Sempre lo stesso problema: strade sempre più pericolose

strada crispiero castelraimondo| 5' di lettura 27/08/2008 - Le nostre strade di scorrimento sono diventate ormai troppo strette e spesso presentano tratti angusti ed insicuri a causa dei numerosi mezzi pesanti che si incrociano; la natura e la conformazione dei tracciati, inoltre, non consentono di apportare quel riequilibrio economico , sociale ed urbanistico, da sempre auspicato, tra la costa e l\'entroterra.

Ora sono le aziende che aspirano ad insediarsi o a trasferirsi nelle aree di maggior sviluppo industriale anche a costo di trovare poi altri problemi di natura sociale o di sicurezza, ora sono gli incidenti gravi dovuti all\'aumento del traffico e alla angustia del tracciato stradale a destare insicurezza ; non resta che registrare impotenti all\'avanzare di un disagio da tanti anni a questa parte avvertito e denunciato. A partire, per esempio, dai progetti della Provincia di Macerata e fatti propri dall\'ANAS degli anni \'60 e degli anni \'80, se sino ad oggi un passo in avanti si è fatto lo si deve solamente a quella idea benemerita della legge obbiettivo che ci consentirà ( se tutto proseguirà come da programma) di avanzare con un collegamento adeguato e sicuro oltre l\'appennino.


Per il resto tutto come prima con tante idee e proposte campate in aria come se fossimo perseguitati dalla iattura di superare la sfida dell\'inverosimile . Non si capisce perché a nessuno sino ad oggi è venuta l\'idea di immaginare se il traforo del Cornello avesse potuto servire a qualcuno se prima non si fosse provveduto ad adeguare ed a migliorare tutta la strada Settempedana; ma, a ben ragionare, per migliorare tale strada non sarebbe servito altro che creare a lato della stessa una banchina transitabile di poco più di un metro di larghezza che avrebbe permesso una più adeguata visibilità e sicurezza di guida e una migliore transitabilità e, soprattutto, delle più pratiche vie di fuga in caso di emergenza.


E\' pleonastico aggiungere che diverse inoltre sarebbero state le potenzialità economiche del nostro entroterra come dell\'entroterra Ascolano e Fermano se allo stesso modo della Settempedana avessimo già migliorato, gradatamente e nel tempo, la cingolana e così la Macerata-Sarnano- Amandola- Comunanza, per tacere delle altre strade di scorrimento come la Iesina che è diventata una strada ad ostacoli tanto è il traffico che vi si innesta e tanti sono i percoli e le insicurezze di guida che ti puoi trovare dietro ad ogni curva . Baipassare Sarnano o Amandola o Filottrano o per dire altra frazioncina non dovrebbe essere stato poi così complicato . Con il ritmo e le capacità che abbiamo di amministrare la cosa pubblica appare evidente che in Italia la politica non possa non costare : per le strade siamo sempre al palo nonostante le assemblee ed i convegni che costano e si susseguono a ritmo incessante da oltre quaranta anni . E per la ferrovia, che avrebbe una valenza strategica per attraversare la parte centrale della penisola se venisse migliorata, dobbiamo sperare che non venga smantellata evitando ai nostri trisavoli, i quali a forza di vanghe e picconi pensarono allora di realizzare qualcosa di importante anche per i posteri, l\'nsulto dei loro pronipoti.


Da più parti si ventila l\'idea di sopprimere le Provincie per risparmiare ma in realtà non si tratta che di una oziosa affermazione perché non si spiega poi come ciò possa avvenire ,in quali tempi e sulla base di quali strategie ma, se l\'utilità è quella che conosciamo, forse una ragione ci sarebbe anche. Di converso, per dirla tutta, si parla anche di federalismo fiscale o di altro di non così chiaro, senza neppure che ci si domandi se si renderà necessario poi riqualificare gli amministratori i quali non dovranno trovarsi solamente a gestire le uscite così come avviene oggi, ma anche a ragionare sulle capacità di spesa della propria Provincia o della propria Regione e come creare sinergie e risorse: si tratta di chiedere agli amministratori di essere dei manager e non dei politici per sagre e concerti e si tratta di avere ai vertici delle Pubbliche Amministrazioni dei quadri con alto e penetrante spessore culturale e manageriale; viene spontaneo chiedersi: ce la faranno i nostri eroi a superare le colonne di Ercole o dovremo rimanere al palo come sempre e con problemi più consistenti di prima ?


I temi in discussione sulla sicurezza delle strade Marchigiane come pure gli atri temi appena accennati possono tranquillamente estendersi ad altre regioni Italiane ricordando che in ogni angolo della nostra Penisola i problemi si risolvono solamente se prima si hanno chiari tutti gli elementi di fatto su cui ragionare e se si possiede un minimo di carica intuitiva.






Questo è un articolo pubblicato il 27-08-2008 alle 01:01 sul giornale del 28 agosto 2008 - 637 letture

In questo articolo si parla di attualità, macerata, strada crispiero castelraimondo, giuseppe pigliapoco