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Treia: ricordate le vittime delle Foibe

Foibe 2' di lettura 03/02/2009 - Sabato la \"Giornata del ricordo\" a Treia: le vittime delle foibe ricordate nel corso di un dibattito con la presenza di importanti relatori.

Dopo i lunghi anni dell\'oblio le vittime delle foibe ed il tragico esodo delle popolazioni giuliano-dalmate di origine italiana in fuga dalla Jugoslavia titoista sono argomenti tornati di attualità anche grazie al \"Giorno del ricordo\" che la Repubblica ha riconosciuto nel 10 Febbraio. Come noto migliaia di cittadini italiani, soprattutto dell\'Istria e della Dalmazia sono stati massacrati e gettati in inghiottitoi di natura carsica localmente denominati foibe ed i loro cadaveri rinvenuti a decenni di distanza. Difficile stabilire poi con esattezza quanti hanno abbandonato le loro case: statistiche precise non sono mai state elaborate ma, con sufficiente approssimazione, si può dire che circa 300mila nostri connazionali sono stati \"spinti\" all\'esodo. Non solo: la loro accoglienza nella MadrePatria non fu sempre benevola complici assurde ideologie che d\'altronde per decenni hanno contribuito a far cadere nel dimenticatoio questa tragedia senza contare che molti esuli erano schiettamente antifascisti e la loro discriminazione è stata profondamente ingiusta.


La memoria degli avvenimenti rimase, per lustri, per lo più ristretta nell\'ambito degli esuli e di commemorazioni locali (d\'altronde forse non si volevano pregiudicare i rapporti con lo stato slavo che nel frattempo, era il 1948, aveva \"rotto\" con l\'Unione Sovietica di Stalin): invece ora si cerca di ristabilire la verità, senza esasperazioni politiche ma per fare luce su un periodo sicuramente cruciale per la nostra storia. Anche per questo l\'Assessorato alla Cultura del Comune di Treia ha organizzato per sabato prossimo dalle 17, presso la Sala Consiliare del Palazzo di Città, un incontro al fine di far conoscere queste vicende. Grazie alla collaborazione con l\'Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, che ha condiviso e patrocinato l\'iniziativa, ha dato la sua adesione uno dei più importanti esperti in materia il Prof. Giuseppe Parlato, dicente di storia contemporanea e rettore della libera Università San Pio V di Roma. Inoltre interverrà Massimo Greco, assessore alla cultura del Comune di Trieste, in rappresentanza cioè del territorio che maggiormente ha sofferto le vicende del cosiddetto fronte orientale e che ha visto solo nel 1954 la definitiva e tardiva annessione all\'Italia.


Il capoluogo giuliano poi fu letteralmente \"mutilato\" dell\'allora denominata \"Zona B\", l\'immediato entroterra cioè comprendente le città, tra le altre, di Capodistria e Pirano. In realtà insomma fu una \"pulizia etnica\" che eliminò, in quelle zone, la presenza italiana ma anche, particolare spesso trascurato, altre comunità come quelle romanze e morlacche che avevano convissuto pacificamente sino al Congresso di Vienna. Quello che avvenne quindi fu essenzialmente dovuto all\'esasperazione del concetto di nazionalismo: lo stesso in sostanza che portò poi ai milioni di morti ed alla distruzioni della Seconda Guerra Mondiale e le cui ferite non sono ancora del tutto rimarginate.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 03-02-2009 alle 01:01 sul giornale del 03 febbraio 2009 - 605 letture

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