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Musicultura: premio Sisme del 10 febbraio a Carmine Torchia

6' di lettura 13/02/2009 - Il pubblico da casa ha seguito le performance degli artisti in gara sulla web tv di Musicultura in onda sul sito www.musicultura.it commentandole nella chat con la blogger Alessandra Carnevali di Festival.Blogosfere.it

Le Audizioni Live hanno percorso metà del tragitto che porterà alla proclamazione dei 16 finalisti, che arriverà probabilmente a marzo.


Musicultura, l\'autorevole concorso che nei suoi venti anni di storia ha premiato artisti come Simone Cristicchi, Povia, Momo, Gian Maria Testa, Pier Cortese, Pacifico, Amalia Grè, Patrizia Laquidara, Giua, Ricky Maffoni, Folco Orselli, Avion Travel, Max Manfredi e tanti altri, ha compiuto dunque il giro di boa della consueta maratona live di musica d\'autore che vede protagonisti cinquanta artisti provenienti da tutta Italia.


Sono passati solo 5 giorni dall\'inizio delle audizioni e già si può rilevare la presenza di un coacervo di stili e di sonorità innovativi, a volte inconsueti. Le novità provengono più spesso da artisti molto giovani, ma che hanno alle spalle numerose esperienze in campo musicale.


Martedì 10 febbraio la giuria ha ascoltato le performance del fiorentino Jacopo Niccolò Badini, del marchigiano Stylo aka Space, della romana Nina Monti, del toscano Canemorto e del calabrese Carmine Torchia.

A fine serata il Premio Sisme, un microfono Shure Sm58, per la migliore interpretazione è andato a Carmine Torchia. A consegnarlo L\'Assessore alla cultura della Provincia di Macerata, Alessandra Boscolo.



Nonostante la serata infrasettimanale, notevole è stata la partecipazione di pubblico sia in sala, al Teatro Filarmonica di Macerata, che su internet: il pubblico può infatti accedere liberamente alle serate in teatro o può seguirle comodamente da casa collegandosi al sito www.musicultura.it <http://www.musicultura.it> dove ogni giorno le performance degli artisti sono trasmesse, in diretta, sul canale televisivo web della manifestazione. Tra utenti intervenuti nella chat della tv web, anche la blogger Allessandra Carnevali del sito festival.blogosfere.it, che ha garantito la sua presenza davanti lo schermo anche mercoledì 11 e giovedì 12. Prevista nei prossimi giorni anche la partecipazione di importanti firme del giornalismo musicale italiano.



GLI ARTISTI

A salire per primo sul palco della filarmonica, martedì 10 febbraio, Jacopo Niccolò Badini (Firenze). Il fiorentino con i suoi brani ha regalato contenuti importanti vestiti da sonorità pop. La musica pop, nell\'accezione di popolare, è il veicolo più congeniale a Jacopo, con cui riesce a coniugare momenti più \"leggeri\" e momenti di grande spessore contenutistico, come nel caso di due suoi brani proposti: quello dedicato a Dino Campana e quello che racconta di un amore nato in un ascensore. Dice di essere stato influenzato in particolare da Mario Venuti e in generale da tutto il panorama pop italiano. Significative due esperienze per la sua formazione artistica, il tour per un Villaggio turistico e l\'incontro con Lucio Dalla: \"la prima ha soddisfatto la mia esigenza di salire più spesso sul palco per esibirmi dal vivo; la seconda ha rappresentato un importante riconoscimento umano a artistico\" - ha spiegato Jacopo.

Secondo ad esibirsi il rapper di Montegranaro (Ap), Stylo aka Space. Stylo o Luca Verdinelli, insieme al suo gruppo, la Style Crew, ha proposto al pubblico in sala un genere musicale inconsueto per Musicultura, l\'Hip Hop, genere che, secondo l\'artista, è ancora \"l\'unica musica contro\". Musica di controtendenza che permette di trattare temi di attualità veri con grande incisività: la droga, il disagio giovanile, l\'ipocrisia che impedisce di essere se stessi, la banalità di certi atteggiamenti, i pregiudizi della società. Luca, breaker e maestro di freestyle, alla domanda della giuria \"Cos\'è per te amico e che cosa invece reputi nemico nella tua vita?\" ha risposto \"Amico è chi mi dimostra sincerità, nemico è tutto quello che ha a che fare con l\'invidia\" - ha affermato con convinzione Stylo.

