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Province: statalisti e federalisti

provincia pu 1' di lettura 04/02/2009 - Riflessioni e proposte intorno all\'istituzione Provincia

Nell’attesa che venga recepita la provocazione incostituzionale di abrogare le province, lanciata l’anno scorso da Fini a Ballarò, ripresa da Libero con tanto di sottoscrizione, manifestata da altri nostalgici del centralismo democratico tra cui Casini e Forbice, ed ora ripresa dal movimento di imprenditori veneti capitanati dalla Salomon e Calearo “non serve non voto”, si potrebbe almeno ridurre da subito il numero dei consiglieri provinciali.


Infatti, visto che il numero dei consiglieri di questo ente intermedio viene calcolato su soglie di abitanti (Dlgs 267/2000), suggerisco che il calcolo dei rappresentanti venga effettuato sulla base degli aventi diritto al voto: sarà sufficiente modificare qualche comma del \"Testo unico delle leggi sull\'ordinamento degli enti locali\". A Macerata ad esempio, quando la provincia ha superato la soglia dei trecentomila abitanti, gli scranni sono passati da ventiquattro a trenta. Non è stata percepita l’utilità.


Si potrebbe altresì ridurre le competenze, soprattutto quelle legate alla delicata questione urbanistica. Le stesse norme del Testo unico potrebbero essere riviste per quanto riguarda i consiglieri comunali. Sugli scranni del consiglio comunale di Macerata, città di appena 43.000 ab., in quanto comune capoluogo siedono ben quaranta consiglieri! Comunque sono convinto che prima delle province si debbano abolire prefetture, prefetti e segretari comunali. Istituzioni e figure di stampo napoleonico.


   

da Gabor Bonifazi
architetto




Questo è un articolo pubblicato il 04-02-2009 alle 01:01 sul giornale del 04 febbraio 2009 - 620 letture

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