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In mille a marciare per la pace tra Recanati e Loreto

3' di lettura 03/02/2009 - Nonostante il freddo pungente 1000 giovani non hanno rinunciato a partecipare alla 9^ edizione della Marcia Recanati - Loreto.

Tra testimonianze e canti nella basilica lauretana sono stati accolti da mons. Giuseppe Orlandoni e da don Vittorio Nozza, responsabile nazionale della Caritas, che ha incentrato il suo intervento sul messaggio per la pace di Papa Benedetto XVI: \"Combattere la povertà, costruire la pace\". A lui abbiamo domandato di dirci quale è il messaggio centrale del Papa per la pace?

\"Innanzitutto il fatto che il Papa evidenzia l\'importanza di essere attenti nei nostri territori e nel mondo alle nuove povertà di tipo materiale e di tipo immateriale, quindi a quella povertà che è generata da scarsità di risposte ai bisogni primari, ma anche ad una povertà di relazioni, di appartenenza, di senso e di bellezza della propria vita. Il secondo punto sottolineato da papa Benedetto XVI sta invece soprattutto nel fatto che determinati problemi del mondo (ad esempio la globalizzazione, la cooperazione, lo sviluppo, il disarmo) vanno affrontati, impegnando in modo particolare il mercato, lo Stato e le Istituzioni pubbliche (sia quelle nazionali che internazionali), ma anche con il coinvolgimento dell\'intera società, cioè di tutta la popolazione, perché ogni persona possa nel proprio piccolo contribuire a costruire un territorio ed una società sempre più attenta e più capace di favorire fraternità ed uguaglianza\".

Nell\'Enciclica \'Deus caritas est\' il Papa ribadisce che il programma del cristiano è possedere un cuore che vede. Cosa significa oggi queste parole per il cristiano?

\"Oggi vivere il messaggio di questa enciclica significa possedere la capacità di cogliere il bisogno all\'interno dei nostri territori e diventare uomini e donne capaci di ascolto e di osservazione; capaci di dire prossimità e quindi farsi carico concretamente delle situazioni di bisogno e nello stesso tempo anche operare perché sempre più persone siano coinvolte in questa storia di fraternità e di solidarietà. Avere un cuore che vede significa accorgersi del bisogno e là dove ci accorgiamo della presenza del bisogno non si può passare oltre, ma occorre esserci per cercare di contribuire a risolvere questo tipo di situazione\".

A proposito di prossimità. L\'ultimo rapporto Caritas-Zancan dice che in Italia ci sono sempre più poveri, non solo materialmente: cosa significa per il nostro stato di benessere?

\"Per l\'Italia vuol maggior convinzione nell\'investimento dei servizi sociali. Nella misura in cui il territorio è ricco di risposte sociali ai bisogni delle persone, sempre più solidarietà e soprattutto sempre più sicurezza ci saranno per le persone sole; vuol dire che in pratica ogni persona è chiamata, diremmo così, a ripensare ai propri stili di vita ed alle proprie scelte, perché sempre più ci siano una sobrietà ed una essenzialità di vita in modo che tutto questo possa tornare di vantaggio anche a chi invece è nella difficoltà. Da una parte risposte sociali ai bisogni delle persone; dall\'altra una maggior sobrietà nel nostro modo di vivere, perché a volte certe scelte sono al di sopra delle nostre possibilità\".


   

da Simone Baroncia






Questo è un articolo pubblicato il 03-02-2009 alle 01:01 sul giornale del 02 febbraio 2009 - 847 letture

In questo articolo si parla di attualità, simone baroncia


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