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L\'orologio a cucù

1' di lettura 13/02/2009 -

Mentre Macerata sprofonda nel degrado e nell\'indifferenza del decoro urbano, c\'è chi butta fumo negli occhi e sostiene pervicacemente la rimozione della lapide posta sulla torre civica, per rinstallare un anacronistico quanto finto orologio a cucù, una sorta di pendolo di Foucault, un carillon.



Eppure quella lapide, dedicata a Vittorio Emanuele II, è intrisa del sangue di tante persone che hanno combattuto per l\'Unità d\'Italia in quel grande movimento chiamato Risorgimento. A sostegno della rimozione intervengono o si fanno intervenire calibri da novanta, principi dell\'Accademia dei Catenati, che lasciano scolorire l\'iscrizione di uno dei loro predecessori: Ferdinando Lori.


Intervengono altresì chiarissimi professori universitari che giubilano e usano Matteo Ricci a fini commerciali. Siamo alle comiche finali. Infatti, nella rimozione la lapide sarà scomposta e rischierà inevitabilmente di essere rotta, dato che la stessa è collegata al muro con grappe di bronzo. Inoltre non va dimenticato il detto dei saggi marmisti: marmo per dritto e donne per piano/ regge Torino e tutta Milano. Pertanto vale la pena ricordare l\'epigrafe incisa sulla lapide:



MDCCCLXXXII

IL POPOLO MACERATESE/ TESTIMONE E PARTECIPE

DEL MAGGIOR TRIONFO DEL SECOLO

IL RISORGIMENTO D\'ITALIA/ SCRIVE IN QUESTO MARMO

IL NOME IMMORTALE/ DEL RE LIBERATORE

VITTORIO EMANUELE II


   

da Gabor Bonifazi
architetto






Questo è un articolo pubblicato il 13-02-2009 alle 16:45 sul giornale del 13 febbraio 2009 - 1228 letture

In questo articolo si parla di cultura, macerata, gabor bonifazi, architetto


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