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Tolentino: le \'Ragazze\', secondo Lella Costa

3' di lettura 03/02/2009 - Il debutto in anteprima è avvenuto sabato 31 gennaio a Modena e domenica 1 febbraio Lella Costa ha portato a Tolentino le sue \'Ragazze\', uno spettacolo che, partendo dal mito greco di Orfeo ed Euridice, ha raccontato il pensiero delle donne, partendo da un\'intuizione di Italo Calvino: Nelle lande scoperchiate del fuori: \"Da Calvino, afferma Lella Costa, ha cominciato a prender forma questo nuovo spettacolo.

Da quella sua Euridice \'altra\', che sotto lo sguardo protettivo e vagamente ottuso di un uomo assai potente -un dio, nientemeno, che proprio non se ne fa una ragione, si ostina a voler abbandonare la sicurezza di una casa per avventurarsi nelle lande desolate del fuori\".


Ma oggi chi sono queste ragazze?

\"Le ragazze sono le donne di oggi, forse quelle di domani e sicuramente quelle di ieri. Mi sembrava che ci fosse un\'urgenza di fare uno spettacolo sul femminile, ma al contempo fosse una spettacolo sulla contemporaneità e non sempre sull\'attualità, cioè sulle piccole beghe. Non so se ci sono riuscita, ma sicuramente quello che mi sento dire in queste prime repliche (lo spettacolo è andato in scena a Modena in anteprima nazionale) dalle donne, e non solo, che ce ne era bisogno in questo momento. Spero di aver aperto un canale di comunicazione, magari anche di riflessione. Spero che questo spettacolo serva a qualcosa\".


Una contemporaneità che parte dal mito di Euridice ed Orfeo?

\"Esattamente! Infatti lo spettacolo si concentra sul mito di Orfeo ed Euridice, che è stato descritto fino ad oggi, perché contiene alcuni elementi straordinari. E\' una grande storia di amore; è una grande storia di lutto, di domande e di gesti di cui non sappiamo spiegarci il motivo. E\' una storia che appartiene a tutte le donne e contiene temi molto forti del maschile e del femminile. E\' proprio così! Infatti nel finale cito i canti di Chattley in cui gli aborigeni sostengono che per fare esistere la terra bisogna cantarla; bisogna cantare il nome di tutto quello che c\'è. Ed io credo che questo oggi sia molto importante: la consapevolezza della relazione con le cose, oltrechè con le persone\".


Il sottotitolo dello spettacolo recita: \'Nelle lande scoperchiate del fuori\': \"Uno dei folgorati del mito di Orfeo ed Euridice è Italo Calvino, un autore che io amo sfrenatamente. In questa sua \'altra Euridice\', da cui ho preso lo spunto per dare il punto di vista di Ade (il dio degli inferi, ndr), che racconta la sua Euridice, che era una che voleva volare per andare al centro della terra. Le lande scoperchiate del fuori è come dall\'interno della terra si descriva il mondo esterno. Penso che sia una bellissima metafora dell\'andare delle donne nel mondo, che è molto più recente ed è sempre qualcosa in cui non hai protezione; non hai un percorso segnato. Sei sempre in qualche modo persa, ma ci tocca sempre farlo per fuggire a qualche forma di controllo, magari fatto nel più puro e infinito amore; ma è molto complicato l\'andare delle donne. E\' un andare incerto; è un andare combattivo e sofferto. Credo che questa sia un\'immagine meravigliosa\".


   

da Simone Baroncia




Questo è un articolo pubblicato il 03-02-2009 alle 01:01 sul giornale del 03 febbraio 2009 - 664 letture

In questo articolo si parla di spettacoli, simone baroncia


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