contatore accessi free

Aneddoti sul Futurismo...

2' di lettura 21/02/2009 -

Ancora pochi giorni e si celebrerà con la consueta dose di retorica il centenario della nascita del Futurismo, il movimento che con il suo dinamismo a trazione integrale ha contribuito a modernizzare la società italiana nel periodo compreso tra le due guerre.



Ci si augura che gli studiosi vadano oltre al solito copia incolla, quasi come se gli artisti maceratesi aderenti al movimento fossero estranei alla vita politica di quegli anni. Al contrario molti futuristi furono anche gran fascisti. Quasi tutti furono interventisti, molti parteciparono alla \"Marcia su Roma\" con lo spirito degli arditi e diversi aderirono alla Repubblica Sociale.


Tant\'è che storici dell\'arte illustri, quali Enrico Crispolti, circoscrivono le due fasi del movimento tra il 1909, data del Manifesto di Filippo Tommaso Martinetti, e il 1944 che non a caso coincide con la caduta del Fascismo. Quindi è ora di dare ai futuristi nostrani un riconoscimento per l\'impegno sociale e politico. Soprattutto il secondo futurismo era animato da giovani che credevano nella guerra e che intrattenevano rapporti con i dirigenti del Partito Nazionale Fascista. Insomma i politici continuino pure a presenziare e a tagliare i nastri, visto che sono tutti omologati nell\'apparire anziché nell\'essere, ma gli studiosi forniscano nuove opere e documenti e contribuiscano a chiarire definitivamente il perché di certe fughe e delle collaborazioni dei vari artisti.


E\' finito il tempo di utilizzare il Futurismo e continuare a stampare cataloghi con le stesse reticenze. E\' assodato che anche i futuristi nostrani non vissero in un limbo e indossarono la camicia nera.

**************************************************************************************************

Il Futurismo è stato un movimento artistico che, con il suo dinamismo a trazione integrale, ha contribuito in maniera determinante alla modernizzazione della società italiana nel periodo compreso tra le due guerre (1909 – 1944). Pertanto ritengo che il Presidente della Camera dovrebbe approfondire l’argomento.


L’onorevole Fini ha dato recentemente una lettura in chiave pacifista dell’imperativo di Martinetti: “Guerra unica igiene del mondo”. Al contrario i futuristi furono gran fascisti e in gran parte applicarono alla lettera l’altro motto: “Marciare non marcire”. Quasi tutti furono interventisti (Martinetti, Sironi, Boccioni, Sant’Elia eccetera), molti arditi parteciparono alla “Marcia su Roma” e diversi aderirono alla Repubblica Sociale.



Non a caso gli storici dell’arte fanno coincidere la fine del movimento con la caduta del Fascismo. Per fortuna il Futurismo al di là delle celebrazioni, reticenze e prese di distanza continuerà a vivere nelle nostre tasche, nella moneta dove è riprodotta l’opera di Umberto Boccioni: “Forme uniche della continuità dello spazio”.


   

da Gabor Bonifazi
architetto






Questo è un articolo pubblicato il 21-02-2009 alle 11:35 sul giornale del 20 febbraio 2009 - 1094 letture

In questo articolo si parla di cultura, macerata, gabor bonifazi, architetto


logoEV
logoEV