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Vietato l\'accesso al Monte Bove per proteggere i camosci

2' di lettura 03/02/2009 -

Con decreto del direttore del 28 gennaio sono entrate in vigore le disposizioni per la tutela della piccola popolazione di camoscio reintrodotta nei Sibillini lo scorso autunno.



Disposizioni che si protrarranno fino al 31 marzo: fatte salve le esigenze di sicurezza pubblica e di monitoraggio svolte dal Parco, sarà quindi vietato l\'accesso in una limitata area, prevalentemente rupestre, del M. Bove. La planimetria della zona è disponibile nella sezione dedicata al camoscio del sito del Parco (www.sibillini.net) ed è indicata anche nei cartelli informativi che il Corpo Forestale dello Stato sta provvedendo ad apporre all\'inizio dei principali sentieri di accesso all\'area.


Una misura urgente, pur se temporanea, che il Parco ha dovuto emanare in attuazione al Piano di idoneità del Camoscio Appenninico - adottato nell\'ambito del Progetto Life Natura - e al Piano d\'Azione Nazionale per la Conservazione del Camoscio Appenninico.


Il provvedimento - richiesto anche dal Ministero dell\'Ambiente nell\'incontro sulla conservazione del camoscio appenninico che si è tenuto a Visso il 21 gennaio scorso - si è reso necessario in seguito all\'intervento di soccorso portato a due alpinisti, intervento che fortunatamente si è concluso nel migliore dei modi. Tuttavia, va ricordato che il sorvolo con l\'elicottero di un\'area frequentata da camosci rappresenta un fortissimo elemento di disturbo: può causare la completa dispersione degli animali e - in un ambiente per loro sostanzialmente ancora sconosciuto, come sono appunto i Sibillini - questo comporterebbe, di fatto, la loro morte.


L\'inevitabile intervento dell\'elicottero ha, quindi, rischiato seriamente di compromettere i risultati di quello che è stato considerato uno dei progetti di reintroduzione più importanti d\'Europa vista l\'importanza della specie, considerata di prioritario interesse comunitario e unica entità faunistica italiana elencata fra le quelle minacciate di estinzione dall\'Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN).


Va sottolineato che la presenza stabile del camoscio nei Sibillini potrà rappresentare, nel breve-medio periodo, una nuova e reale occasione per valorizzare il territorio, non solo dal punto di vista ambientale ma anche in termini turistico-economici.


Contestualmente all\'uscita del decreto, il Parco sta lavorando per organizzare, in tempi brevi, un incontro che coinvolgerà i rappresentanti del mondo dell\'alpinismo e dell\'escursionismo per illustrare loro l\'importanza del progetto e per organizzare un tavolo tecnico. Lo scopo è definire, in modo congiunto, le modalità di fruizione non solo delle aree critiche per il camoscio ma anche degli ambiti tutelati ai sensi delle misure di conservazione approvate dalle Regioni per i Siti d\'Importanza Comunitaria (SIC) e le Zone di Protezione Speciale (ZPS) in attuazione della direttiva comunitaria 79/409/CEE.








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 03-02-2009 alle 01:01 sul giornale del 02 febbraio 2009 - 747 letture

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