contatore accessi free

Musicultura, i risultati delle prime due serate

6' di lettura 09/02/2009 - Beppe Donadio, Le Core, Marco Fabi, Mannarino e Claudia Angelucci hanno aperto le Audizioni Live di Musicultura 2009, il 6 febbraio, Teatro Filarmonica di Macerata Premio Sisme per la Miglior Interpretazione della serata a Le Core

Nella seconda serata, al genovese Paolo Agnello il Premio Sisme per la migliore interpretazione, consegnato da Giorgio Bulgarelli del locale romano The Place



Prima serata

Accesi i riflettori e aperto il sipario, sono iniziate a tutti gli effetti le Audizioni Live di Musicultura 2009. Per la prima serata tanta è stata la partecipazione di pubblico, sia in sala, al Teatro della Società Filarmonico Drammatica di Macera, che sulla web tv del sito di Musicultura, che ha accolto così, calorosamente, i primi artisti in gara. Nell\'ordine: Beppe Donadio (Botticino Sera - Bs), Le Core (Gubbio - Pg), Marco Fabi (Roma), Mannarino (Roma) e Claudia Angelucci (Roma).



Il bresciano Beppe Donadio (Botticino Sera - Bs), al pianoforte ha delineato uno scorcio della sua città, in cui non c\'è il mare ad ispirarlo, ma altre suggestioni che lo aiutano a rendere Brescia ugualmente interessante. Poi con l\'aiuto del suo gruppo ha esordito con pezzi più jazz in un crescendo di ritmo e sonorità.



La seconda esibizione, quella del Le Core (Gubbio - Pg), ha incantato il pubblico grazie al talento delle quattro voci femminili, che, accompagnate da quattro musicisti, hanno offerto una esibizione corale di grande livello e suggestione, fatta di sound folk e tanta raffinatezza, proveniente da un\'ottima formazione classica.



E\' stata poi la volta della scrittura intimistica e composta del romano Marco Fabi (Roma), che ha parlato di sentimenti veri e a volte tormentati, proponendo pezzi del suo nuovo repertorio, che presto prenderanno forma in un disco presto in uscita.



Lo ha seguito un altro romano in gara, Mandarino (Roma), che ha manifestato da subito le caratteristiche tipiche di un personaggio carismatico. Già l\'uso del dialetto romanesco per i suoi testi ha attirato l\'attenzione del pubblico in sala, che ha potuto godere di storie di tutti i giorni raccontate però con grande carica espressiva, dichiaramene ispirata a personaggi come Vasco Pratolini e al teatro di Gigi Proietti .



Ha chiuso la serata, la giovanissima Claudia Angelucci (Roma), anch\'essa romana, molto giovane ma con una forte personalità, che, a quanto afferma lei, talvolta la porta ad eccedere nei sentimenti. Ieri sera però tutta la sua carica emotiva è servita a darle lo sprint giusto per esibirsi con grinta e professionalità.



Alla fine il premio Sisme, che omaggia la migliore interpretazione della serata, è andato a Le Core, riconoscendo alle quattro splendide voci di Gubbio l\'alta qualità del loro progetto di gruppo corale. Claudia Fofi, portavoce del gruppo: \"Certamente siamo contentissime di aver già ricevuto questo riconoscimento! Certo, noi siamo quattro, ora sarà difficile capire come dividerci il microfono! E\' un bel portafortuna, speriamo che sia di buon auspicio per la prosecuzione delle selezioni\".

Seconda serata

Sabato 7 febbraio, sono saliti sul palco della Filarmonica: Hellosocrate (Civitavecchia - Rm), Paolo Agnello (Genova), Paolo Pallante (Tivoli - Rm) e i Coram Populo (Torano Castello - Cs). Purtroppo è saltata l\'esibizione di Erene (Torino), prevista per ieri, perché la cantautrice torinese, che da tempo vive a New York, ha avuto problemi con il rinnovo del visto e non è potuta rientrare in tempo per le audizioni. La notizia è stata annunciata da Ezio Nannipieri, nel corso della serata, mostrando tutto il rammarico dell\'associazione per questo inconveniente.


