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Federalismo o minifederalismo? Si interroga l\'avv. Pigliapoco

macerata 5' di lettura 05/02/2009 - Il partito della LEGA NORD strombazza da anni la parola \'federalismo \' ma con una scarsa cognizione di causa sul suo significato, perchè in Italia non è possibile immaginare l\'unione di Regioni-Stato federate e tantomeno immaginare che un tal federalismo si possa realizzare sul piano fiscale senza incorrere in una ideozia in termini tecnico giuridici .

Si può invece rivedere la distribuzione delle competenze e delle funzioni tra Stato, Regioni , Provincie e Comuni e ,alla luce della esperienza maturate dopo le ultime riforme degli Enti Locali , si può rivedere la distribuzione delle funzioni tra il ceto politico e la struttura tecnica degli Enti (dove è successo di tutto e di più) al fine di giungere ad una migliore e più efficiente gestione delle risorse . Abolire poi le Provincie, come da più parti si auspica, non sembra possibile nell\'immediato ; per non dire che non si sa ancora come ridistribuire le sue funzioni senza creare il caos . Non è immaginabile , infatti, che in poche battute di legge si possa mutare pezzi di un sistema : ogni progetto che si rispetti, in ogni ambito, richiede degli studi articolati e che si arrivi al cambiamento per tappe . Per il nostro ragionamento prendiamo le mosse , invece, dal problema di fondo che ha scatenato il dibattito sul sedicente Federalismo: si ravvisa necessario evitare che il prelievo fiscale effettuato in periferia rimpingui le casse dello Stato per poi essere da qui ridistribuito in ordine sparso e senza valide ligiche di controllo alla periferia .


Il problema che la Lega NORD pone è serio . Non vi è chi non veda che il metodo sino ad oggi usato, così come deresponabilizza le scelte ( o per non parlare delle pretese ) del ceto politico, non galvanizza affatto il tecnico o il manager pubblico verso le migliori soluzioni, con un danno incalcolabile per la collettività . Ma non si possono in un sol colpo effettuare passi da gigante verso il cambiamento se non a rischio di raggiungere effetti ancora più devastanti . Si potrebbe certamente abolire degli organismi intermedi tra Provincia e Comuni che sono ormai niente più che superfetazioni della democrazia, così come si potrebbe ridimensionare il costo della rappresentanza politica negli Enti Locali : costituisce una necessità ritornare a parametrare con rigore i criteri ed i concetti di spesa anche con la eliminazione di funzioni che, per esempio, vengono svolte sempre più fuori dall\'ambito territoriale dell\'Ente.


Il Cambiamento \'con il federalismo\'potrebbe iniziare, per esempio, con il ritorno ad un nuovo regime di controllo della legittimità degli atti amministrativi . Una volta fissati i nuovi criteri ed i nuovi parametri di spesa, è necessario che si ritorni ad un controllo di legittimità più penetrante ed efficiente. Oggi ,nel più assoluto silenzio, è possibile che in ogni Ente Locale si consumino le più inaudite ingiustizie o, se vogliamo,le più intollerabili nefandezze , a fronte delle quali il singolo o la collettività difficilmente riescono a trovare dei rimedi . L\'altro tema che si potrebbe affrontare da subito potrebbe essere quello di una nuova e più dinamica gestione delle risorse destinate alla sanità . Non che non vengano esse risorse utilmente gestite già ora , ma per restare nel tema della innovazione che stiamo trattando, appare evidente che si possono armonizzare le funzioni delle attuali ASL in un contesto Provinciale .


Sarebbe opportuno concepire, al riguardo della materia sanitaria in ambito Provinciale, un nuovo criterio di prelievo fiscale per arrivare ad una gestione delle risorse più armonica e alla creazione di quelle eccellenze che ogni territorio provinciale potrebbe esprimere . Le risorse umane, con rigurardo, sia al personale sanitario, sia al personale amministrativo e dirigenziale, potrebbero essere maggiormente gratificate creando una concorrenza in positivo ed una collaborazione in positivo con altre risorse umane di altre Provincie . Non è affatto escluso che in un tale ambito non possano realizzarsi maggiori sinergie anche con la sanità privata . La responsabilizzazione e lo spirito di apparteneza non possono realizzarsi senza quella gratificazione che deriva dalle creatività e dalle collaborazioni che potrebbero essere messe in atto . Solo in tal modo la spesa e le nuove iniziative potrebbero essere calibrate in funzione delle risorse del territorio .


E\' finita la polemica sulla chiusura degli Ospedali di zona ? Se il problema viene visto in una ottica di globalizzazione delle risorse e delle necessità sanitarie , si finisce per sfuggire dalla analisi delle concrete esigenze del territorio, senza considerare la penalizzazione per le nuove iniziative ; ma quando il manager sanitario ha coscienza invece di ciò che chiede al suo cittadino in termini di tasse, questi è in grado poi di regolare le sue scelte sul migliore utilizzo del gettito anche in previsione della creazione di risorse autonome dalla tassazione . E\' chiaro ? Abbiamo i manager sanitari in grado di manovrare nel nuovo quadro della situazione ? Forse si . Ma quanti ne occereranno di manager speciali per tutto il resto dei cambiamenti del sedicente federalismo ; e qui nasce qualche problema . E\' meglio andare per gradi o no .


   

da Avv.Giuseppe Pigliapoco




Questo è un articolo pubblicato il 05-02-2009 alle 01:01 sul giornale del 05 febbraio 2009 - 775 letture

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