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Pollenza: Lunetta Savino in \'Casa di bambola - l\'altra Nora\'

lunetta savino 2' di lettura 07/02/2009 - La produzione del Teatro Stabile delle Marche in tournèe in 40 città italiane. 60.000 gli spettatori registrati finora dallo spettacolo Casa di Bambola – l’altra Nora, prodotto dal Teatro Stabile delle Marche, tratto dal capolavoro di Henrik Ibsen con la regia di Leo Muscato e protagonista Lunetta Savino che torna nelle Marche sabato 7 febbraio alle ore 21,15 al Teatro Comunale Giuseppe Verdi di Pollenza.

Lo spettacolo, prodotto dal Teatro Stabile delle Marche e Leart’ Teatro, sta affrontando quest’anno una tournèe, che prosegue fino a marzo, di oltre 40 città; tra qualche giorno arriverà anche in teatri prestigiosi e città importanti come: il Rossetti di Trieste, la Pergola di Firenze, il Valle di Roma. Lunetta Savino interpreta il ruolo di Nora la protagonista, al suo fianco una compagnia eccellente formata da: Paolo Bessegato, Riccardo Zinna, Salvatore Landolina, Carlina Torta e Rei Ota; le scene sono di Antonio Panzuto, i costumi di Federica Sala, le luci di Alessandro Verazzi. La messinscena di Casa Di Bambola - l’altra Nora è la seconda tappa del progetto ri-scritture di Leo Muscato, già iniziato con Romeo & Giulietta - nati sotto contraria stella e conclusosi con Gabbiano - il volo (prodotto dal Teatro Stabile delle Marche e da Leart’Teatro).



Quando scrisse Casa di bambola Ibsen ambientò la vicenda nel suo mondo contemporaneo. I personaggi rappresentati in palcoscenico erano membri della piccola borghesia, quindi appartenenti allo stesso stato sociale degli spettatori seduti in platea nÈ eroi, nÈ eroine solo uomini e donne immersi nelle proprie miserie quotidiane, ma sempre attenti ad apparire migliori di quelli che si era, cercando di omologarsi ai dettami che “la società” imponeva. L’opera scandalizzò enormemente: per la prima volta la famiglia veniva presentata come una condanna quotidiana; e la religione, come un palliativo per gli stupidi. Tutte le sovrastrutture venivano abbattute e la borghesia veniva messa a nudo, costretta a giustificarsi, a esporsi. Questa messa in scena intende salvaguardare il “rapporto di vicinanza” fra i protagonisti della storia e coloro che la guardano. Per questo che la vicenda è ambientata nella nostra contemporaneità. Il linguaggio è epurato da ogni stilema ottocentesco e dal testo sono stati eliminati tutti i riferimenti spazio temporali che potevano rimandare ad un tempo e un luogo più o meno remoti.



Lo spettatore si ritroverà proiettato in un inferno domestico vicino alla nostra cronaca quotidiana. Per il resto, la storia di Ibsen rimane immutata. Lo spettacolo ha debuttato l’8 novembre al Teatro Nuovo di Spoleto (PG).






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 07-02-2009 alle 01:01 sul giornale del 07 febbraio 2009 - 994 letture

In questo articolo si parla di teatro, spettacoli, teatro stabile delle marche


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