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Lo zafferano dell’alto maceratese su “Civiltà della tavola”

Zafferano 2' di lettura 15/11/2008 - In un recente numero del mensile \"Civiltà della tavola\" rivista dell\' \"Accademia Italiana della Cucina\" un interessante articolo firmato dal giornalista Ugo Bellesi reca il titolo \"Lo zafferano della Marca\" e tratta della recente scoperta che nell\'Alto Maceratese l\' \"habitat è particolarmente vocato per la coltivazione dello zafferano\" come dimostrano gli studi del Dipartimento di scienze ambientali (Sezione di botanica e di ecologia) dell\'Università di Camerino (con finanziamento del piano di sviluppo locale promosso dal GAL Sibilla di Camerino).

In parallelo agli studi scientifici la nota storica Emanuela Di Stefano (Università di Macerata), autrice di numerose ricerche storiche, \"andando a consultare documenti medievali presso archivi di Stato, fondi notarili e antichi epistolari - scrive Bellesi - ha scoperto un prezioso materiale che testimonia il grande valore che, nel Medioevo, aveva lo zafferano maceratese (su n 59 di \"Proposte e ricerche - Economia e società nella Storia dell\'Italia Centrale). Seguendo le rotte del mercante medievale Paoluccio di Maestro Paolo (carteggio epistolare) la storica Emanuela di Stefano ha scoperto che l\'intraprendente Paoluccio non solo controllava il mercato veneziano ma era anche un attivo fornitore di zafferano marchigiano nei mercati tedeschi e levantini.


\"Lo zafferano - sottolinea Bellesi - che attualmente siamo soliti impiegare solo in cucina, nel Medievo era utilizzato anche nella farmacopea, nella cosmetica, nella tintura dei tessuti, nella preparazione dei colori per dipingere e per la miniatura dei codici\".


Sono varie le località marchigiane che potevano vantare una buona produzione di zafferano \"così la Di Stefano - conclude il giornalista nell\'articolo che ha l\'onore delle prime pagine della rivista - ha scoperto che nel 1413 i \"guadagnatori o recuglituri\" di zafferano \"sia tenuti…de pagare libre cento de denari l\'anno. Inoltre in una delibera del Senato di Venezia del 1393 (custodita dall\'Archivio di stato della Serenissima) si parla della cattura di un brigantino e di quattro barche in navigazione verso Venezia, contenenti zafferano e altre merci (…) provenienti dal porto di Ascoli\".


   

da Michela Avi




Questo è un articolo pubblicato il 15-11-2008 alle 01:01 sul giornale del 15 novembre 2008 - 717 letture

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