L\'esibizione dei giovani Hellosocrate (Civitavecchia - Rm) è stata caratterizzata da testi di natura sentimentale, perché \"sono i sentimenti\" - ha spiegato uno dei cantanti del gruppo - \"che permettono agli ascoltatori di porsi le domande. Ciò che abbiamo in comune noi del gruppo\" - continua - \"non è il modo di essere artisti, quanto il nostro comune modo di interpretare la morte di Socrate come l\'evento più artistico di sempre\". Ironico il cantante quando nel presentare la loro canzone \"Zero\" ha precisato che è lui a scrivere testi ma è sua madre che poi pensa ai titoli.



Il secondo ad esibirsi è stato Paolo Agnello (Genova) che ha iniziato la sua performance, fatta di testi di grande spessore artistico ed umano, di arrangiamenti nuovi, non ascrivibili a nessun genere in particolare, ma soprattutto fatta di una carica espressiva che non ha lasciato indifferente il pubblico in sala. Con il suo modo un po\' distaccato e schivo, ha invece scaldato il cuore degli spettatori.


L\'altro laziale in gara, Paolo Pallante (Tivoli - Rm), si è esibito per terzo e si è guadagnato subito la simpatia degli spettatori. L\'ironia è la costante dei brani di ieri sera, come lo stesso Paolo ha dichiarato, tranne che dell\'ultimo pezzo, più serio, che racconta quanto sia difficile avere delle idee e difenderle. La formazione scelta per la serata ha rivelato subito la matrice jazz dei pezzi proposti, che però l\'artista romano si diverte a vestire con una struttura canzone più libera, producendo risultati senza dubbio inconsueti. \"Amo la chitarra, perché è lo strumento con cui sono cresciuto artisticamente\" - ha confessato Paolo alla giuria - \"e mi diverte inserirne le sonorità anche su pezzi jazz. E poi di solito mi esibisco da solo e la chitarra è la mia fedele compagna\".



I Coram Populo (Torano castello - Cs) sono stati gli ultimi ad esibirsi e appena sono saliti sul palco hanno portato subito una ventata di folklore e di voglia di ballare. Tutti e tre i pezzi eseguiti, tra cui una serenata d\'amore in dialetto calabrese, hanno infatti coinvolto il pubblico in sala sia emotivamente che fisicamente: quando il front man del gruppo, per introdurre la loro terza canzone, ha invitato tutti al ballo, perché: \"ballare mette buon sangue\", gli spettatori, non potendo rispondere per limiti di spazio, non hanno comunque resistito al ritmo travolgente e lo hanno accompagnato tamburellando le gambe sul posto. Il gruppo, che ha come nume tutelare Fabrizio De Andrè e con lui Mauro Pagani, pur avendo la sua matrice nel folklore tradizionale è in grado di aprirsi a influenze cantautorali, ottenendo un sound innovativo e affascinante. Una curiosità non sfuggita alla giuria, una chitarra battente a 6 corde fatta costruire apposta con un legno speciale per ottenere un calore migliore.




A fine serata il Premio Sisme, un microfono Shure Sm58, per la migliore interpretazione è andato a Paolo Agnello. A consegnarlo con grande emozione e competenza un amico di Musicultura, Giorgio Bulgarelli, esperto di performance dal vivo e organizzatore degli eventi live del The Place, locale romano di grande rilievo in ambito musicale. Giorgio Bulgarelli ha ringraziato l\'associazione di avergli dato l\'opportunità di salire sul palco della Filarmonica, si è complimentato con il vincitore del premio, Paolo Agnello e si è dichiarato fiero del connubio nato tra Musicultura e The Place. \"Molti\" - queste sono le sue parole - \"degli artisti passati a Musicultura sono approdati poi al The Place e molti frequentatori del locale romano hanno poi voluto partecipare al concorso di Musicultura. Un rapporto nato per affinità di obiettivi e pronto a consolidarsi nel futuro, all\'insegna sempre della musica di qualità\"








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 09-02-2009 alle 22:39 sul giornale del 09 febbraio 2009 - 895 letture

In questo articolo si parla di macerata, spettacoli, musicultura, musicultura festival


logoEV
logoEV