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Musicultura: San Valentino in musica, premio Sisme ai Gazzi Mezzi

6' di lettura 17/02/2009 - Le Audizioni Live della XX edizione di Musicultura, iniziate il 6 febbraio sono agli sgoccioli.
Sabato 14 febbraio, è stato per i maceratesi un San Valentino in musica davvero speciale, al Teatro Filarmonica di Macerata, trascorso in \"compagnia\" di Famelika (Misilimeri - Pa), Gregor Ferretti (Porto Fuori - Ra), Gatti Mezzi (Pisa), Valentina Lupi (Roma), Walter Piva (Gela - Cl).

Data la ricorrenza, il pubblico, \"innamorato\" della buona musica e delle Audizioni, non ha mancato di far sentire il suo affetto, riempiendo, come già capitato spesso nelle scorse sere, la sala del Teatro e partecipando attivamente nella chat della diretta web che per dieci giorni ha trasmesso sul sito di Musicultura (www.musicultura.it) le selezioni del concorso.

A fine serata il Premio Sisme, un microfono Shure Sm58, per la migliore interpretazione, è andato agli esilaranti i Gatti Mezzi. A premiarli Concia Arria Lucente, responsabile letteraria dell\'Associazione Musicultura.


GLI ARTISTI

Ad aprire le danze, Gregor Ferretti (Porto Fuori - Ra), che ha proposto tre pezzi \"Il fiume\", \"Portuale\", e \"L\'inverno\", ispirati alla sua città, Ravenna. A colpire pubblico e giuria non solo la grande cura e profondità dei testi, ma soprattutto una tonalità di voce molto particolare, una tessitura timbrica che Gregor possiede come dote naturale. L\'artista romagnolo che nasce innanzitutto come autore di testi, e che solo in un secondo momento, su consiglio di Mogol, ha iniziato ad interpretare i suoi brani, ha confessato che quella alle Audizioni Live era la sua prima esibizione di fronte ad un pubblico. La sua performance è stata caratterizzata da un perfetto equilibrio tra interpretazione, testo e musica, quell\'equilibrio che Gregor ha appreso nelle sue esperienze di mosaicista e di regista. Di recente, infatti, ha ottenuto un grande successo per il videoclip, \"Portuale\", omonimo della canzone proposta anche sabato sera, che racconta la morte di un suo amico al porto di Ravenna. Gregor associa sempre l\'attività di artista con lavori saltuari che gi permettono di realizzare i suoi progetti.

Seconda, Valentina Lupi (Velletri - Rm). La cantautrice romana dall\'aspetto semplice e sbarazzino, ha rivelato invece una grande carica espressiva. Per la serata ha scelto una formazione essenziale per dare risalto ai testi, che parlano più spesso del suo rapporto conflittuale con l\'amore. \"Scrivo per difendermi\" - ha spiegato Valentina - \"soprattutto da alcuni sentimenti d\'amore tormentati a cui nella vita reale non riesco a dare una spiegazione. Cantandoli, cerco di esorcizzarli. E questo è talmente vero che mia madre capisce la mia situazione sentimentale dai miei testi\".

Valentina dopo un\'esibizione impeccabile si è mostrata a suo agio di fronte all\'intervista della giuria: ha parlato del suo album d\'esordio \"Non voglio essere cappuccetto rosso\", che dedicato soprattutto a chi non ha creduto nelle sue capacità, può in realtà essere soggetto a molteplici interpretazioni. Ha raccontato di aver accettato di scrivere delle colonne sonore solo perché si sentiva a suo agio con il team con cui ha lavorato. Ha confessato che i suoi maestri sono stati in modo particolare Fossati, De Gregori, gli Afterhours e di sentire una grande responsabilità nel rappresentare autori di una tale portata.

