico appassionato che ha regalato applausi al termine di ogni brano suonato da Giovanni Allevi ed i Virtuosi Italiani: una grande serata quella di ieri allo Sferisterio gremito in platea ed in ogni ordine di palchi, per il concerto dello straordinario pianista ascolano.


Domenica sera, a casa sua, ad Ascoli è stato un trionfo con 2300 spettatori e ben cinque bis. A Macerata è stato lo stesso, un bagno di applausi e ben tre bis. L\'Evolution tour di Giovanni Allevi ha regalato emozioni a piene mani e melodie di intensa armonia. L\'inconfondibile cascata di riccioli , gli occhiali, in jeans e felpa nera, con scarpe da ginnastica, Allevi si presenta sul palco con grande semplicità ed una gestualità fanciullesca.


La serata si è aperta con alcuni brani che il musicista ha suonato da solo al piano, raccontando prima di ogni esecuzione, con voce sommessa e limpida, quasi da bambino, l\'origine di ogni canzone. La prima è stata \"Aria\", dedicata \"a quanti come me soffrono di ansia, per respirare\". Poi è stata la volta di \"Monolocale 730\", con il racconto di quando a 28 anni ha lasciato Ascoli, per andare a vivere a Milano ed inseguire il suo sogno di fare musica, mantenendosi come cameriere, \"con tante porte sbattute in faccia e palazzi irraggiungibili, ma una mattina un filo rosso di sole è entrato nella mia stanza e mi ha dato speranza\", ha detto. Un\'audizione a New York e si spalancano per il giovane musicista le porte degli States, è la sera di un concerto e lui è assalito dalla paura. \"Go with the flow\", gli dice un cameriere di Harlem, lascia che accada e la paura passa. \"Mi sono reso conto che la mia fragilità era la mia forza, ed è stato come tornare a respirare\", ha confessato, ed eccolo sentirsi più leggero, sensazioni tradotte in \"Back to life\".


La seconda parte della serata ha visto Allevi dirigere l\'orchestra dei Virtuosi Italiani, aprendo con la suite per orchestra \"Angelo Ribelle\", ispirata al visionario pittore ascolano Osvaldo Licini. Musiche scritte per aiutare \"il nostro angelo ribelle, spento dalla quotidianità a spiccare il volo\". La musica \"viene a trovarmi\" confessa Allevi ed ecco \"Prendimi\", un inno all\'amore in \"Come sei veramente\", un brano dedicato alla tragedia dei bambini di Beslam in Russia, e \"Trecento anelli\" ispirata da un pino che porta il suo nome, in \"una foresta dove Stradivari andava a cercare legno per i suoi violini\". Il pubblico forte chiede il bis, e lui non si fa pregare, concede altre tre canzoni. Poi le luci si spengono e la magia finisce. Ma non si spegne la sensazione di aver ascoltato un artista straordinario.








Questo è un articolo pubblicato il 27-08-2008 alle 01:01 sul giornale del 26 agosto 2008 - 760 letture

In questo articolo si parla di spettacoli, monia orazi





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