Terza la cantautrice Nina Monti (Ariccia - Rm) che ha deliziato il pubblico in sala con una voce incantevole, offrendo uno spaccato in musica degli studi di registrazione romani negli anni \'70. Vista la giovane età dell\'artista romana, è stata apprezzata dalla giuria la sua capacità di descrivere in modo fotografico una situazione che non ha potuto vivere in prima persona. Nina ha spiegato che le sono state di aiuto le storie raccontatele dal padre, e quelle ascoltate da altri cantautori romani dell\'epoca. Dice di amare molti gli anni \'70 e che la sua musica risente soprattutto le influenze di Venditti e di De Gregori. Tutti e tre i brani proposti sono stati accompagnati dal pianoforte ma, la cantautrice di Ariccia, ha confessato di sentirsi a suo agio anche con arrangiamenti acustici o fatti con una band e che la scelta dell\'uno o dell\'altro è occasionale. Alla domanda, non facile, che cosa le piace di più e che cosa le piace di meno della sua musica, ha risposto \"Sono soddisfatta quando riesco a far provare al pubblico ciò che provo io quando compongo le canzoni e non sono soddisfatta, ovviamente, quando questo non accade\".

Canemorto, pseudonimo di Antonio Nardi (Scarperia - Fi) è salito sul palco per quarto, insieme al suo gruppo i Colya. Ha proposto brani di grande livello contenutistico. Ma a colpire è stata l\'interfaccia musicale. Antonio, infatti, ha inserito nel suo progetto da solista il violino, che ha imparato a suonare fin da piccolo e il cui suono ha reso davvero intrigante la sua audizione. Dai suoi brani, tra cui \"Natale\", la giuria ha subito notato che c\'è una prevalenza di temi tristi. Antonio ha effettivamente confermato questa sua tendenza, aggiungendo di essere un patito di Woody Allen e di scegliere tale tono semplicemente perché gli permette di esprimere meglio le proprie emozioni. Il tutto però corredato da un po\' di ironia, per non scadere proprio nel tragico. A lui i complimenti per la veste elettronica data ai suoi pezzi e per la scenografica postura assunta con il violino.

L\'ultima esibizione è stata quella del calabrese Carmine Torchia (Sersale - Cz), il quale si è soffermato molto a raccontare la sua esperienza nel tour \"Piazze d\'Italia - sulle tracce di De Chirico\", perchè gli ha permesso non solo di promuovere il suo disco ma anche di entrare a contatto diretto con la vasta gamma di umanità che popola il mondo. Proprio durante queste scorribande per le piazze d\'Italia, l\'incontro con l\'autrice marchigiana, Angelica Di Barba, lo ha portato a scrivere uno dei testi, proposti a Musicultura \"Tende di seta\". Gli arrangiamenti sintetici della serata, fatti di corde e percussioni, hanno messo in evidenza la poesia e la profondità dei testi. Carmine si esprime anche con la pittura e quando si è trovato a dire quali colori preferisce, ha risposto in modo puntuale di prediligere tonalità calde. Calde come le sue parole che hanno riscaldato il cuore degli ascoltatori. Ironico quando gli è stato chiesto perché si è definito \" un nervoso vestito da santo\": \"io amo usare aforismi\" - afferma Carmine - \"e in questo caso l\'aggettivo nervoso stava per simboleggiare i miei fermenti interiori\".








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 13-02-2009 alle 16:14 sul giornale del 12 febbraio 2009 - 1385 letture

In questo articolo si parla di macerata, spettacoli, musicultura, musicultura festival


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