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Tolentino: Cesanelli ha raccontato il 68

daniele bossari e cesanelli 3' di lettura 03/02/2009 - Il 21 gennaio 1968 uscì negli Stati Uniti una colonna sonora che era più che un semplice commento a un film: era il soundtrack del Laureato, firmato da Simon and Garfunkel, le canzoni che sarebbero diventate leggendarie - Mrs. Robinson, The sound of silence - accanto della vicenda di un personaggio solitario e senza direzione interpretato da Dustin Hoffman che nulla aveva a che vedere con la gioia e lo stare insieme creativo dell\'era hippy.

Si dice comunemente che l\'era della controcultura californiana sarebbe ufficialmente morta l\'anno dopo con i festival di Woodstock, che ne avrebbe sancito la deriva commerciale, ma nel 1968 l\'orizzonte musicale negli Usa e in Gran Bretagna inizia drasticamente a cambiare, con la maturazione in senso rock di molti artisti, e l\'emergere di umori e sonorità che poi avrebbe caratterizzato tutti gli anni Settanta, fino alla deflagrazione del punk. Se negli USA la protesta aveva prodotto un livello di alta qualità musicale, anche in Italia la canzone di protesta e di impegno sociale faceva il suo \'capolino\' con \'Contessa\' di Paolo Pietrangeli. A queste canzoni, forse dimenticate, a Tolentino ha dato vita lo spettacolo \'68: Protestar cantando\'. Uno spettacolo ideata da Piero Cesanelli, che con \'La Compagnia\' si è esibito a Tolentino. Chiediamo all\'ideatore: in questo periodo sessantottino quale ruolo ha svolto la canzone?

\"E\' stata veramente, senza essere retorico, la colonna sonora di quegli anni, nel senso che ha sottolineato i momenti più emozionanti, vissuti da una popolazione non solo giovanile. La canzone ha sottolineato un anno che ha accelerato il suo corso nella storia\".

Si può dire che nel panorama italiano la canzone impegnata è stata sempre \'di nicchia\' rispetto alla canzone melodica?

\"Diciamo che nel \'68 ha trovato uno spazio non solo la canzone dei cantautori, che si stavano affermando, ma oltre la canzone popolare che non dobbiamo mai disprezzare, in quanto ha sottolineato i momenti più belli di tante persone, ha trovato spazio anche la canzone politica, che fino a quel momento non esisteva\".

Nel \'68 emerge la scuola genovese, che impone all\'attenzione del pubblico cantautori quali De Andrè, Tenco, Lauzi, Paoli: \"In verità la scuola genovese era emersa alcuni anni prima. La diffusione maggiore si è avuta nel \'68. In quegli anni nasceva musicalmente anche Francesco Guccini; De Andrè otteneva il primo posto nella classifica italiana dei dischi più venduti con il long playng, \'Tutti morimmo a stento\'. Insomma, c\'era una affermazione della canzone d\'autore, popolare ed anche della canzone politica. La canzone era una protagonista di quegli anni\".

Però imperava sempre il Festival della Canzone di Sanremo, che anche in quegli anni non mostrava segni di decadenza?

\"Sanremo diventava anche un fatto di costume; ora è solo un fatto televisivo. Occorre dire che in quegli anni Sanremo ospitava anche grandi personaggi internazionali. Ricordo che Sanremo ospitava Steve Wonder o Diane Warwich, addirittura Louis Armstrong. La canzone italiana riusciva a catturare questi grandi personaggi\".

Musicultura è figlia un po\' del \'68?

\"Musicultura non lo so; ma io ero vivo ed operante in quegli anni ed ho vissuto il Sessantotto. Come filosofia, Musicultura ha rispettato soprattutto il coraggio di andare ad individuare giovani proposte, che in qualche modo devono affacciarsi nel mondo discografico, quando questo mondo non si accorge di loro\"


   

da Simone Baroncia




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 03-02-2009 alle 01:01 sul giornale del 03 febbraio 2009 - 698 letture

In questo articolo si parla di spettacoli, simone baroncia


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