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Un pezzo di Macerata che se ne va, lo spaccio della Cimarella

2' di lettura 18/02/2009 -

Mentre enti ed associazioni dissertano sul turismo enogastronomico e i relativi prodotti tipici da valorizzare, tra cui gli introvabili vincisgrassi, il ciabuscolo, il verdicchio e la vernaccia di Serrapetrona e barattoli di mamellata di mele “cotogne”, sta sul punto di chiudere uno dei locali più caratteristici di Macerata: lu spacciu de Jennà.



Il locale venne aperto nel 1952 da Fabiani detto Jennà, come negozio di generi alimentari a servizio della campagna della Cimarella, allora molto abitata soprattutto dai coloni dei Costa, nonché sosta preferita dei cacciatori e dei carrettieri che andavano in direzione di Filottrano; poi nel 1957 il locale venne ampliato con tanto di bar.


Un bersò nasconde l\'ingresso dello spaccio che immette direttamente in uno stanzone, al centro del quale fino al 1992 si trovavano tavoli di legno posti su cavalletti, panche e sedie a libretto, mentre sulla parete in fondo c\'era un grande camino e una vecchia cabina telefonica, in quanto posto pubblico. Questo locale ha superato l\'avvento dell\'Iva, del registratore di cassa e di altri balzelli burocratici, ma non poteva resistere alle mode dei tempi, ai pub e ai centri commerciali.


Ora si dice che probabilmente ci sarà una nuova gestione e a noi non rimarrà altro negli occhi che la sequela d\'immagini degli avventori che qui abbiamo incontrato, i colorati prodotti alimentari esposti sugli scaffali e sul banco frigorifero, e un flash della mancina Anna intenta ad affettare il prosciutto con il lungo coltello dalla lama sottile. Ora Anna è andata in pensione come pure il marito Giuseppe, i figli sono sistemati e Anna deve accudire la mamma inferma. Presto arriverà un nuovo gestore e ci auguriamo che questo ambiente profondamente umano non abbia a scomparire del tutto.


   

da Gabor Bonifazi
architetto






Questo è un articolo pubblicato il 18-02-2009 alle 00:02 sul giornale del 17 febbraio 2009 - 1251 letture

In questo articolo si parla di attualità, macerata, gabor bonifazi, architetto


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