Terzi sono stati i Gatti Mezzi (Pisa), autori di una sceneggiata davvero esilarante. Il fischiatore d\'eccellenza Tommaso Novi e il \"Virgilio\" del vernacolo pisano, Francesco Bottai, in arte i Gatti Mezzi, si sono mostrati dei veri intrattenitori e hanno proposto tutti brani in dialetto pisano. Divertente, ma anche denso di riflessioni importanti, \"Il Gallaccio di Riglione\", ispirato ad un personaggio vero della loro terra, la cui caratterizzazione è racchiusa nel motto è \"meglio morire di fame che di fatica\" e che ha permesso a Tommaso di dar sfoggio alla sua capacità di fischiare musica. Tommaso che ha fondato la prima cattedra ufficiale italiana di fischio melodico, fischia da sempre musica classica, soprattutto Mozart, nella convinzione che si può esprimere in questo modo ogni genere di musica. Scherzosamente poi ha invitato i presenti presso la sua scuola a Pisa. Tommaso e Francesco si sono conosciuti \"dialetticamente\", otto anni fa: Francesco suonava la chitarra e scriveva pezzi in vernacolo pisano, Tommaso sapeva fischiare e suonare il pianoforte. Così una sera si sono incontrati e per gioco hanno deciso di unire le loro reciproche esperienze in un progetto nuovo, i Gatti Mezzi, con l\'obiettivo di diffondere oltre i limiti regionali componimenti in dialetto pisano. Un progetto decisamente inconsueto che però ha avuto i risultati sperati: concerti in tutta Italia e premi importanti, tra cui l\'ambito Premio Ciampi a Livorno. E questa vittoria, hanno ironizzato, \"ha tanto più rilievo se si pensa all\'antica lotta tra pisani e livornesi\". Quando la giuria gli ha chiesto se trovano difficoltà nel proporsi ad un pubblico che non sia pisano, hanno raccontato che di solito fanno un glossario ai loro concerti e che paradossalmente vengono capiti di più da chi il pisano non lo sa. Di certo ciò è possibile grazie alla loro capacità di intrattenitori.
Pur ispirandosi alla tradizione del teatro-canzone di Gaber, Ciampi e Buscagliene, i Gatti Mezzi hanno precisato: \"noi cerchiamo di sciacquare da questo eredità e di rendere il più personale possibile la nostra musica\".
A loro, a fine serata, il premio Sisme per la migliore interpretazione.

Quarto il siciliano Walter Piva (Gela - Cl), che ha offerto brani di gusto melodico e pop. Il cantautore gelese ha spiegato di essere un autodidatta e di ispirarsi ad autori come Endrigo e Tenco. Sceglie di comporre testi brevi perché questo è il modo a lui più congeniale di trasmettere i suoi sentimenti. Questa scelta è avvenuta all\'improvviso: \"dopo avere ascoltato il Cielo in una stanza, fatta solo di quattro accordi, ho capito che si può arrivare subito su chi ascolta senza virtuosismi\". Il suo brano più bello \"Flussi di incoscienza\", è piaciuto molto agli spettatori.

Ultimo gruppo in gara è stato quello dei Famelika (Misilimeri - Pa), i cui brani hanno offerto immagini nate dalla semplice osservazione del quotidiano, senza la pretesa di far capo a concetti elevati o a eventi eclatanti, in un continua tensione tra la cruda realtà e un dolce surreale. I testi sono stati poi accompagnati da una impostazione vocale molto accurata e composta. Ed è questa, più \"soft\", la nuova veste di un gruppo che ha esordito traducendo in chiave hard rock la musica cantautorale francese. La giuria si è complimentata per la loro esibizione e per la longevità del gruppo, cosa non consueta quando non ci sono di mezzo dei riscontri puramente economici. I Famelika nascono, infatti, nel 1998 e hanno spiegato la loro sopravvivenza in questo modo: \"quello che ci lega è l\'amore per quello che facciamo e il continuo rinnovamento artistico\".


A fine serata il Premio Sisme, un microfono Shure Sm58, per la migliore interpretazione, è andato agli esilaranti i Gatti Mezzi. A premiarli la mitica Concia Arria Lucente, responsabile letteraria dell\'Associazione Musicultura.








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 17-02-2009 alle 16:15 sul giornale del 16 febbraio 2009 - 1109 letture

In questo articolo si parla di macerata, spettacoli, musicultura, musicultura festival


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