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Riflessioni sull\'articolo 1 della Costituzione

costituzione 5' di lettura 11/11/2008 - L\'Art. 1 della nostra Carta Costituzionale  recita : \" L\'Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro. La Sovranità appartiene al popolo che la esercita ... \"

Sin dagli anni dell\'Università ho nutrito perplessità , come credo altri studenti ,che fosse il lavoro il valore caratterizzante di una Repubblica democratica : il lavoro come la famiglia , infatti, costituiscono i cardini su cui si basa il consesso sociale eppertanto ogni Stato, sia esso fondato sui principi democratici o su sistemi totalitari, pur essendo diversi ovviamente gli aspetti riguardandi l\'esercizio delle libertà fondamentali, tendono in linea di principio a garantire quantomeno il lavoro e la famiglia .Anche il fascismo poneva tra i suoi principi il lavoro e la famiglia . I valori caratterizzanti, invece , di uno Stato Democratico sono , a mio parere , il rispetto, la condivisione, la concertazione ed il dialogo nonchè la dialettica politica ( e non la propaganda che è invece fatto costitutivo dei regimi totalitari ) che deve essere alla base del consenso popolare . A ciò dovrebbe aggiungersi certamente che la Sovranità appartiene al popolo ma bisognerebbe anche aggiungere che essa sovranità si esplica attraverso la rappresentanza parlamentare che , a sua volta, è soggetta ad un codice deontologico stabilito per legge .


Se provassimo a riscrivere l\'Art. 1 della Costituzione avremmo la seguente massima : \"L\'Italia è una Repubblica Democratica fondata sul rispetto tra i cittadini e verso le Istituzioni , nella condivisione , nella concertazione , nel dialogo e nella dialettica tra tutte le forze politiche e sociali. \"La Sovranità appartiene al popolo che si esplica attraverso la rappresentanza Parlamentare che , a sua volta , è soggetta ad un Codice Deontologico fissato dalla legge dello Stato \" Almeno a colpo d\'occhio,non vi è chi non veda che la nuova formulazione potrebbe essere più calzante per conseguire stadi superiori , rispetto all\'attualità , di una democrazia più vivibile e più matura e soprattutto , di una democrazia basata su regole ben precise di comportamento : forse si potrebbe aprire la strada non solamente per nuovi percorsi di civiltà ma anche verso un galateo condiviso della convivenza democratica da insegnarsi nelle scuole e da professarsi attraverso degli organismi partecipativi e nei partiti.



Le caste, gli sprechi , la corruzione agli alti livelli , gli atti di trrorismo e di sovversione , la strumentalizzazione degli apparati giudiziari e la menzogna organizzata e premeditata, utilizzati spesso come metodo di lotta politica, finirebbero per cozzare non solamente contro norme penali di natura ordinaria ma anche contro la stessa Costituzione. Il sistema sanzionatorio potrebbe scattare in modo più incisivo rispetto all\'attualità nel momento in cui il comportamento antidemocratico andasse ad infrangere i detti principi basilari della democrazia e quindi della convivenza . Ci sono crimini e crimini ; ma il crimine che va contro la sicurezza dei cittadini e dello Stato e verso le Istituzioni , verso il sano e corretto andamento della Pubblica Amministrazione o la tranquillità del vivere dei cittadini è il più grave che si possa immaginare perchè è diretto con premeditazione alla destabilizzazione e quindi all\'unico fine di superare la rappresentanza Parlamentare e creare ,con arbitrio e la forza della intimidazione e della menzogna, una nuova maggioranza.


Ricordiamo che Cesare Beccaria , che viene ricordato per quel giurista incline ad abolire la pena di morte, in realtà sosteneva che quando il crimine è volto ad incidere sulla stabilità delle Istituzioni e sulla sicurezza dei cittadini , deve essere punito con la pena di morte : ciò equivale a dire che gli atti di terrorismo con qualunque forma espressi anche con la menzogna ed il disprezzo verso le Istituzioni, per Cesare Beccaria dovrebbero essere puniti con la pena di morte ; ma per noi tutto ciò non vale perchè siamo anche capaci di portare i terroristi in Parlamento e all\'Università ed il disprezzo ed il cinismo costituiscono una regola di lotta politica per la conquista del potere.



I nostri Parlamentari debbono sottostare ad un codice deontologico perchè con la disinformazione organizzata e le gazzarre di piazza si è arrivati oramai a non capire più in quale democrazia viviamo o di quale sistema democratico parliamo . La nostra è stata sino ad ora una democrazia anomala perchè si è potuto inneggiare a tutto, anche alle ideologie caratterizzanti i regimi totalitari del XX secolo: ora che con il fascismo abbiamo chiuso e la Storia ha chiuso con altre aberranti ideologie che sono contro l\'uomo e le sue legittime aspirazioni, non si vede perchè non si debba fare un bel taglio con il passato: forse che non è venuto il momento di modificare anche la XII disposizione di attuazione della Carta Costituzionale come segue? : \" E\' vietata la organizzazione , sotto qualsiasi forma e sotto qualsiasi simbolo , di formazioni politiche di ispirazione totalitaria sia essa fascista sia essa di ispirazione all\'ideologia del marzismo-comunismo \". Forse è venuto il momento di chiudere realmente con il bullismo di gruppo del passato e di oggi e di guardare invece seriamente agli interessi del paese e quindi di tutti noi con una nuova visione e una nuova classe dirigente aperta allo spirito di condivisione di colleganza .


   

da Avv.Giuseppe Pigliapoco




Questo è un articolo pubblicato il 11-11-2008 alle 01:01 sul giornale del 11 novembre 2008 - 7024 letture

In questo articolo si parla di attualità, macerata, giuseppe pigliapoco

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